{"type":"rich","version":"1.0","provider_name":"Transistor","provider_url":"https://transistor.fm","author_name":"La Musica di Ameria Radio","title":"La musica di Ameria Radio del 31 dicembre 2020","html":"<iframe width=\"100%\" height=\"180\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\" seamless src=\"https://share.transistor.fm/e/797ca79c\"></iframe>","width":"100%","height":180,"duration":3696,"description":"A cura di Massimiliano SamsaG. F. Handel (1685 - 1759) - Concerto grosso in si bemolle maggiore, op. 3 n. 2, HWV 3131 . Vivace (si bemolle maggiore)2. Largo (sol minore)3. Allegro (si bemolle maggiore)4. Menuet (si bemolle maggiore)5. Gavotte (si bemolle maggiore)Academy of St. Martin in the Fields Sir Neville Marriner, direttoreAl contrario di Bach, questo Haendel strumentale appare proteso a quell'immediatezza spettacolare, a quel vibrante plasticismo che sembra vivere del respiro del pubblico e delle sue reazioni emotive e che trova la sua sede specifica nel teatro e nei grandi affreschi oratoriali. Pubblicati nel 1734 al culmine della carriera operistica di Haendel a Londra, i sei Concerti grossi op. 3, come del resto la rimanente produzione haendeliana di genere strumentale, offrono all'analisi morfologica una curiosa commistione di arcaismi corelliani, già scomparsi nella coeva e precedente produzione degl'Italiani (fatta forse eccezione per il serioso e old fashioned Benedetto Marcello) e di civetterie mondane e teatraleggianti. Da ciò quella relativa \"durezza\" di dettato rilevabile soprattutto negli stacchi polifonici, dove lo straordinario rilievo di un'invenzione motivica improntata ad una comunicatività squisitamente teatrale entra in attrito con procedimenti arcaicizzanti, e dove il segno vigoroso e sommario del grande affrescatore prevale su quello meditato e attento al particolare del pittore da cavalletto.Ne risulta un procedere compositivo di getto, mirante al colpo d'occhio dell'insieme e all'\"effetto\" nel senso più squisitamente barocco del termine: con simulati gesti improvvisatori, come il gusto toccatistico e preludiante che caratterizza l'esordio dei violini di concertino, nel \"Vivace\" di quest'op. 3 n. 2, o la sprezzatura di quelle terzine degli oboi, che, nello stesso movimento, intervengono verso la fine a modificarne bruscamente l'andamento ritmico. Svagatezza preludiante impronta altresì l'intervento dei due violoncelli soli (quanti...","thumbnail_url":"https://img.transistorcdn.com/t9UZOW6cckkd-ecxrZbpkg2MGvpd3GP4xhCP8fknYaw/rs:fill:0:0:1/w:400/h:400/q:60/mb:500000/aHR0cHM6Ly9pbWct/dXBsb2FkLXByb2R1/Y3Rpb24udHJhbnNp/c3Rvci5mbS9zaG93/LzI3NzQ0LzE2NDI5/NjA5ODItYXJ0d29y/ay5qcGc.webp","thumbnail_width":300,"thumbnail_height":300}