{"type":"rich","version":"1.0","provider_name":"Transistor","provider_url":"https://transistor.fm","author_name":"3' Grezzi di M. Cristina Marras","title":"3' grezzi Ep. 466 Fantasmi digitali","html":"<iframe width=\"100%\" height=\"180\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\" seamless src=\"https://share.transistor.fm/e/adfb91a3\"></iframe>","width":"100%","height":180,"duration":181,"description":"Vecchie videocassette, musicassette con l'etichetta scritta a mano ritrovate nel fondo di un armadio, telefisioni dalle dimensioni mostruose che trasmettono l'effetto neve, spezzoni di cose viste decenni fa che continuano a popolare i nostri sogni. Tutto questo è 'folclore digitale'. Buon divertimento.\nTRASCRIZIONE [ENG translation below]\nUhhhhh! Paura, eh? Oggi parlo di fantasmi, anzi di un tipo particolare di fantasmi, quelli che popolano il genere conosciuto come folclore digitale, il digital folklor, che ha questa caratteristica particolare, che nel nome ha la parola digitale, però è ambientato in luoghi che digitali non lo sono affatto, infatti il folclore digitale è caratterizzato da oggetti come vecchie videocassette ritrovate in soffitta, musicassette, grandi apparecchi televisivi dove non ci sono trasmissioni ma le televisioni sono accese e c'è quello che si chiama effetto neve, sapete, quando non si vede niente fa ccchhhhh, che mi chiedo se questo sia possibile con le nuove televisioni, non l'ho mai visto.\nComunque, ho trovato un'interessante riflessione sul perché il folclore digitale sia basato su questi vecchi strumenti e non su strumenti più moderni.\nQuando io ero bambina, se mi capitava di vedere una cosa inquietante alla televisione, e vi assicuro che alla tv dei ragazzi cose inquietanti se ne vedevano tantissime, anche perché negli anni '70 si era in piena sperimentazione artistica, quindi c'erano persone, artisti importanti che facevano i programmi per i bambini e questi programmi però si potevano vedere solo alla televisione.\nE quando si vedeva qualcosa di strano, di inquietante, qualcosa che accendeva la nostra fantasia, non si poteva correre su YouTube a riguardarlo, esaminarlo o a elaborarlo. E non si poteva neanche correre su Wikipedia o su altri siti su internet perché qualcuno spiegasse cosa c'era dietro quelle invenzioni artistiche.\nQuindi si vedevano cose inquietanti alla televisione che poi rimanevano dentro di noi, e tutti gli spazi,...","thumbnail_url":"https://img.transistorcdn.com/R6nQTx0X2S71G-lqUCceM4hFlk_omg_WgtP3VB6IYv4/rs:fill:0:0:1/w:400/h:400/q:60/mb:500000/aHR0cHM6Ly9pbWct/dXBsb2FkLXByb2R1/Y3Rpb24udHJhbnNp/c3Rvci5mbS9kMjY0/MTU0YWE3NWRkZGE3/NDZhYmM0ZWY3YTM5/NGE3ZC5qcGc.webp","thumbnail_width":300,"thumbnail_height":300}