{"type":"rich","version":"1.0","provider_name":"Transistor","provider_url":"https://transistor.fm","author_name":"3' Grezzi di M. Cristina Marras","title":"3' grezzi Ep. 443 Delitti veri","html":"<iframe width=\"100%\" height=\"180\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\" seamless src=\"https://share.transistor.fm/e/c0c97cde\"></iframe>","width":"100%","height":180,"duration":181,"description":"Cosa c'è di più divertente e stimolante del sedersi comodamente e ascoltare un narratore descrivere dettagliatamente un delitto realment accaduto?\nTRASCRIZIONE [Eng translation below]\nAllora, qualcuno mi deve spiegare cos'è questa storia con i podcast di true crime, quelli dei delitti veri. Com'è che hanno così tanto successo che è in cima a tutte le classifiche, quando si guarda quali sono i podcast più ascoltati, non importa in quale lingua, se in italiano, inglese, francese o che altra lingua, ai primi posti ci sono sempre i podcast di gente ammazzata.\nLa stragrande maggioranza delle volte, tra l'altro, una donna che viene ammazzata. Io capisco che questi siano crimini irrisolti, però ci sono un paio di aspetti che mi mi lasciano basita.\nIl primo è, appunto, che alla fine poi si somigliano tutti. L'altro giorno stavo scorrendo i podcast più ascoltati in Italia e uno dopo l'altro ascoltavo i trailers, le anteprime, dei primi podcast in classifica e molti di questi erano di true crime, di delitti reali. Erano così simili uno all'altro che a un certo punto sembrava quasi di ascoltare la parodia, che fosse una presa in giro, che fosse qualcosa di comico, invece erano delle cose serissime. Lo stesso tipo di voce, le stesse le stesse parole vengono usate, spesso anche i crimini sono molto simili.\nEcco, la seconda cosa è che poi spesso le persone che vengono ammazzate sono delle donne. Quindi si continua a parlare di crimini contro le donne, e vabbè, direte voi, se questa è la realtà, parliamo della realtà. Non lo so.\nC'è anche un altro elemento poi, il modo in cui spesso il presentatore del podcast si pone davanti al problema. Non lo so, a volte mi sembra che sia un po' sensazionalista, un po'... Io la chiamo la pornografia del dolore, cioè approfittare un po' della situazione e dei sentimenti altrui, come quando succede qualcosa e il giornalista di turno ti sbatte il microfono in faccia e ti chiede, ma cosa ci si, come ci si sente ad aver perso figlio, marito,...","thumbnail_url":"https://img.transistorcdn.com/R6nQTx0X2S71G-lqUCceM4hFlk_omg_WgtP3VB6IYv4/rs:fill:0:0:1/w:400/h:400/q:60/mb:500000/aHR0cHM6Ly9pbWct/dXBsb2FkLXByb2R1/Y3Rpb24udHJhbnNp/c3Rvci5mbS9kMjY0/MTU0YWE3NWRkZGE3/NDZhYmM0ZWY3YTM5/NGE3ZC5qcGc.webp","thumbnail_width":300,"thumbnail_height":300}