A cura di Massimiliano SamsaGustav Mahler (1860 - 1911) - Sinfonia n. 4 in sol maggiore1.Bedächtig, Nicht eilen, recht gemächlich (Riflessivo, Non affrettato, Molto comodo)2.Im gemächlicher Bewegung, (Con movimento tranquillo, Senza fretta)3.Ruhevoll (Calmo)4.Sehr behaglich "Das himmlische Leben" (Molto comodamente "La vita celeste")per soprano solo da "Des Knaben Wunderhorn"Prima esecuzione: Monaco, Tonhalle, 25 Novembre 1901Lucerne Festival OrchestraMagdalena Kožená, mezzosopranoClaudio Abbado, direttoreDal 1897 al 1907 Gustav Mahler dedicò buona parte delle sue energie al Teatro dell'Opera di Vienna dove era stato nominato direttore stabile con funzioni di direttore artistico. Rigoroso con se stesso prima che con gli altri Mahler si era imposto per la chiarezza d'idee e per la ferrea volontà con cui regolava la vita del grande teatro. Durante questo periodo se non proprio felice certo fra i più fervidi dell'attività artistica di Mahler, vide la luce la quarta sinfonia in sol maggiore che rispetto alle altre opere sinfoniche presenta una struttura piuttosto inconsueta per un ideatore di giganteschi edifici sonori quale fu il musicista boemo. Infatti il suo organico strumentale si rivela abbastanza ridotto (mancano ad esempio tromboni e basstuba) tanto che qualcuno è stato indotto a definire il lavoro «una sinfonia mozartiana».La sinfonia si ispira, come del resto quasi tutte le opere mahlerìane, a un'idea poetica e filosofica di cui ci è pervenuto lo schema su un foglio redatto dallo stesso Mahler. È interessante riportare integralmente anche ai fini di una maggiore comprensione dell'opera questo schema programmatico.«Quarta sinfonia. Umoresca.N. 1 - 11 mondo come presente eterno - sol maggioreN. 2 - La vita terrestre - mi bemolle maggioreN. 3 - Carità - si maggiore - AdagioN. 4 - Campane del mattino - fa maggioreN. 5 - Il mondo senza peso - re maggiore - ScherzoN. 6 - La vita celeste - sol maggiore».Mahler nella stesura definitiva della sinfonia non rispettò completamente questo schema. Salvò solo l'idea del primo e dell'ultimo movimento e limitò a quattro tempi l'originario progetto che invece ne prevedeva sei. Le due parti intermedie, cioè lo «Scherzo» in do minore e il «Poco adagio» in sol maggiore, non figuravano nello schizzo sopra riportato, ma vennero inseriti in un secondo tempo. Bruno Walter e Nathalie Bauer-Lechner asseriscono che i titoli dei due movimenti — «Freund Hein speilt auf» (La morte guida il ballo) e «Lacheln der heiligen Ursula» (Sorriso di Sant'Orsola) furono redatti dallo stesso Mahler. Sia il tema principale che il secondario del primo movimento posseggono una leggera e flessibile sinuosità che ricorda veramente molto da vicino quella delle sinfonie mozartiane. Il secondo movimento — Scherzo in 3/8 — è una delle pagine più enigmatiche dell'opera di Mahler. Tutto il brano si svolge in un clima improntato ad una allegria sfrenata che può apparire anche un poco artificiosa se si pensa che su di essa incombe, secondo la concezione di Mahler, la presenza della morte, raffigurata dagli interventi solistici del primo violino. Livide ombre passeggere offuscano qua e là l'andamento di questa danza.Il terzo tempo, anch'esso come gli altri in tempo piuttosto lento, ci presenta un'altra caratteristica della tecnica compositiva mahleriana, cioè la sua maestria nel trattare in forma di variazione il materiale tematico. I due temi su cui è costruito questo pezzo vengono variati con un continuo raffinato gioco prospettico fino quasi alla fine, quando appare il primo tema dell'ultimo tempo. La particolare lievità dell'ordito strumentale e la presenza della voce di un soprano che canta un «lied» tratto da «Des Knaben Wunderhorn» conferiscono a tutto il brano una trasparenza trascendente e un poco magica.Antonio MazzoniTesto della parte...
Musica classica alle ore 19.00 del lunedi e giovedi