A cura di Massimiliano SamsaAntonio Caldara (1670 - 1736) - Te Deumper soli, coro e orchestraPatrizia Ciofi, Sara Allegretta ⎮ sopranoRoberto Saccà, Mirko Guadagnini ⎮ tenoreMichele Pertusi, Nicolas Rivenq ⎮ bassoOrchestra e Coro del Teatro La FeniceDirettore ⎮ Riccardo Muti--------------------------------------------H. Berlioz (1803 - 1869) - Te DeumBarry Banks tenore Thomas Ospital organo Orchestra Filarmonica la Maîtrise Coro di Radio FranceCoro dei Bambini dell'Orchestre de ParisCoro dell'Esercito FranceseIl Te Deum di Berlioz, una delle opere titaniche del compositore francese, unitamente al Requiem e alla Sinfonia Funebre e Trionfale. Il Te Deum necessita di un’orchestra rinforzata (spesso due orchestre insieme), cui si aggiunge un organo solista, oltre a duecento coristi adulti e a qualche centinaio di voci bianche: il tutto per esaltare e ringraziare il Signore in un’opera che risulta al contempo religiosa e trionfale.A rigore, il Te Deum di Berlioz non è una composizione liturgica, ma è nato piuttosto dall’idea di comporre un ciclo monumentale di spirito nazionale. Già nel 1835 Berlioz aveva progettato questo ciclo, che prevedeva sette parti e doveva intitolarsi Solennità musicale funebre in memoria degli uomini illustri della Francia; tale progetto non fu però realizzato. Ancora nel 1846 Berlioz compì un tentativo presso il Governo, perché gli fosse dato l’incarico di comporre una “Sinfonia militare con coro, un epos trionfale”. Questa Sinfonia, la cui connessione con il vecchio progetto è evidente, avrebbe dovuto avere il titolo di il ritorno dell’armata d’Italia, e sarebbe stata così una celebrazione di Napoleone.Al fine di realizzare musicalmente almeno in parte quest’idea, Berlioz scrisse il Te Deum, senza averne ricevuto l’incarico e senza la spinta di circostanze esterne. La prima esecuzione assoluta del Te Deum ebbe luogo nel 1855, nella Chiesa di S. Eustache, nell’ambito delle manifestazioni ufficiali che si svolsero in occasione della prima Esposizione industriale di Parigi.In un giornale si poteva leggere a proposito la seguente notizia, che si poteva basare solo su informazioni date dallo stesso compositore: “Questo Te Deum doveva far parte di una composizione di proporzioni colossali, di concezione per metà epica, per metà drammatica, e destinata a celebrare la gloria militare del Primo Console… nel momento in cui il generale Bonaparte avesse fatto il suo ingresso nella Cattedrale dalle enormi volte, avrebbe dovuto echeggiare d’ogni parte il sacro canto di lode, le bandiere avrebbero dovuto sventolare, e insieme al rullo dei tamburi e ai colpi dei cannoni le campane avrebbero elevato i loro suoni potenti. Questa è la spiegazione dell’impronta così marziale di questa composizione”.Alla bellicosa fanfara che conclude “judex crederis” segue infatti un Finale – che viene sempre omesso – dal titolo “Marcia per la presentazione delle bandiere”.Nella versione originaria del Te Deum c’era anche un altro movimento, un “Preludio”, che doveva essere riservato appositamente per “celebrazioni d’una vittoria” o per altre “solennità militari”.Il Te Deum di Berlioz, anche se è prospettato in una “rappresentazione” scenica, rimane tuttavia un’opera religiosa, pur nell’assoluta originalità di concezione. A partire dal terzo movimento Berlioz ha apportato profondi spostamenti al testo liturgico, con l’evidente intento di drammatizzarlo nella maniera che gli era propria – lo stesso aveva fatto a suo tempo con il Requiem.Così il terzo movimento, contenente la Preghiera che secondo il testo originale avrebbe dovuto comparire molto più tardi, contrasta assai felicemente con i movimenti di carattere innodico e celebrativo (nn. 1,2, 4).Il verso “judex crederis esse venturus” che posto pressappoco a metà del testo liturgico originale,...
Musica per dormire
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