La Musica di Ameria Radio

A cura di Massimiliano SamsaViaggio in Italia… (seconda puntata)Hector Berlioz (1803 – 1869) - Aroldo in Italia, op. 16Sinfonia in 4 parti per viola concertante e orchestra1.Harold aux montagnes. Scènes de mélancolie, de bonheur et de joie•Adagio (sol maggiore). Allegro2.Marche de pèlerins chantant la prière du soir•Allegretto (mi maggiore)3.Sérénade d'un montagnard des Abruzzes à sa maîtresse•Allegro assai (do maggiore). Allegretto. Allegro assai. Allegretto4.Orgie de brigands. Souvenirs des scènes précédentes•Allegro frenetico (sol minore)Prima esecuzione: Parigi, Salle du Conservatoire, 23 Novembre 1834Dedica: à Monsieur Humbert FerrandPhilharmonia OrchestraYehudi Menuhin, violaSir Colin Davis, direttoreNei primi mesi del 1834, nel corso di un incontro con Berlioz, verso cui manifestò più volte stima e ammirazione, Paganini, l'affascinante virtuoso di violino universalmente idolatrato ai suoi tempi, chiese al musicista di scrivergli un pezzo per viola di particolare brillantezza solistica. Berlioz compose, ma senza finirla, una fantasia drammatica per orchestra, cori e viola solista, intitolandola Les derniers moments de Marie Stuart e la sottopose all'attenzione di Paganini. Costui la giudicò subito "poco solistica" e non la prese in considerazione per una eventuale esecuzione in pubblico. Berlioz non si preoccupò eccessivamente del giudizio del suo amico violinista e conquistato da una nuova idea poetica suggeritagli dalla lettura del "Child Harold's Pilgrimage" di lord Byron in pochi mesi rielaborò il pezzo, dando vita alla sinfonia con viola solista Harold en Italie op. 16, finita di comporre il 22 giugno 1834 in una casetta a rue Saint-Denis, a Montmartre.La prima esecuzione di quest'ultima composizione autobiografica di Berlioz ebbe luogo a Parigi il 23 novembre 1834 alla presenza di un pubblico quanto mai qualificato, tra cui spiccavano artisti e scrittori molto importatiti, come Eugéne Sue, Victor Hugo, Saint-Beuve, Lamennais, Heine, Alfred de Vigny, Alexandre Dumas e Liszt. Il direttore fu Narcisse Girard, mentre la parte solistica fu affidata al violista Urban.La cronaca della serata, abbastanza lusinghiera per il musicista, fu raccontata dallo stesso Berlioz nei suoi "Mémoirs" con queste parole: «II primo brano non ebbe molti applausi per colpa di Girard, che non riuscì a trascinare abbastanza l'orchestra nella coda. La marcia dei pellegrini scatenò le richieste del bis... Nella seconda esecuzione, nel momento in cui, dopo una breve interruzione, si sentono di nuovo le campane del convento, l'arpista contò male le sue pause e si perdette. Allora Girard pensò bene di gridare all'orchestra: all'ultimo accordo, e tutti si ritrovarono sull'accordo, finale, saltando le cinquanta e più battute che lo precedono. Il resto filò via in maniera soddisfacente e tra l'interesse generale». Il lavoro rispecchia le regole e le caratteristiche della cosiddetta musica a programma, in cui attorno all'idea poetica centrale (l'idèe fixe come nucleo estetico fondamentale) ruotano diversi motivi che si richiamano direttamente e indirettamente al soggetto principale. Naturalmente non c'è alcun rapporto di interdipendenza tra il poema di Byron, dove si racconta di un viaggio immaginario del poeta inglese attraverso il Portogallo, la Spagna, la Grecia, la Svizzera e l'Italia, e la musica di Berlioz, che nel giovane Aroldo identifica se stesso per riandare con la memoria ad alcuni episodi del suo soggiorno a Roma e tra i monti dell'Abruzzo (1830-'31). Inoltre Berlioz sceglie la viola come strumento solista, perché ritiene che essa possa esprimere con la sua voce dal timbro scuro e dall'accento malinconico i tormenti romantici del suo animo.La composizione si articola in quattro episodi che formano come quattro pannelli dello stesso affresco, dipinto dal musicista con quella...

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A cura di Massimiliano Samsa

Viaggio in Italia… (seconda puntata)

Hector Berlioz (1803 – 1869) - Aroldo in Italia, op. 16
Sinfonia in 4 parti per viola concertante e orchestra

1.Harold aux montagnes. Scènes de mélancolie, de bonheur et de joie
•Adagio (sol maggiore). Allegro
2.Marche de pèlerins chantant la prière du soir
•Allegretto (mi maggiore)
3.Sérénade d'un montagnard des Abruzzes à sa maîtresse
•Allegro assai (do maggiore). Allegretto. Allegro assai. Allegretto
4.Orgie de brigands. Souvenirs des scènes précédentes
•Allegro frenetico (sol minore)

Prima esecuzione: Parigi, Salle du Conservatoire, 23 Novembre 1834
Dedica: à Monsieur Humbert Ferrand

Philharmonia Orchestra
Yehudi Menuhin, viola
Sir Colin Davis, direttore

Nei primi mesi del 1834, nel corso di un incontro con Berlioz, verso cui manifestò più volte stima e ammirazione, Paganini, l'affascinante virtuoso di violino universalmente idolatrato ai suoi tempi, chiese al musicista di scrivergli un pezzo per viola di particolare brillantezza solistica. Berlioz compose, ma senza finirla, una fantasia drammatica per orchestra, cori e viola solista, intitolandola Les derniers moments de Marie Stuart e la sottopose all'attenzione di Paganini. Costui la giudicò subito "poco solistica" e non la prese in considerazione per una eventuale esecuzione in pubblico. Berlioz non si preoccupò eccessivamente del giudizio del suo amico violinista e conquistato da una nuova idea poetica suggeritagli dalla lettura del "Child Harold's Pilgrimage" di lord Byron in pochi mesi rielaborò il pezzo, dando vita alla sinfonia con viola solista Harold en Italie op. 16, finita di comporre il 22 giugno 1834 in una casetta a rue Saint-Denis, a Montmartre.
La prima esecuzione di quest'ultima composizione autobiografica di Berlioz ebbe luogo a Parigi il 23 novembre 1834 alla presenza di un pubblico quanto mai qualificato, tra cui spiccavano artisti e scrittori molto importatiti, come Eugéne Sue, Victor Hugo, Saint-Beuve, Lamennais, Heine, Alfred de Vigny, Alexandre Dumas e Liszt. Il direttore fu Narcisse Girard, mentre la parte solistica fu affidata al violista Urban.
La cronaca della serata, abbastanza lusinghiera per il musicista, fu raccontata dallo stesso Berlioz nei suoi "Mémoirs" con queste parole: «II primo brano non ebbe molti applausi per colpa di Girard, che non riuscì a trascinare abbastanza l'orchestra nella coda. La marcia dei pellegrini scatenò le richieste del bis... Nella seconda esecuzione, nel momento in cui, dopo una breve interruzione, si sentono di nuovo le campane del convento, l'arpista contò male le sue pause e si perdette. Allora Girard pensò bene di gridare all'orchestra: all'ultimo accordo, e tutti si ritrovarono sull'accordo, finale, saltando le cinquanta e più battute che lo precedono. Il resto filò via in maniera soddisfacente e tra l'interesse generale». Il lavoro rispecchia le regole e le caratteristiche della cosiddetta musica a programma, in cui attorno all'idea poetica centrale (l'idèe fixe come nucleo estetico fondamentale) ruotano diversi motivi che si richiamano direttamente e indirettamente al soggetto principale. Naturalmente non c'è alcun rapporto di interdipendenza tra il poema di Byron, dove si racconta di un viaggio immaginario del poeta inglese attraverso il Portogallo, la Spagna, la Grecia, la Svizzera e l'Italia, e la musica di Berlioz, che nel giovane Aroldo identifica se stesso per riandare con la memoria ad alcuni episodi del suo soggiorno a Roma e tra i monti dell'Abruzzo (1830-'31). Inoltre Berlioz sceglie la viola come strumento solista, perché ritiene che essa possa esprimere con la sua voce dal timbro scuro e dall'accento malinconico i tormenti romantici del suo animo.
La composizione si articola in quattro episodi che formano come quattro pannelli dello stesso affresco, dipinto dal musicista con quella...

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