A cura di Massimiliano SamsaViaggio in Italia… (prima puntata)Georges Bizet (1838-1875) - Roma, sinfonia in do maggiore1.Une chasse dans la forêt d'Ostie - Andante tranquillo, allegro agitato2.Allegretto vivo, scherzo3.Une procession - Andante molto4.Carnaval - Allegro vivacissimoPrima esecuzione: Parigi, Cirque Napoléon, 28 febbraio 1869RTVE Symphony OrchestraFrancisco Valero-Terribas, direttoreComposta nel 1855, la Sinfonia in do maggiore di Georges Bizet rimase del tutto sconosciuta fino al 1933, quando Reynaldo Hahn, che ne aveva ricevuto in dono il manoscritto dalla vedova del compositore ma che non gli aveva attribuito alcun valore, l'affidò alla biblioteca del Conservatorio di Parigi, dove non sfuggì a Jean Chantavoine, uno dei pochi critici francesi a dedicare a Bizet qualcosa di più d'un interesse superficiale, in un'epoca in cui i suoi compatrioti consideravano volgare la Carmen e frivola la restante sua musica. Immediatamente Chantavoine riferì la sua scoperta in un articolo, attirando su questa sinfonia l'attenzione del celebre direttore d'orchestra Félix Weingartner, che la giudicò «graziosa e molto raffinata nella forma e nell'orchestrazione, sebbene un po' povera d'energia» e ne diresse il 26 febbraio 1935 a Basilea la prima esecuzione assoluta, con vivo successo, ribadito anche dalle numerose altre esecuzioni succedutesi in breve giro di tempo nei principali centri musicali d'Europa e d'America.Testo di Georges BizetRoma, 16 maggio 1858Mi attacco a Roma ogni giorno di più. Più la conosco e più l'amo. Tutto è bello qui. Ogni strada anche la più sudicia, è tipica; ha un suo carattere singolare, o qualcosa dell'antica città dei Cesari.Particolare stupefacente, gli oggetti che più mi urtavano alla prima entrata in Roma fanno ora parte della mia esistenza: le Madonne ridicole al di sopra delle lampade votive, la biancheria stesa alle finestre, il fieno in mezzo alle piazze, i mendicanti. Tutto mi piace e mi affascina, e griderei al sacrilegio se togliessero un solo ammasso di fango.Ci sono diversi modi di studiare Roma: si può guardare più all'aspetto artistico, o a quello pittorico e poetico, o ancora alla religiosità e alla politica oppure si possono osservare i costumi e il carattere dei suoi abitanti. Quest'ultimo aspetto seppur interessante è per noi molto difficile da approfondire, vista l'esclusione completa dei francesi dalla società italiana. Abbiamo trovato tutte le porte chiuse, infatti i francesi sono poco amati qui. Ma se gli italiani sbarrano le loro case, non possono chiudere i loro musei, le loro campagne, le loro chiese, il loro cielo, e l'uomo che sente il bello e il vero troverà qui di che ammirare e pensare. Vorrei anche mostrarti per un istante la splendida vista che ho dalla mia camera. Vorrei anche farti visitare il paradiso che noi abitiamo e che si chiama Villa Medici.È delizioso. Le aurore e i tramonti sono splendidi. Il mio sogno è venire a comporre qui, più tardi. Si lavora meglio a Roma che a Parigi. Più vado avanti e più considero imbecilli coloro che non sono riusciti a comprendere la fortuna del pensionato dell'Accademia. Del resto, ho notato che questi ultimi non hanno mai fatto grandi cose. Halévy, Thomas, Gounod, Berlioz, Massé, hanno le lacrime agli occhi quando parlano di Roma. Leborne, Galibert, Cohen, Elwart attribuiscono la loro nullità al tempo che hanno perso, loro dicono, all'Accademia. Io sono più che mai certo del mio avvenire, non che io creda di non aver più nulla da fare, ma perché penso che posso e perché voglio.Georges Bizetin una lettera alla madreTesti tratti da: https://www.flaminioonline.it/Guide/Bizet/Bizet-Roma.html*****Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847) - Sinfonia n. 4 in la...
Musica classica alle ore 19.00 del lunedi e giovedi