Sono Cose Serie - Serie tv, fumetti e oltre.

La recensione del film Masters of the Universe (2026): He-Man torna al cinema con la regia di Travis Knight per Amazon MGM Studios. E in coda debutta Parole Serie, la rubrica sul lessico di Sono Cose Serie.

La recensione a caldo pubblicata negli shorts non bastava: i vostri commenti ci hanno costretto a riaprire la pratica. Prima del verdetto, Paolo si presenta con un volume patinato sottobraccio e ripercorre la storia dei Masters of the Universe: le action figure Mattel, i minicomics in salsa Conan, la serie animata della Filmation di Lou Scheimer, i rilanci che non si sono mai fermati fino a Revelation di Kevin Smith e il cult trash I Dominatori dell'Universo con Dolph Lundgren e Frank Langella. Perché no, He-Man non è tornato solo adesso: in quarant'anni non se n'è praticamente mai andato.

Poi il film: Nicholas Galitzine con la Spada del Potere, Camila Mendes, Alison Brie, Idris Elba e un Jared Leto che da Skeletor divide lo studio. L'estetica funziona, Eternia e Grayskull accontentano l'occhio dei fan, la colonna sonora di Daniel Pemberton si porta dietro le chitarre di Brian May. Ma un principe Adam che sembra uscito da American Pie, un Duncan debosciato e uno scontro finale senza vera minaccia fanno rimpiangere il Flash Gordon del 1980, camp, fracassone e con i Queen veri.

Quanto pesa tutto questo sulla nostra Scala Tecnica, che oggi va da All's Fair a The Pitt? In quale quadrante della Densità Narrativa si sistema il nuovo Masters of the Universe? E che fine fa la Scala della Scimmia quando si parte da un buono scimpanzé e la visione rema contro? Le risposte in puntata, insieme al Consiglio per la Fruizione: cosa recuperare davvero tra Il Segreto della Spada, Revelation, i fumetti e le action figure della linea Origins.

In chiusura debutta Parole Serie, lo Zibaldone di Sono Cose Serie: Miki racconta la genesi del termine "Birimbino", dal bambolotto Birimbo della Sebino Bambole (l'azienda di Cicciobello) fino al saluto-tormentone del podcast, passando per lo scrolling nostalgico del De Simone. La verità, tutta la verità, dopo anni di equivoci.

E ricordate: chi non conosce il significato di Birimbino e non ci ascolta è un Birimbino!


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What is Sono Cose Serie - Serie tv, fumetti e oltre.?

Approfondimento settimanale in salsa nerd (ma non troppo) su tutte le forme del racconto a puntate partendo dalle Serie tv del momento fino ai fumetti, cinema e letteratura.

Ragazzi, vi faccio una confessione. Usciti al cinema dopo aver visto Masters of the Universe

pensavamo di aver chiuso la pratica con la nostra recensione a caldo che trovate tra

gli shorts, ma poi sono arrivati i vostri commenti. E niente, dobbiamo riparare. E oggi

però in coda per i grandi, ma soprattutto per i piccini, le parole serie. Ma piccini

che cazzo? Fate vedere sta roba ai vicini, ma vabbè comunque. Questa è una nuova rubrica

dove vi raccontiamo la genesi e il significato di alcune delle parole di Sono cose serie,

della lore. Il vocabolario di Sono cose serie. Non si baldone. Mamma mia come siamo anziani.

In questa puntata il tormentone per eccellenza, quindi vi diremo tutta la verità, tutto quello

che c'è da sapere sul birimbino. Sigla. Serie tv, fumetti e oltre. Sono cose serie.

Ben arrivati. Questa è Sono cose serie, il podcast che da ormai più di 15 anni si occupa

di 16 stagioni, si occupa di serialità, di tutto ciò che è seriale. Siamo a Torino.

Qualsiasi cosa esce, appuntate con quelle meccaniche. Noi siamo interessati a parlarne

con voi e con me. I nostri miei co-host sono Michelangelo Alesso e Paolo Ferrara. E oggi

io tengo il manubrio della bicicletta e a pedalare. Sono i miei marini. Oddio, questa

roba l'abbiamo vista tutte e tre. Possiamo interagire in maniera. Ma io sono d'accordo

con gli spettatori. Qualsiasi cosa voi diciate mi dissocio. Bravo Paolo, come al solito. E' tornato

sul grande schermo l'eroe dei cartoni che è riuscito a vendere action figure ai bambini

da otto anni fino ai loro cinquanta. E anche oltre, con l'intenzione di arrivare ai loro

scaffali sulle case di riposo, evidentemente. He-Man e i Masters of the Universe. Quando la

nostalgia ti fa dimenticare che sono almeno quindici anni che l'eroe continua a tornare

in altre vesti. Questa volta è il tempo non del leggero o del sense of wonder da fanciulli,

ma direttamente dell'infantile. L'appoggiamo pienissimo stasera. Molto bene. Allora,

meno male che sono venuto in autobus, nella macchina, e già sento crepitare. Allora,

io partirei. Qui va fatto un preambolo. È un lungo, lunghissimo preambolo. Perché dobbiamo

raccontare bene. Noi siamo, per chi ci vede anche in video, siamo dotati. Io mi sono portato il mio

volumetto. Bellissimo, un volumone leggerissimo, anche tascabile. Ancora pesa 40 kg. Come si

chiama? The Art of He-Man and the Masters of the Universe, che fa una carrellata dalle origini

fino, arriva più o meno al 2016, con tutta la serie di produzioni, parla delle serie animate,

di giocattoli, dei cartoni, dei film. Siamo studiati. Il tema, siamo studiati. Insomma.

La serie He-Man and the Masters of the Universe è una serie di action figure, cioè dei pupazzetti,

creata negli anni 80 dalla Mattel, che incaricò la Filmation di realizzarne una serie animata. La

Filmation di Lou Scheimer, che oltre a essere fondatore, uno dei creatori, animatori, faceva un

po' di tutto. Perché sotto pseudonimo doppiava molti personaggi, ma soprattutto sotto pseudonimo

si occupava anche delle musiche insieme ad altri due personaggi. Uno è Shuki Levy, cioè tra le

tante cose l'autore della famosissima sigla di Spider-Man. Ne ha fatti veramente di tutti i

colori. Spider-Man? No! Spider-Man! Tu sei l'umoragno! Quello che andava con l'accendo un po' con lui.

Ha fatto anche la sigla di M.A.S.K.. Ha fatto delle robe pazzesche. E della versione italiana. Perché

lavorava sia in Italia che in America. E l'altro con cui fanno le musiche insieme era un tal Haim

Saban. Forse qualcuno accende qualcosa, perché la Saban è quella che ha creato quel pastrocchio

dei Power Rangers. Tutto torna. Siamo in mezzo a questa manica di sciamannati qua. La Filmation,

che voglio ricordare è autrice di serie come la serie animata di Flash Gordon. Tantissima

roba. I Filmation Ghostbusters, che sono la serie animata dei Ghostbusters, quelli con la scimmia.

L'ho raccontato. Erano il sequel di una serie televisiva, un telefilm, sempre prodotto dalla

Filmation. Insomma, per creare la serie di He-Man produce due stagioni da 65 episodi. Uno

speciale di Natale e una serie sequel, che è quella di She-Ra, che va avanti per altri 93

episodi. Affascinanti questi cartoni animati, perché sembravano super realistici, semplicemente

perché veniva utilizzato il rotoscopio, che rendeva le animazioni estremamente…

Lo Scheimer, una cosa in cui era veramente bravo, era l'arte del riciclaggio. Riciclava

scene, fotografia, disegni. Ricordiamo che il rotoscopio è fare delle riprese di attori e poi

disegnarci sopra. Però, finisce tutto qua? Assolutamente no, perché per buona pace di

quelli che credono che He-Man sia ricomparso solo al cinema adesso, in realtà He-Man ha

proseguito in tutti questi… Praticamente non ci sono state quasi pause, possiamo dirci.

Non ci seguite, ragazzi, fermi tutti. Adesso ci mettete un bel mi piace,

una campanellina, perché noi di queste serie ne avevamo già parlato. E quindi,

se ci seguite, innanzitutto c'è il problema dei fumetti. Nel senso che tutto nasce prima

della serie animata, quando hanno venduto la prima serie di action figure. Allegate alle

action figure c'erano dei mini comic, dei piccoli fumetti. Quindi è nato prima il comics.

E infatti uno dei problemi che ha anche colpito molti fan che sono andati al cinema e che ne

sono un po' rimasti delusi è il fatto che i fumetti avevano una tonalità completamente diversa

da quella della cartonemata o della filmation. Perché i mini comic rappresentavano degli

scenari fantasy molto più vicini a Conan, molto più vicini alla sword and sorcery, come genere.

Loro erano andati proprio per sfruttare Conan. C'erano illustratori come Alfredo Alcala,

c'erano tutta una serie di… E la cosa buffa è che guardavo i cartoni animati,

essendo un bambino molto povero, quindi non potendo permettermi i giocattoli,

andavo a casa di un mio amico più ricco che li aveva e leggevo i fumetti lì. Quindi dicevo,

cavolo, ma quelli sono belli questi fumetti. Sono seri, sono tosti. Per carità, il cartone

animato era bello negli occhi di me bambino, ma insomma non erano proprio… Questa linea qui era

nata perché loro volevano fare il giocattolo di Conan, ma poi non gli avevano dato i diritti.

Sì, tutto nasce da quello. Tra l'altro, a proposito di riciclaggio, anche la serie,

se vi andate a vedere, per esempio, Cringer, la tigre con l'armatura, eccetera, come nasce,

perché gli affibbiano? Perché avevano degli avanzi di magazzino della Pantera di Tarzan,

di una serie di giocattoli. Sono i miei eroi. Così come i personaggi. Se vi andate a vedere

la primissima serie dei giocattoli di He-Man, è lo stesso busto. Cambiano i colori,

li ripittano, tutti messi così, grossi. La base, chiaramente. La base, lo stampo era quello. Poi

c'era quello a cui ci appiccicavano i muschi o facevano Mosman. Però era tutto un gioco di queste

cose. E la prima versione, infatti, nei minicomic, He-Man è un barbaro. Non è un guerriero, è proprio

un barbaro. Babbaro. Poi, dopo la serie animata, i fumetti hanno avuto varie incarnazioni. Nel

primo DC Comics. Poi c'è stata la Marvel. Poi sono tornati, recentemente, in DC Comics tra l'82

e il 93. Poi, di nuovo, sono tornati in DC Comics dal 2012 al 2020. Invece tra l'86 e l'88 li ha

pubblicati la Marvel. Poi c'è stato un periodo in cui sono finiti in mano ad altri editori.

Attualmente l'ultima incarnazione a fumetti è in mano a Dark Horse. Ok. Non male. Infatti questo

volume che hai portato è dell'RV che è quella che pubblicava in Europa. All'epoca pubblicava

la DC. Perché quando è uscito questo volume, in quel periodo i diritti delle serie di He-Man

erano in DC Comics. Infatti anche lì fecero una maxiserie crossover in cui si incontrava

Justice League, ma nella versione Injustice, quella del videogame, con i personaggi dei

Masters. Ma nei fumetti è rimasto questo taglio serio? Allora, nei fumetti dipende. Perché,

avendo avuto varie incarnazioni, sono successe varie cose. C'è stato un periodo con lo DC che

era un po' più serioso. Guarda caso. Poi ci sono stati periodi in cui hanno fatto cose un po'

strane. Hanno cercato di seguire una linea, poi un'altra. Per esempio, l'ultima, quella dal 2012

al 2020 della DC Comics, ha ripreso le meccaniche e i racconti, magari un po' più vicini alla serie

animata, ma in una chiave comunque più adulta, sia nella grafica che nelle storie. Infatti,

una figata. Una serie di episodi molto belli con dei disegnatori pazzeschi. Animazione. Dopo la

serie animata, 65 più 93 di She-Ra, c'è stato un momento di pausa non tanto lungo, perché in

realtà nel 1990 esce The New Adventures of He-Man, che è una serie un po' strana, perché è un reboot

di He-Man fantascientifico. Infatti, non so se qualcuno se lo ricorda, dove i personaggi erano

stati tutti ridisegnati. Alcuni personaggi erano completamente cambiati. Il designer era

completamente diverso, i giocattoli erano completamente diversi. Infatti, fu una serie

che non andò benissimo. Tra l'altro, la cosa divertente è che era un pot-pourri di produzioni,

perché era una coproduzione americana, francese, più altra gente con la DIC Enterprise, ma in mezzo

c'era pure Fininvest. Nel 2000 esce un ennesimo remake, serie di 39 episodi, prodotta dalla

Mike Young Production, He-Man and the Masters of the Universe, che esce per il ventennale della

serie originale. Questa è una serie che non ebbe altissima fortuna. Produssero due stagioni,

ma evidentemente la trama stava preparando una terza stagione, che non è stata realizzata.

Perché io l'avevo trovata molto molto gradevole. Anche qui era un po' come quelle serie di affumetti

di cui parlavamo prima. Riprendeva i temi della serie animata in una chiave molto più adulta. Per

esempio, la cosa più particolare, He-Man e Adam sono un po' diversi. Adam è magrolino e quando

si trasforma cambia proprio la struttura fisica. In quel periodo, tra l'altro, andavano tantissimo

gli anabolizzanti. Poi nel 2018 su Netflix esce il remake di She-Ra, She-Ra e le principesse

guerriere, per 5 stagioni per 95 episodi. Ma che bella! Nel 2021 esce Masters of the Universe

Revelation, serie scritta e sviluppata da Kevin Smith, sempre per Netflix, e che è il sequel

ufficiale della serie animata anni 80. Gran capolavorone. Per ora due stagioni da 10 episodi

ciascuna, ma dovrebbe arrivare la terza. Un grandissimo lavoro. In parallelo, sempre Netflix,

lancia un reboot che è He-Man and the Masters of the Universe sviluppata da Rob David e realizzata

in CGI, da Mattel Television direttamente, con un target direttamente più pre-adolescenziale.

Tre stagioni da 26 episodi totali. Leggerina, leggerina. Diciamo che io non sono in target,

quindi non l'ho apprezzatissima. Nel frattempo, in mezzo a tutta sta roba, nel corso degli anni,

sono usciti un sacco di videogiochi e, soprattutto, continue nuove linee di

giocattoli. Perché hanno continuato a riproporre i classici, hanno continuato a riproporre i

giocattoli legati alle nuove serie animate, ma anche tutta una serie di linee vintage,

statue. La cosa interessante è che un paio d'anni fa, o dell'anno scorso solo,

che erano arrivate delle versioni che riproducevano in maniera fedele la prima,

la seconda. Un paio d'anni fa, forse anche tre già, è riuscita questa nuova collana,

la Classic, adesso non mi ricordo la dicitura completa, che ripropongono i giocattoli classici,

ma aggiornati alle nuove tecnologie. Per cui sono molto, molto, molto, molto, molto vicini,

per colori, per cose, ma sono super snodati. Hanno molti punti più di snodo. Quindi,

oltre ad avere le braccia tipo Frankenstein, possono muovere i gomiti. Hanno più punti di

snodo e hanno delle rifiniture migliori, ma riproducono esattamente. I materiali magari

non sono cancerogeni come quelli dei Lempinossi. Non solo, non solo, i Stifur Boni, questa collana

è gigantesca, perché non solo ripropone i giocattoli originali, ma ripropone tutti i

personaggi del cartone. Tutti! Quindi anche quelli che compaiono in un episodio. Sono dei

buoni figli di buona donna. In tutto questo, nel frattempo, usci un film. Andiamo ai live action.

Il primo live action, 1986, in italiano I dominatori dell'universo, regia di Gary Goddard,

regista che dopo questo ha diretto i filmini per le giostre. Non sto sostanziando, ho capito.

No, no, no, sei ingiusto. Ha diretto i video tipo il Jurassic Park The Ride. Cioè avete presente i

parchi a tema, quelli grossi, dove tu vai a fare le montagne russi e c'è il video con i dinosauri

che ti conoscono. Scusa, è una sostanziale differenza. Dopo quel film, lui dirige questa

roba. Ed è già uno di quelli fortunati tra quelli che hanno partecipato a quel film.

Assolutamente. Il film con Dolph Lundgren. Grande. E, madonna, Frank Langella nel ruolo

di Skeletor, che lo ha fatto perché gli piaceva ai figli e ci ha regalato un grande scheletro. Una

delle poche cose belle di quel film è proprio Skeletor. Un flop colossale. Ma chi l'avrebbe

mai detto? Tra l'altro è una roba budget infimo che più infimo non si può. Tanto che la gente

dice ma perché l'hanno ambientato sulla Terra? Perché non avevano i soldi per fare le scenografie

sui Termia e quindi si è inventato quello. Ma perché ci hanno inventato i personaggi nuovi?

Orco costava troppo, cavolava, hanno fatto il nano. Orchetto. Si chiama in un altro modo,

ma non possiamo dirlo. Guildor. Comunque, il film è una roba super pacchianissima. Devo

ammettere un paio di cose carine c'erano. Tra l'altro ho letto, ho avuto il piacere di leggere

i piani per il sequel. L'ottimismo. Quel film ha una particolarità. È uno dei primissimi film con

una scena post credit, ragazzi. È stato uno dei primissimi film con una scena post credit. La

scena post credit è il lago dove è finita la pozza dove è finita la Skeletor. Esce il braccio

di Skeletor che urla io ritornerò. Perché? Perché avevano previsto di fare un sequel. Ah no,

perché pensavo che essero pagato talmente poco il montatore. Il progetto del sequel era ancora più

assurdo perché doveva essere di nuovo sulla terra. Prevedeva Adam che si fingeva un giocatore di

football perché Skeletor era diventato tipo un magnate della finanza. Mi stai facendo pensare

a una cosa che volevo commentare alla fine. Lo dirò alla fine perché mi stai aprendo dei chakra

che tu nemmeno ti immagini. Comunque nel coltore del trash questo è un film assolutamente diventato

è diventato un grandissimo cult nel corso degli anni. Tra l'altro tra le altre cose scusate

dimenticavo un altro particolare. Nel cast dei dominatori dell'universo c'è Courtney Cox. E

arriviamo fino al 2026. Esce dopo almeno dieci anni che sto progetto andava avanti. Ma quindi

solo non ci sono stati altri live action. Ci sono stati vari fan fiction. C'è stata anche una

lunga e di grande successo serie di musical dal vivo in giro per l'America. E' arrivato Master

of the Universe del 2026 prodotto da Amazon MGM Studios. E questo si vede perché è pieno di

camion. Soprattutto c'è una scena in cui un furgone dell'Amazon salva uno dei protagonisti. Giusto

perché così è chiaro di chi è. Regia di Travis Knight che devo dire sono ambivalente su questo

personaggio. Perché lui è un animatore produttore cinematografico oltre che amministratore delegato

della Laika Entertainment e nel consiglio di amministrazione della Nike. Perché suo padre è

il fondatore uno dei due fondatori della Nike. Regista per Kubo e la spada magica. Io sono un

grande fan della Laika. Kubo e la spada magica è un grandissimo film. E in generale i prodotti

della Laika sono questi film in stop motion veramente bellissimi. Perché non hanno fatto

stop motion. Però lui dopo oltre alla Laika prima di Masters of the Universe ha diretto

Bumblebee. Non pervenuto mi spiace. Allora qui è interessante la cosa perché secondo me c'è

un legame molto molto forte. Cos'è Bumblebee? Bumblebee è un film della serie del franchise dei

Transformers che è stranissimo. Innanzitutto non c'è Michael Bay. La particolarità è che Bumblebee

sono i personaggi del franchise cinematografico con l'estetica del cartone animato anni 80. Non

hanno l'estetica dei robot di Michael Bay ma hanno fatto questo spin off scentemente riportando

l'estetica dei robottoni presenti. La nostalgia degli anni 80. Vedi? Tutto torna. In generale

non è un bel tornare. Io l'ho visto. Io pensavo alla collocazione nel cestone. Sinceramente non

è neanche così male. Io non l'ho visto. E' trascurabile. Si guarda. Si guarda anche volentieri.

Diciamo che c'è il primo film di Michael Bay e questo. Il resto puoi buttare direttamente in

testa. Siamo a questo livello? Sì, questi due sono carini. E se ci abbiamo messo il primo?

Figuratevi. Colonna sonora di Daniel Pemberton che tra le tante cose del cinema ha creato la

colonna sonora di Operation Uncle. King Arthur riprodotto dalla spada di Guy Ritchie. Spider-Man

nuovo e diverso. Yesterday Eddington in tv. Ha stato dietro a Dear Gently. Dark Crystal

La Resistenza. Co-autore di Slow Horses. Bravo, bravo. Professorista molto nerd e paraculo. Tanto

da inserire all'interno di questa di questa colonna sonora un tema molto molto paraculo,

molto orecchiabile e per fare Eternia il brano principale. Io ho pensato ABBA per tutto il

film. Anch'io. Perché si è avvalso della collaborazione del grande Sir Brian May dei

Queen che ha inserito le sue chitarrone in questo tema che ricorda Lay All Your Love On Me degli

ABBA. Questa cosa gira perché armonicamente è molto simile. Tra l'altro arrullo. Arrullo.

Adesso bastano le prime due note e dentro la testa non smette per ore. Il film ce la mette

tutta per fare in modo tale che tu non lo dimenticherai mai più in tutta la tua vita.

Per mia fortuna sono riuscito a risettarla anche perché io ho il cervello tarato quindi quando

è arrivato il pezzone finale con il remake della sigla originale. Devo dire che i primi tre minuti

del film li ho graditi moltissimo. Veloce carrellata sul cast. Il protagonista Nicholas

Galizin che ha fatto soprattutto cinema e nelle serie l'abbiamo visto in Chambers e in Mary e

George. Questo è un po' il suo primo ruolo spesso in tutti i sensi. Camila Mendes che è interpretata

Tila l'abbiamo vista invece in Riverdale. Alison Bry che fa la maga Eveline la cattiva l'abbiamo

vista in roba pazzesca come Madman, Community, Glow. Eccetera. Maledetti che l'avete cancellata,

maledetti. E a proposito di maledetti, Jared Leto che interviene da Skeletor. Questo è forse il

meno peggio di quelli che ha fatto ultimamente. No scusate, scusate, ho beccato dei commenti.

Nel senso i film. Aspetta, aspetta, ho beccato dei commenti che dicono però cavolo a questo

giro Jared Leto ha veramente una grandissima parte, è veramente bravo. E mi venuto a pensare,

ma lei ha sentito in lingua originale. Esatto, tra l'altro. Perché A è doppiato, B il 99,9% lo

vediamo probabilmente in CGI o comunque nel body replacement di qualcuno che sta lì a fare le

macchiette. Qualcosa di bello, cose che hai riuscito a proiettare di Jared Leto che ti

è piaciuto, per carità di Dio. Il doppiatore. Il doppiatore che l'ha doppiato in italiano. Quindi

questa persona che ha detto che Jared Leto è bravo l'ha visto in inglese. Mi auguro perché

non ci sono giustificazioni. Abbiamo un incomprensibile Idris Elba nel ruolo di

Man at Arms. Che voglio dire, se il personaggio fosse stato... ci stava anche. Sia chiaro,

io voglio bene, ma bene bene bene bene bene bene. Un po' meno suo agente perché non è che le becche

tutte. Questo personaggio è terribile. Poi citiamo giusto, ci sono un sacco di altre faccine,

ne citiamo due a cui siamo affezionati. La maga è interpretata da Morena Baccarin,

attrice che abbiamo visto, vabbè noi siamo innamorati di Firefly, ma anche in Sheriff

Country recentemente. E altra storia che a me sta un sacco simpatico, lo adoro. Un po' meno il suo

agente anche per lui. Penso di cose sue, me ne sia piaciuto uno ogni dieci circa, purtroppo,

che è James Purfoy, qui Ray Randor. Io me lo ricordo tantissimo, soprattutto in Up and Leonard

da Lesdale. Ma ultimamente l'ho visto nella quarta stagione di The Witcher, che fa questo

personaggio che io penso che non gli ho dato un euro. Poi lui fa un monologo che uccide tutti.

Ma perché lui è bravo. Poi ho scoperto leggendo i libri che questo personaggio è importantissimo

per quel momento della saga. Per esempio, me lo ricordo qualche anno fa, ho fatto un film in cui

un po' volevo credere, ma è stata una pataminchiata, che la Solomon Cain, il personaggio di Robert

Howard, che un po' si ricollega. Di che cosa parla?

Quanto tempo hai per raccontare questo?

Velocissimo. Dopo che Skeletor attacca e conquista Eternos, la capitale di Eternia,

il principe Adam viene mandato sulla Terra dalla Maga per proteggere la Spada del Potere. Il bambino

però perde la spada nel viaggio, così che impiega quindici anni per ritrovarla. Quando lo fa,

può tornare ad Eternia e affrontare il suo acerrimo nemico, riunendosi agli eroi di Eternia.

Tipo Superman, quindi.

Allora, così come l'ha spiegata Paolo, secondo me è interessante.

E infatti perché dura. C'è il minutaggio che frega.

Allora, arriviamo alla licenzione. Partirei da un'informazione che...

Aspetta, giusto per ribadire. Quindi, a noi questo franchise ci piace. Adesso noi facciamo

delle battute sopra, ci facciamo dell'ironia. A me, a Paolo piace tantissimo. Lui è un grande

fan. Io X, nel senso che l'ho apprezzato mediamente. A me piaceva dal punto di vista

proprio delle animazioni. Poi ho scoperto come erano fatte e mi è venuto da ridere.

Però hanno fatto tantissime altre cose, la Filmation. Brave Star. Brave Star io lo adoravo.

Perché non parliamo di Master of Evil? No, Master of Evil in particolare io l'ho sempre

trovato molto gradevole. Poi è chiaro che uno cresce e capisce le cose importanti. Io

ti dico, nello stesso anno in cui io finivo di vedere Master of Evil, ho visto Akira. Capisci

che è uno schiaffone a due mani. Con due generi diversi. Ma certo, ma certo. Ti appassionano

anche in maniera diversa. Io il film, quello brutto. Ogni tanto te lo guardi. Io no. Ribadisco,

è un film sbagliatissimo. Però vogliamo ribadire il concetto che comunque a noi Master of Evil

non ci fa schifo con generali franciai. Non siamo prevenuti. Pino prima di entrare al

cinema, partirei da un'informazione che a me è risultata piuttosto straniante. Cioè

questo film non è soltanto il remake della classica serie animata anni 80, come tendenzialmente

si pensava che fosse, ma è anche dichiaratamente, esplicitamente e inspiegabilmente anche il

remake del film degli anni 80 con Dolph Lundgren. Il fatto che, per esempio, nella trama del

film Adam viene nascosto sulla Terra è stato dichiarato dagli autori come un chiaro elemento

che richiamasse il film originale. Tanto che sulla Terra lui ha una lunghissima scena con

Dolph Lundgren. Vabbè ma quello è un cameo e ci stava. Ho capito. Mediamente i camei durano 60

secondi. Dipende. Un minuto e mezzo. Anche due. Questo dura dai 5 ai 6 minuti. Comunque. No no,

ci sono tutta una serie di elementi. Non è finita. Per esempio, tra i personaggi,

tra i cattivi di Skeletor inseriti nel film, ce n'è uno che non viene dal cartello animato,

ma è uno di quelli creati per il film, palesemente voluti richiami ed elementi

che si riagganciano al film. Quindi non è tanto che voleva fare un remake. E' una diretta

emanazione di quella roba. E qui torniamo alla cosa di Bumblebee eccetera. E' chiaro che la

scelta del regista è stata intercettare quel tipo di pubblico e di nostalgia. Punto. Quella era la

sua intenzione. Sapete che c'erano tre scene post credit. La terza non è esattamente quella,

ma il gioco e il meccanismo è quella della scena post credit che vi raccontavo. Nel dito medio

dallo stagno. E il personaggio si chiama Khaerg, quello che viene dal film. Ah ok ok. C'è bianco

col parruccone, è abbastanza triste. Veniamo all'estetica. E qui non possiamo dire altro.

Visivamente ci siamo. Visivamente ci siamo. Anzi, alcune cose ci siamo veramente tanto.

Eternia, Grayskull, lo stesso Skeletor. Il lavoro di CGI e di makeup è oggettivamente una delle

cose più vicine che ci siano a restituire un'estetica per il fan che godeva di quel

cartone animato. Cioè quando ti immaginavi quella roba lì come poteva essere, questa cosa ci va

vicino, ci si sovrappone o è anche meglio. Castello, io così me lo immaginavo da piccolo.

Sì, io non me lo immaginavo così vicino a Eternos. Ma quello è un altro discorso.

Geograficamente. C'è qualche sbavatura. Soprattutto in particolare la cosa che ho

trovato meno riuscita è l'integrazione di Cringer. Lui è bello, però stacca, si vede.

Cringer detto anche Cringer. Rima a dire una battuta che non è stata colta.

Soprattutto stacca tantissimo quando c'è il contatto umano. A me non ha fatto impazzire,

devo essere sincero. C'è pochissimo, c'è pochissimo. Allora sulla parte visiva siamo

tutti d'accordo? Assolutamente, assolutamente, assolutamente. Io sono molto d'accordo ma su

Skeletor lui mi ha sorpreso tanto perché è ben realizzato, decisamente convincente,

però secondo me c'è un problema grosso, proprio grosso. Non si è iscritto al canale e non ha

attivato la campanella, né ha scelto di seguirci su Spotify o su Apple Podcast. Il risultato?

Niente notifiche su Eternea quando esce un nuovo contenuto di Sono cose serie. Sì più scaltro.

Iscriviti, basta un click. Mi sei sembrato un po' He-Man quando faceva il pipozzo alla fine.

Il pipozzo alla fine. Alla fine degli episodi. Il problema della storia è che non è che

sceglie la leggerezza, che è qui un po' un discorso che è venuto fuori anche e che va

direttamente sulla comicità demenziale. Adam è un personaggio che più che da Eternea ha sempre

uscito da American Pie. Posso dire che questa cosa questa cosa mi ha urtato tantissimo perché a un

certo punto ho pensato di avere un ictus. Ho avuto improvvisamente, no, circa a metà del film ho

detto c'è qualcosa che non funziona molto probabilmente. Infatti mi sono guardato, peccato che eravamo io,

un papà con un figliolo dietro di me e un altro davanti, ho detto sicuramente dei tre non c'è

nessuno che fa il dottore. Mi è preso un mezzo ictus perché al circa due ore, ero quasi alla fine, due ore

rotte ero così e dicevo questo è da circa due ore rotte che sta tentando di farmi ridere. Io non

rido. Quindi quale è il problema? Sono io che mi sto per avere un problema? Probabilmente c'è un problema di target.

Ci ha provato e per due ore e venti zero. Non è il classico personaggio eroe emotivo,

ingenuo. Come potrebbe essere, diciamo, la reference è quella, un Clark Kent. Genuone,

buon attesso. No, è un coglione, è un deficiente. Come direbbe Maccio Capatonda. Ragazzi, c'ha dei

seri problemi cognitivi. Allora stiamo parlando di uno che comunque mi hai detto so' 15 anni che

sta sulla terra e parla alle persone convinto che sia una buona idea raccontargli delle robe

dove normalmente verresti internato in un manicom. Tso, subito. Oppure se diventi uno che va su Twitch

tutte le sere e fa milioni. Lui non è nemmeno andato su Twitch. Doppiamente pirlo. Oltre al

fa benissimo la leggerezza, capire tutto. Ma questo è precipito sulla terra. Stacco,

15 anni dopo vive con un coinquilino. Chi l'ha cresciuto? Le sue ore, i documenti.

Esce su un'altra serie. O un fumetto. Faranno un fumetto. Cioè, sembra totalmente incapace

non solo di comprendere le conseguenze del proprio comportamento ma anche come funzionano le normali

interazioni sociali di qualsiasi genere. La cosa mi fa incazzare è che non è sciatteria. Lo spunto,

la costruzione, l'idea c'era. Perché l'idea che questo è scappato dal suo pianeta d'origine

quando era un bambino di otto anni, quindi è rimasto col trauma, con la paura eccetera e

torna 15 anni dopo e quindi i personaggi si chiamano, hanno dei nomi da bambino di otto

anni. Perché gliele ha dati lui? Quello è un colpo di gelo. Se l'avessero giocata bene era una figata.

Qua invece viene fuori di nuovo come pretesto per due o tre scenette all'American Pie. Sono

d'accordo. L'idea era vincente. Questa cosa che da metà film in poi a metronomo ogni dieci minuti

deve scattare la battuta su fisto. E non ce la fa. E' venuta una fisto. Io ero così. Questo è il motivo

per cui io ho detto questo è un film per bambini. Cioè nel senso che questo è il linguaggio per

bambini di dieci, dodici, tredici anni. Ma le reference delle battute non sono per bambini,

perché comunque ci sono le doppietti sens. Cioè è strana sta roba. Battute sui pugni nel sedere

sono da bambini. Il fatto che lui si attacca per togliere quella scena infinita di 15 minuti dove

lui deve togliere la spada dentro al negozio di cosa che non ha nessunissimo senso. Però

il bambino che sta a fianco a noi rideva. Però così svilisce completamente tutto quello che ha

voluto costruire nel personaggio. C'è anche tutta la roba che a un certo punto costruisce,

per cui lui c'è il grande trauma di non essere accettato dal padre. A parte che me lo distrugge

sul finale. Quando finalmente si confessa al padre il papà fondamentalmente gli dice no ma non è

così. Sennò il bambino tornava a casa pensando che il padre che l'aveva accompagnato lì era un

pezzo di merda. Invece gliel'ha risolta. Questo prenderà anche un po' per il culo l'intelligenza

media di un bambino di dieci anni. Su questo possiamo parlare. E' sempre un prodotto americano

per il pubblico americano. Poi c'è anche roba tipo Dreamworks e Pixar che fanno prodotti

che sono fruibili a un bambino decente. Non è che ha dei problemi all'adulto e al non so al

teenager, all'adolescente. Sono fruibili ugualmente senza per forza fare le scorreggette.

Veniamo ad un altro problema. Questo è una cosa grave secondo me. Vorrei chiarire. Sto provando

ragazzi. Noi non è che siamo entrati. D'altra onda è anche Amazon MGM. Io avevo il desiderio

di vedere Mostrazzi e Scazzottate. Guarda ho una teoria che ti dirò alla fine della tua recensione.

Se fossi andato a vedere un film di Jackie Chan più o meno avrei avuto lo stesso tipo

d'aspettativa. Io adoro i film di Jackie Chan. Ma guarda che la leggerezza. Anche questa è un'altra

cosa che dobbiamo sfatare. Infatti qui arrivo al problema grosso. Se questo personaggio me lo

rendi così. Da un lato è un perfetto imbecille per cui io non riesco a partecipare di lui.

Dall'altro il personaggio di He-Man a un certo punto capisci che è letteralmente una divinità. Non c'è

sfida. Infatti la cosa tremenda è che al momento del climax non esiste nessuna minaccia. Il climax

non può che essere lui che randella l'altro. Tra l'altro dopo avergli fatto un pippone sul

fatto che chi fa il lavoro nelle risorse umane deve parlare in questo modo. E' una roba scritta

con l'idea del non so come si fa questo lavoro. Allora mi invento delle regole per cui chi fa

questo lavoro deve parare calmo, non deve fare attenzione ai genitori. Ma cosa significa questa

roba? Quella è la parte per i genitori che accompagnano. Io sono stato all'amministrazione

della mia azienda, hanno mi trattano così e ci provassero pure li manderei pure a quel paese.

Oltre a questo gli altri personaggi non c'entrano niente. Alcuni li hanno azzeccati

bene esteticamente. E' vero Beastman è un bel beastman. Anche Trap Joe. Però il cartone

animato c'era proprio questo gioco per cui avevi Skeletor che faceva le battute, era stronzo,

era cattivo sul serio e c'era questo spiazzamento. I lacche erano Gianni e Pinotti, erano una banda

di deficienti. Allora il ruolo della deficiente se la prese Evelyn, che era l'unica che nel cartone

animato non era scema. Perché lei fa il lacché. Il personaggio è fighissimo, perché è il

contraltare, perché quella in realtà se potesse gli farebbe una coltellata. Gli altri personaggi

non si capisce. A parte che hanno tirato fuori i personaggi, hanno tirato fuori Gottman che è

un personaggio che si vede in un episodio di una serie. Non si capisce perché non hanno tirato fuori,

almeno quelli che stavano nella sigla. Non avevano i diritti. A parte quella dell'estetica,

i personaggi appunto non c'è più lo sbilanciamento. Anche perché nel film quelli che fanno le battute

deficienti sono i buoni. Lasciamo stare che a livello di trama ci sono delle incongruenze

che non stanno lì in cielo e in terra, ma va bene. Già tutta la scena in cui mettono tutti

quelli dentro la stessa cella e poi se ne vanno tutti. E quelli stanno lì buoni finché quello

non gli fa un pippone senza ne capo e ne coda, in cui dimostra di non essere in grado di gestire,

di motivare le persone. Dimostra proprio che non lo sa fare e quelli si motivano.

Io mi aspettavo, e quello che pensavo potesse essere, era l'idea di fare un grande giocattolone.

Come funzionavano i men? Succedevano varie cose, c'erano anche gag eccetera,

che arrivava il momento di climax. C'era l'epica, lui si trasforma, che figata. Epica zero,

come dicevamo prima, tutta la parte del climax è un anticlimax, smontatissimo, debolissimo. Questa

era la perfetta occasione per mettere in scena, senza troppi problemi, creando una cosa estremamente

divertente, una roba che era semplicemente buoni contro cattivi, fine. Potevi farlo in

maniera godibile, divertente eccetera. Invece alla fine è un pasticcione. Cioè ho trovato un

senso di continuità. Lo spot dei pupazzi che c'è prima del film è il film. Perché quelli sono

scene pre-credits. Spesso quando vai a vedere, soprattutto se sei con bambini piccoli, c'è lo

spot del pupazzetto. Allora mi dai ragione. Cioè quella pubblicità è targettizzata sui bambini. Se

tu non trovi nessuna discontinuità tra la pubblicità del pupazzo, la pubblicità vera e la pubblicità

finta, cioè quella di due ore e quaranta, che viene subito dopo, vuol dire che loro stanno

parlando a quei bambini lì. E arriviamo e arriviamo alla chiusura, arriviamo alla questione. Che cos'è?

Intanto è una sbrodolata senza senso. Dura troppo e non è solo questione di minutaggio. Cioè tutta

la parte sulla terra non serve a niente. Ci sono una serie di scene inutili una dietro l'altra.

Servono per fare l'evoluzione del personaggio. Eh ma non evolve. Non è che ci riusciva. Serviva

quello. Se togli un'ora e lasci un film di un'ora e venti, sta in piedi uguale. Sì?

Probabilmente è pure un po' più godibile. Funziona almeno sulle statistiche di Prime Video.

Ah questo è un problema. Deve durare almeno? Almeno due ore devi farlo. E' un pacciugo con

un target non esattamente chiarissimo, anche perché tutta quella lore, un bambino di otto

anni oggi... Adesso gliela spiega il papa mentre torni a casa. E che dura veramente veramente troppo.

Guardate i Flash Gordon degli anni 80. Il film di Flash Gordon 1980. E io questa è una cosa che

volevo dirti perché è la mia teoria. Dai dimmela. C'è da rimpiangerlo quel film perché quel film era

una caccioronata camp. Io sono un grande fan di quel film. Idem. Tutte ce l'hai paura. 1900. No

quello c'è anche il DVD originale. Lo apprezzo anche io. L'ho apprezzato anche io. Soprattutto

perché c'erano i Queen. Diretto da Mike Hodges. 1980. Prodotto da Dino De Laurentiis. Una baracconata

fracassona. Super cringe. Campissima. Una roba pazzesca. Ma secondo me, tra l'altro con dentro la

corona sonora di Queen dicevamo. Secondo me questo film potrebbe essere il suo degno successore.

Assolutamente. Se avessero fatto una versione moderna di quella roba lì io sarei stato solo

del contrario quando penso che qualcuno ha pensato proprio a questa opera quando è inserito

malissimo tra l'altro. Un momento in cui veramente ho tirato giù un bestemmione che il bambino

dietro di me si è messo a piangere. Il brano di Queen tratto da un'altra corona sonora sempre

fatta dai Queen che era Highlander. Che era Princess of the Universe. Quello era l'unico

momento in cui un brano del genere poteva funzionare benissimo. C'era secondo me,

se avessero anche pestato un pochettino di più sull'acceleratore, sull'essere più grossolani,

essere più fracassoni, essere anche più la locura, ci fosse stata la vera locura. Non

sta roba da American Pie. Secondo me avrebbe fatto un gran film che avrebbe diverto tantissimo

i bambini. Si sarebbero pisciati sotto i bambini. Avrebbe fatto ridere a sganasciare proprio i

genitori più grandi, i ragazzi, eccetera eccetera. Ma Spencer Tells Il Fantasy. Ma

proprio bella. Invece no. Hanno dovuto mettere quella patina che Paolo ha chiamato un po' alla

Barbie di qualche anno fa dove per forza dobbiamo inserire qualcosa di... Tra l'altro non fa male.

Nel senso che a me per esempio Barbie non è spiaciuto per niente e trovo che l'idea

della costruzione è estremamente intelligente. Qui secondo me l'hanno usata come giustificazione.

Hanno fatto finta di fare... Eh sì, perché noi smontiamo il macismo. Ma quella roba l'ho trovata

veramente poverissima, poverissima, perché non aveva nessun senso. Io adesso dico una cosa che

mi odieranno, ma io lo dico veramente col rispetto. Allora, se io sono la Mattel,

devo vendere i giocattoli. Dopo che mi è andato benissimo con Barbie, dove ho preso un giocattolo

che era un giocattolo di un'epoca lontanissima, quindi completamente morta, gli ho ridato sta

pettinata e l'ho fatto diventare un simbolo della modernità. Non ci puoi provare anche...

Potevano fare una roba sull'epico, oppure potevano buttarsi sui guardiani della galassia,

no? Tipo. Però dovevano trovare anche un regista degno di... Ma che stiamo a parlare? Questo è un

lungo spot. Gli hanno detto, senti, mi devi fare lo spot di questa roba qua. Deve durare due ore

e quaranta, perché se no Amazon non mi ci mette i soldi. Due ore e venti, no? Due ore e venti.

Mi sono durati pure di più se non ho la mia testa. Quindi ti hanno dato i soldi, hai messo nei punti

giusti, hai fatto il castello figo, hai messo scheletro figo, poi ci hai messo tutto quel

linguaggio dedicato a un certo target di persone che sono i ragazzini. Un po' che non si capisce,

nel senso che poi magari ci metto una roba che piace pure al papà, una cosa che piace pure

alla sorellina, ci metto un po' di cose che se vanno al cinema qualcuno, una cosa impressa gli rimane.

E il problema è che poi al cinema non ci sono andati. Ma non è andata così male. No, non è andata così male.

Poteva andare peggio all'estero. Allora, è andato male all'estero? In America è andata bene. In America è andato abbastanza bene.

Infatti, secondo me uscirà anche un sequel di questa roba. E quindi uno va là, lui attorno fa questo film, va bene,

il botteghino non spacca, non fa il miliardo, ma fa quello che deve fare. Dentro questo ci devi mettere tutti i

giocattoli che venderanno, sia ai figli che ai genitori. Che gli devi dire? Io cioè, tantissimo rispetto, è un'operazione ben fatta.

Non è riuscita bene come quella... è un'operazione dove il demonio si sta probabilmente segando.

Sganasciando, sganasciando, sì. Quindi, da un certo punto di vista, non lo apprezzo. Ma devo dire che l'operazione...

Apprezzi l'operazione commerciale. L'operazione industriale... Ah, facciamo così. Arriviamo alle scale tecniche.

Ricordiamo che la nostra valutazione va da 1 con All's Fair delle Kardashian e sale fino a 5 con The Pitt.

E questo è 1 sicuro. Dai, su, dillo. No, 2 e mezzo. Abbiamo parlato di due ore e mezzo.

Due e mezzo. E gli metti due e mezza, poi ci fidi uno. Perché alla fine dei conti, è quello il problema,

Masters of the Universe non è neanche terribile, quanto piuttosto ha il sapore di un'occasione mancata.

C'è un ottimo impianto visivo, ci sono alcune buone idee e l'intenzione è di non prendersi sul serio

che poteva essere vincente. Ma ne esce un film che ha l'obiettivo di collezionare easter eggs,

minutaggio per la piattaforma, sbilanciando completamente ritmo e costruzione narrativa e pathos,

scivolando troppo spesso da leggero a sciocco e puerile. Al calcolo della densità narrativa,

He-Man and the Masters of the Universe esce fuori nel quadrante leggero.

Strano! Si colloca pienamente nel leggero, poca sostanza, tempi distesi, massa narrativa due e mezzo su cinque,

è proprio preciso. Ritmo narrativo due e mezzo su cinque. Il ritmo è nel complesso uniforme,

si prende i suoi tempi e conferma la sensazione di un minutaggio molto superiore alla storia raccontata.

Come scimmia, anche qui siamo sul due e mezzo. È una scimmia ibrida.

È un tarsio che ha preso due cazzotti e gli ha seguito gli occhi ancora più grossi.

Perché? Perché all'inizio si era partiti con un bello scimpanse ingrifato,

noi c'eravamo molto contenti di andarci a vedere He-Man nel cinema, c'era anche un cauto pessimismo.

Cauto pessimismo mi piace un sacco. Nonostante questo, l'entusiasmo c'era.

Poi nel corso della visione del film la scimmia si perde e alla fine rimane il tarsio con gli occhioni grandi,

che sono indispensabili per beccare tutti gli easter eggs nascosti.

A me gli occhioni mi servono solo per uscire dal cinema, perché a un certo punto non ne potevo più.

La percezione del minutaggio resta alta, quasi alta quanto l'imbarazzo che ogni tanto provi.

Quando siamo usciti dal cinema, Paolo e io diciamo che non mi è piaciuto eccetera eccetera,

si guarda verso di me e io gli faccio… ma io mi aspettavo molto peggio.

Gli ho visto passare tutta la storia della sua vita negli occhi.

Io gli dico ma cosa cavolo potrebbe aver immaginato?

Quindi lui il suo cauto ottimismo era una tragedia tremenda.

Arriviamo al consiglio per la frizione.

Allora, volete davvero sentirvi come bambini negli anni 80 e recuperatevi il film animato degli anni 80,

Il segreto della spada, che poi in realtà sono i primi cinque episodi di She-Ra attaccati,

oppure direttamente se vi capita la serie originale, in qualche canale streaming magari si trova.

Volete invece godere di un Iman più epico e più affine all'età anagrafica che avete raggiunto mantenendo l'originale,

avete l'imbarazzo della scelta.

C'è la serie Revelation di Kevin Smith, una gran bella serie,

e come vi dicevo alle ultime produzioni fumettistiche, dall'ultimo ciclo prodotto dalla DC Comics alle miniserie più recenti,

ci sono delle robe veramente gradevoli, dove godi senza bisogno di nuovo Orson Welles.

Avventura scritta bene, con quel giusto tocco di profondità dove serve, ben fatta.

Volete ancora sentirvi bambini con le action figure?

Di nuovo c'è l'imbarazzo della scelta, ma vi prego evitate quelle monnezze che hanno fatto vedere prima.

Che schifo quanto sono brutti.

Le action figure del film sono imbarazzanti, orrende.

Sono 50 anni che producono action figure, cioè ci hanno fatto delle robe.

Gli ultimi cicli, come vi dicevo, sono carinissimi.

Andate ovunque, online, su Amazon, e trovate delle riproduzioni veramente molto più godevoli.

Dovevamo rassicurare chi ci ascolta, abbiamo peggiorato la situazione.

Assolutamente sì, riceveremo minacci di morte.

Ma soprattutto passiamo da una Marcord a un altro.

Cioè, apriamo lo scatolone della lore di Sono cose serie.

Quindi, Michelangelo.

Parole serie, lo zibaldone di Sono cose serie.

Ogni format, come sapete, che si rispetti, prima o poi si costruisce una lingua tutta sua.

Noi lo facciamo da 16 anni, un po' per necessità, perché il mondo della serietà cambia più in fretta di quanto le parole riescono a stare dietro.

Proprio perché ci piace questa cosa, inventarci le parole.

Ci piace tantissimo.

Da qui in avanti, anche spesso una parola viene trasformata.

Certo.

C'è la fasia in quel momento, no?

Da qui in avanti, durante questi speciali estivi, tiriamo fuori una parola nostra.

Dove nasce, dove è nata, cosa vuol dire davvero e perché ormai non potremmo più farne a meno.

Questa roba non la troverete nel dizionario, ci arriverà prima o poi, chi lo sa.

Ma se ci conoscete da un po'...

C'è arrivato pedaloso.

Eh sì, se ci conoscete da un po', probabilmente le usate già senza saperlo.

E oggi è...

La parola di oggi?

La parola è...

La parola di oggi, qual è?

È una parola sul cui abbiamo costruito un impero, ovvero birimbino.

Allora, un po' di storia.

Agni 80, nei negozi di giocattoli impazza un bambolotto in vinile anatomicamente accurato

che beve dal biberon tanto da farsela letteralmente addosso.

E il birimbo, nuovo modello della linea di bambolotti prodotti in quegli anni dalla Sebino

Bambole, azienda bresciana fondata nel 1957 e poi diventata Tecnogiocattoli Sebino.

Era più bello prima.

Per capirci, è l'azienda che ha inventato il cicciobello.

Il cicciobello, altro pietramiliare.

Esatto, al lancio del birimbo la linea prevedeva anche la marimba, che non è uno strumento

musicale, ma la versione bimba afroamericana dello stesso bambolotto.

C'era anche il bimba afro, non mi ricordo come si chiamava.

Ma c'era, attenzione, anche la versione più piccola del birimbo, che si chiamava...

Il birimbino!

Alto circa 10-12 centimetri, spesso venduta con accessori dedicati, come il mini girello

e gli abitini di ricambio.

Se andate su ebay e digitate birimbo e birimbino trovate ancora le scatole originali di alcuni

che le vendono ancora in condizioni ottimali.

Facciamo un bel salto in avanti.

Siamo nella seconda metà degli anni 10 del 2000.

Il trend dei reel nostalgici ormai sta contagiando anche Instagram, oltre che ovviamente Twitter

e tutti gli altri.

Ma in quel periodo Facebook resta, ma ancora adesso un po', in posizione di dominio.

E dipende dalla naga.

Esatto.

E sappiamo quanto la nostalgia li faccia da padroni ancora adesso.

Vecchi cartoni, vecchi giocattoli, imperversano tra reel di informazione e di dubbio buongiornismo.

Tanto che al momento di esclamare una creativa e goliardica minaccia ai nostri ascoltatori,

il buon Matteo De Simone vengono in aiuto proprio i strascichi di quello scrolling.

Quale modo migliore di appellare l'ascoltatore birbante e birichino che non ha intenzione

di seguire la nostra prossima diretta se non dargli del bambolotto anatomicamente accurato

che se la fa nel pannolino?

Il problema è che ho le voglie di un cinquantenne e il pisellino di tre anni.

Allora, siamo dalle parti delle nostre prime stagioni e in realtà abbiamo fatto un po'

di ricerca.

Non abbiamo certezze.

Perché questa cosa secondo me è uscita così de botto un bel giorno, però dovrebbe

collocarsi tra la quinta e la settima stagione.

Ma compare ufficialmente, cioè la parola birimbino compare ufficialmente per la prima

volta, perché noi abbiamo un archivio cartaceo megagalattico.

Pensa quanto siamo lucidi.

Compare ufficialmente nel documento della quinta puntata della settima stagione, editato nel

novembre del 2016.

Periodo in quanto eravamo ancora nel pieno delle trasmissioni in diretta su RadioOhm

e un'esclamazione lanciata per una chiusura di puntata ha finito per trasformarsi nel

nostro saluto tormentone.

Quello è un periodo di passaggio in cui si abbandonava la sigla di chiusura come brano,

quindi un brano in dizione, e cominciavamo ad utilizzare come sigla d'apertura.

La sigla di chiusura è la nostra prima sigla ufficiale di Sono Cose Serie.

Il passaggio più o meno è quello tra il 15 e il 16, quindi ci voleva l'esortazione.

Quindi io la rifaccio questa volta, non fare il birimbino e segui Sono Cose Serie.

Mamma mia, questo si chiama accordo ragazzi.

E questo è tutto.

Aspettiamo i vostri pareri.

Siete d'accordo con noi oppure no?

Anche voi con Masters of the Universe pensavate di andare a vedere al cinema il nuovo quarto

potere del fantasy?

O avete capito fin dall'inizio che era un lungo spot di 2 ore e 20?

Ora che sapete cosa significa birimbino, eh, anche voi lo utilizzerete con soddisfazione

durante le vostre riunioni condominiali?

Questo ci interessa molto.

Fatecelo sapere con un like o soprattutto con un commento che potrebbero generare altre

puntate con questi commenti.

Noi ci sentiamo la prossima settimana e ricordate che chi non conosce il significato di birimbino

e non ci ascolta è un birimbino.

La prima volta che io dissi birimbino ero convinto di usare un termine arcaico sinonimo di birichino.

Ero convinto.

C'era qualcosa che non ci tornava.

Ma fammi andare a vedere l'etimo di questo termine.

Scopro sto mondo di bambolotti che si pisciano sotto.

Birimbinum, birimbinus, birimbirimbi.

Era belvaumena, adesso per te saranno volatili per diabetici.

Ma è un quiz?

Saranno cazziaveri!