Approfondimento settimanale in salsa nerd (ma non troppo) su tutte le forme del racconto a puntate partendo dalle Serie tv del momento fino ai fumetti, cinema e letteratura.
Il finale di The Boys e lo spin-off Berlino sono due esempi di come delle buone idee possono
essere seppellite sotto una montagna di sterco, con grande soddisfazione però delle piattaforme
e dei produttori stessi.
Sigla.
Serie TV.
Fumetti.
E oltre.
Sono cose serie.
A questo microfono c'è Matteo, a quell'altro microfono c'è Michelangelo e abbiamo un
non pervenuto.
Non pervenuto.
Non pervenuto.
Il buon Paolo oggi è in giro per l'Italia a insegnare ai piccoli virgulti come si fa
un podcast e quindi non sarà con noi, ma noi andiamo avanti o se ce ne portiamola allegramente.
Ciao Paolino, passa, passa a trovarci.
Allora il primo argomento che vorrei analizzare con te è che ho visto, ho visto il finale
di The Boys e ti confesso che non ho provato nulla.
Cosa brutta.
Cosa veramente brutta.
Non so se sono io che da qualche stagione ho smesso di credere a questa serie o è la
serie che da un bel po' di tempo ha smesso di credere in sé stessa.
In te pensavo.
No, in me no.
Ma forse con il pubblico, questa è anche una cosa che potremmo analizzare.
Cercherò di farla molto breve.
Allora io confesso che ho visto la prima stagione, mi era piaciuto un botto, quindi ho comprato
i fumetti, ho detto adesso leggo i fumetti e poi mi metto in pari.
Devo finire di leggere i fumetti, quindi non sono in pari, ma so tutto delle ultime tre
puntate perché me l'hanno fatta a fette.
Allora facciamo così, io ti racconto come è andata a finire senza farti spoiler.
Ok, vai.
Tu mi dai, o perlomeno ti do il riflesso di quello che è successo dagli occhi tuoi della
tua prima stagione e poi come ricompensa mi giri il fumetto che io purtroppo non ho,
nemmeno io ho finito di leggere, perché anche a me l'avevano prestato e invece tu te lo sei
comprato.
Allora diamo due informazioni giuste di base, sviluppata e scritta in parte da Eric Kripke
che è famosissimo.
Nazista?
No, Kripke.
Ah.
Ok.
Non so che c'era un nazista.
Comunque di questa cosa mi suona un po' strano, comunque Eric Kripke è un famosissimo autore
televisivo americano, noto per una serie piuttosto longeva, Supernatural, e basata come dicevi
tu da questa serie a fumetti, che ha coperto un arco.
No, è bellissimo perché poi...
Questa cosa del nazista Supernatural, c'è anche un collegamento.
Ma potrebbe essere...
Oddio, mi svegliamo.
E' il fumetto creato da Garth Ennis e disegnato da Darik Robertson che ha coperto un anno
importante dal 2006 al 2012.
Sei anni.
Parliamo comunque di un periodo molto importante, non solo per questo fumetto, ma per cosa era
rappresentato nel periodo storico in cui in quel periodo sono esplosi i cinecomics.
Tra i produttori, volevo segnalarti, Seth Rogen, che noi abbiamo amato tantissimo in
The Studio, una serie che abbiamo recensito con una serie...
Ma lui è nei produttori di questa roba qua?
Sì, sì.
Ma lui è nei produttori della roba...
Eh, Furby, bravo, bravo al nostro amico.
Che compare nel ruolo di se stesso, nel quinto episodio di quest'ultima stagione ti dirò
che è forse anche uno tra i migliori episodi di questa stagione, insieme ad altre star,
come ricorderai anche un altro attore che è stato supereroe, Kumail Nanjiani, l'abbiamo
visto in quella monnezza allucinante, nell'altro dei supereroi non famosi.
E come i non famosi?
I non famosi della Marvel.
Gli Avengers, quelli sfigati?
No, gli altri ancora, adesso non mi ricordo, perché li ho rimossi.
Gli Eternals.
Gli Eternals, bravo, bravo.
E anche Jared Padalecki, compagno, uno dei due interpreti di Supernatural, ma ti spiegherò
anche nello specifico.
In questo momento non ho capito niente.
Ah, gli Eternals?
Non ho capito niente.
Quinta e ultima stagione, composta sempre da 8 episodi, da 62 e 70 minuti, quindi piuttosto
corposi, andati in onda dall'8 aprile al 20 maggio del 2026.
Come ti dicevo, non vorrei fare spoiler, per cui se volete sapere di più, ci sono tantissimi
che hanno già fatto la disamina di ogni...
Basta!
Non sono qua per fare la disamina al microscopio, però chiaramente raccontando quello che succede
o quello che sta per succedere nell'ultima stagione dovrò fare dei piccoli spoiler nella
sinossi.
Ora, il mondo ormai è piombato nel caos e si ritrova totalmente alla merce dei super,
guidati da un patriota, ovvero Homelander, interpretato da un sempre immenso Anthony Starr,
la sua qualità, la sua cifra stilistica non è diminuita come attore, anche se forse il
suo personaggio è diventato un po' troppo, però...
Cioè, ma hanno rovinato...
No, non l'hanno rovinato!
Non l'hanno rovinato!
Confesso, uno dei motivi per cui ho interrotto la prima, non sono andato alla seconda, è
perché l'ansia di quel personaggio.
Affronteremo anche l'ansia che provoca Homelander.
Comunque, un patriota sempre più instabile, egocentrico e ormai acceccato dal delirio
di onnipotenza.
Questa è forse la chiave di lettura di quest'ultima stagione.
Con la squadra dei Boys, divisa, non quelli, è in gravissimo pericolo, Starlight, interpretata
da Erin Moriarty, tenta disperiattamente di organizzare una resistenza contro un potere
che ormai è diventato schiacciante e assoluto.
L'ago della bilancia, però, diventa l'instabile, altrettanto instabile, Billy Butcher, interpretato
dall'immenso Carl Urban.
Ogni volta che arriva, illumina lui.
È diventato sempre più antipatico, quindi, nell'Uber.
L'uomo, infatti, è pronto a ricorrere a un'arma biologica totale, questa è una cosa che arriva
dalla fine della quarta stagione, pur di estirpare definitivamente tutti i super dalla faccia
della terra, anche quelli buoni, trascinando ovviamente tutti verso una drammatica inevitabile
resa dei conti finale in cui nessuno sarà davvero al sicuro.
L'incipit è questo, e devo dire che nei primi due episodi la cosa si fa molto interessante
e molto spessa.
Prima di darti qualche dritta su quello che è stato e quello che è diventata questa
serie, volevo ricordarti, abbiamo citato tre interpreti importanti, ritornano chiaramente
tutti i boys, ovvero Jack Quaid, il figlio di Dennis, che interpreta Yugi Campbell, e
poi Laz Alonso, nel ruolo di Mother Milk, latte materno, Tomer Capone, nel francese
Frenchy, e Karen Fukuhara, nel ruolo di Kimiko, o Kimiko, come la chiama Frenchy.
Ma tra i sups ci sono dei ritorni eccellenti, ma anche delle novità.
C'è sempre il buon Deep, ovvero Abysso, interpretato da Chase Crawford, Jensen Hackles, un altro
attore famosissimo perché insieme a Padelecchi era in Supernatural, l'altro attore, l'altro
protagonista, che ritorna, arriva dalla stagione 3, che tu non hai visto, ma lo rivediamo,
nel ruolo di Soldier Boy, soldatino, che è comunque un vecchio collaboratore di Creep,
che è qui insomma.
Poi abbiamo Daven Diggs, te lo ricordi, uno degli interpreti, ma tu no perché i musical
non li guardi.
Hai presente Hamilton, grandissimo musical che negli ultimi anni è uno degli interpreti
di Hamilton, ma noi l'abbiamo visto soprattutto nella serie TNT Snowpiercer.
Hai presente il protagonista, Daven Diggs, che qui interpreta un personaggio che arriva
dal fumetto e vediamo per la prima volta che è Hallfather, cioè una specie di super predicatore
che usa la sua potente voce come arma.
E devo dire, per come è conciato e per come viene interpretato da Diggs, io l'ho guardata
in originale, quindi con la sua voce piuttosto baritonale, l'attore è giusto perché il personaggio
è giusto.
Ritorna dalla quarta stagione sempre Valory Curry nel ruolo di Firecracker, si, Firecracker
interpretata da Susan Hayward, tu non sai che esiste Sage forse, lei è, l'abbiamo vista
in Powers, l'abbiamo vista in Delilah, ma l'abbiamo vista nell'ultima stagione di Gen
V.
Lei è l'essere umano più intelligente del mondo, che non imbrocca una nemmeno con l'alternino.
A me questa cosa mi fa un po' incazzare, tra l'altro vorrei citare uno dei nostri colleghi
che ha detto una cosa molto ficcante.
E ritorna, come ti avevo accennato nel famoso quinto episodio, che secondo me è il migliore
di questa stagione, Jared Padalecki, qui arriva in un cameo, interpreta uno dei super
Mr. Marathon e in qualche modo sancisce la reunion del cast di Supernatural.
Fa una piccola parte nel quinto episodio, dove lo dico, faccio uno spoiler, dove muore
malissimo.
Ci sono tolti le soddisfazioni da questa mucchiata.
Ma in questa mucchiata c'è un sacco di altri attori che non ho citato, che si ritrovano
tutti quanti a giocare a poker, mentre il personaggio di Padalecki spiega al personaggio
di Soldier Boy dove trovare un terzo supereroe e finisce malissimo.
Quindi loro si divertivano mentre andava tutto a puttane.
Cioè la serie proprio.
Allora, durante questa recensione vorrei fare una cosa che non abbiamo ancora sperimentato,
ma secondo me è sintomatica di una serie che è stata così importante in questi ultimi
anni, ovvero vorrei darti tre motivi top, tre motivi che ti spiegano per i quali questa
serie è ancora una grande serie, nonostante tutto, e quindi tre motivi che ti spiegano
perché questa serie va comunque guardata.
E poi ti darò tre motivi flop per spiegarti perché è andata a rovinarsi ed è fallita
miseramente proprio in questa ultima stagione.
Tutto succede in quest'ultima stagione.
Allora, i primi tre motivi top, il primo è lo stile visivo e il tono dissacrante.
Cioè la serie ha inventato un linguaggio visivo riconoscibile.
I supereroi che esplodono, le scene di sesso assurde, gore volontariamente eccessivo e
ridicolo fin dalla prima stagione.
Tanto che dopo anni c'è una sorta di assuflazione, cioè se rivedo con gli occhi quello che succedeva
nella prima stagione dici cavolo io non l'ho mai vista una cosa del genere in una serie
tv.
Arrivato alla quinta stagione all'ennesima persona squartata, all'ennesima testa esplosa
dici vabbè è purtroppo così, però per cinque stagioni, quindi compresa questa, The Boys
è sempre riuscita a piazzare il guizzo.
L'idea vincente, la scena è indimenticabile, anche in questa stagione la vera rottura è
stata di tutte e di tutta la serie nella sua netta contrapposizione con gli eroi positivi
ed epici a tutti i costi, a volte anche stucchevoli, dell'MCU e del DCU.
Diciamolo, perché la vera rottura è stata lì, ma non solo.
Perché nello stesso periodo effettivamente tu avevi proprio gli altri di confronto.
Tu considera che questa serie è del 19 e eravamo in piena superhero fatiga, se ci pensi.
Però questa serie fa un passo più avanti del fumetto, mentre il fumetto è dissacrante al
100% con i supereroi.
Qua la serie TV è anche una satira al vetriolo sull'industria dell'entertainment, ma non solo
supereroistico.
In questa stagione c'è una cosa meravigliosa, c'è l'ennesimo metaracconto, per cui i supereroi
oltre a fare supereroi sono a loro volta degli attori che interpretano loro stessi nelle serie
o nei film.
E c'è un Chuck che viene interrotto sull'ultimo episodio di una serie che è stata cancellata,
purtroppo, dove c'è il supereroe di turno che si lamenta con il regista.
E il regista dice, guarda, le cose stanno così.
E dice, ma stiamo scherzando, questa è l'ultima stagione ed è scritta con il culo, è una
montagna di merda sta roba, scusate il linguaggio.
E lui gli risponde, guarda, sta roba è stata scritta dalla E di Taylor Sheridan e non accetta
modifichi di nessun tipo.
Io l'ho trovata geniale, anche perché Taylor Sheridan oggi è considerato uno che non ne
sbaglia una.
Poi ho pensato anche al fatto, per chiudere questo primo momento top, che non è forse
la prima serie che affronta i supereroi in maniera diversa, ma non è la prima nell'audiovisivo,
perché ho pensato al cinema e a serie come Kick-Ass, iperviolenta, oppure ho pensato
Super, attento al crimine, un piccolo film con degli attori che noi conosciamo dove lì
invece è anche lì iperviolenta, anche molto di satira, ma lo stesso Hancock, che non ricordi?
Un film non bellissimo, che però c'era un supereroe un po' fuori dagli schemi, se non
consideriamo lo stesso Watchmen, però racconta un'altra storia.
Sì, racconta l'incidente di un regista, di uno shooter con un capolavoro.
Secondo punto top, a mio giudizio, e che conferma quello che è la tua impressione della prima
stagione è Homelander, il villain televisivo del decennio.
Anthony Starr ha costruito uno dei personaggi più complessi e inquietanti della recente
serialità.
Narcisista, psicopatico, bisognoso d'amore, capace di passare in poche seconde dalle lacrime
ai massacri più totali, si vede molto nella seconda e nella terza quello che riesce a
fare quando gli gira l'e, molti critici, e io mi sento d'accordo con loro, l'hanno definito
una delle migliori performance televisive in assoluto per quanto riguarda ovviamente
il genere.
Allora, finché l'ho vista io mi sembrava anche il modo più intelligente per gestire
il fatto che tu hai dei supereroi con dei poteri troppo fuori scala, tipo i superman,
che tu devi nerfarli per forza, invece lì il fatto che non lo potevi nerfare creava
quella tensione per cui lui si autocontrollava secondo una logica patologica e quindi c'era
una tensione veramente… e io nella seconda non l'ho iniziata e ho detto adesso leggo
il fumetto ma in realtà per questo motivo, non lo reggevo per vinci.
Ma il problema, il grande pregio di questo ma anche il grande difetto che tornerà anche
nel racconto è il fatto che la realtà ha superato la fantasia tanto che il modo di
fare di Homelander è diventato un parallelo con certi leader reali e questa cosa non è
mai stata così disturbante secondo me.
Cioè il fatto che la fantasia a un certo punto è stata superata da certi personaggi ma ci
arriviamo, vorrei fare una piccola postilla e insieme a uno dei villain televisivi più
iconici di questa serie, aggiungere anche la sua controparte perché Karl Urban nel
ruolo di Butcher che è un antieroe più che eroe e a guardar bene la stessa faccia della
medaglia più che una reale controparte di Homelander, di Patriota perché poi si scopre
alla fine che pur mosso da anche delle idee, dei pensieri positivi, cioè il fatto di non
sopportare il fatto che lui cerca vendetta, ricordiamolo, cerca una vendetta terribile
però poi alla fine questa intransigenza di Butcher comincia a diventare insopportabile.
Ma è vero che acquista i poteri?
Sì.
Ah che cosa brutta.
Vabbè ma è una cosa che comunque c'è anche nel fumetto eh.
Eh lo so però adesso io non l'ho vista, questa cosa mi dispiace un po'.
Sì però tra l'altro sono dei poteri molto strani per cui c'è di mezzo la malattia cioè
quindi è una roba strana.
Terzo punto top che secondo me è rimasto invariato ma purtroppo è stato superato dalla realtà,
la satira politica che anticipava la realtà, The Boys ha avuto l'incredibile e scomoda
capacità di essere profetica nelle cose che scriveva, cioè Kripke stesso spesso ha ammesso
di essere stato più volte turbato dalle somiglianze tra la serie e il mondo reale, dai miliardari
che manipolano la Corte Suprema, ai movimenti di estrema destra in costume, da supereroe
fino alle massime autorità che si ritraggano come Gesù Cristo e nessun, cioè qui ogni
ovviamente riferimento a cose persone, animali o vegetali impuremente causano.
La serie ovviamente ha esplorato il razzismo, il nazionalismo bianco, la corruzione corporativa,
la violenza poliziesca, qualcosa però si è rotto nell'esatto momento in cui la realtà
ha eguagliato se non superato la fantasia degli autori, questo secondo me è il grosso
dramma di questa serie. Finché riusciva a stare almeno a una spanna, il fatto è che
la realtà è riuscita a essere talmente più grottesca, talmente eccessiva e inspiegabile
che riguardando quello che noi abbiamo visto finora ti vien da pensare che cosa c'è di
così estremo. Questa cosa secondo me ha fatto male alla serie, credo. Detto questo,
io passerei subito ai tre motivi flop per i quali la stagione 5 non doveva essere prodotta.
Allora, fino adesso mi hai convinto a riprendere la visione, devo essere sincero.
Cosa abbiamo di questa stagione? Innanzitutto il primo motivo abbiamo una stagione frettolosa
e visivamente povera. Si dice che amazon abbia investito tutto il budget di questa stagione per
il finale esplosivo. L'ultimo episodio è il risultato contenuto, primo della grandiosità
e certe locandine roboanti che c'erano state propinate e anche parecchio fraudolente rendono
ancora più evidente dove probabilmente siano andati a finire davvero i soldi. Molte scene
si svolgono al chiuso, in ambienti spogli e senza troppe comparse. Se tu ci pensi che una
delle immagini promozionali faceva vedere Homelander che vola sopra la casa bianca con
dietro alle sue spalle tutta una serie di supereroi volanti e nel prato della casa bianca
Butcher da solo con il suo piede di porco, immagine epica. Tutto quello che tu vedi in
quell'immagine non c'è. Io capisco che devi lavorare un po' di fantasia, però questa cosa
già ti sega le gambe. Ma secondo me uno dei grandi errori che sono stati fatti è personaggi
sprecati o malgestiti. Questa è un'altra cosa, sono tanti, alcuni molto interessanti e alcuni
vengono falcidiati non dal loro destino ma da una scrittura che non è vera. Perché devono chiudere?
Perché devono chiudere, bravissimo. Faccio un esempio. Nessuno se l'aspettava forse. Non era
previsto da 5 anni. Allora i protagonisti di GMV, te la ricordi la serie dei ragazzini? Non l'hai
visto? No, ma l'abbiamo recensita. Recuperatela. Spin-off cancellato, la cui partecipazione era
stata annunciata come determinante, cioè i ragazzi confluiranno nell'ultima stagione di GMV.
Quindi mi stai dicendo che se recupero questa roba mi devo recuperare pure GMV,
se no non capisco niente della quinta stagione. Forse no, perché succede questo. Quelli che
sembravano appunto super rilevanti per lei si sono rivelati poco più che comparsate di pochi
secondi. Quindi l'hanno salvata così? Menomale. Marimorò, che è una delle protagoniste di GMV,
interpretata da Judd Sinclair, da super più potente di patriota, si sentono le virgolette,
perché queste sono una citazione, è più potente di patriota. È una di GMV? Sì, è diventata
responsabile di un'agenzia di viaggi. Non ti dico nient'altro, perché chiaramente se la vedrai.
Questo è il suo ruolo alla fine del... Soldier Boy, ti avevo raccontato di questo personaggio,
soldatino, benissimo, grande rilevanza per tutta la stagione. Lui viene scongelato
praticamente all'inizio della stagione, poi viene sfilato dalla narrazione prima del finale,
è diventato un cavallo insieme a D'Artagnan. Questa è una citazione altissima. Si vede da
lontano un miglio, secondo me, che è stato scongelato soprattutto come testimonial,
qualcuno l'ha chiamato la bandierina, dello spin-off Vogue Rising, che è in uscita nel
2027. Questa, secondo me, è una delle gestioni più eccellenti, più visibili, che dici è
incomprensibile questa cosa, proprio non si capisce. Avranno capito che andava a fini male
e hanno spostato subito il budget. Penso che sia successo questo, ma nessuno lo confermerà,
credo. No, no. La superintelligenza di Sister Sage, ti avevo accennato, riesce a prevedere
tutto, tutto, tutto, tranne le cose che fanno andare avanti la trama. Questa cosa mi sorprende,
perché era una cosa che aveva già detto Synergo in un video prima del finale, che dice, e io sono
d'accordo con lui, i personaggi superforti, lo diciamo spesso anche con Paolino, i personaggi
superforti alla Superman sono difficili da scrivere. Insieme a questi anche quelli
superintelligenti, perché i superintelligenti in teoria sanno già tutto. Ma soprattutto devi
essere superintelligente per scrivere un superintelligente, che è un problema. E' la stessa
cosa che dice Synergo. Quindi vorresti dirmi che Creep, che non era abbastanza intelligente per
scrivere un personaggio superintelligente? Penso che non sia superintelligente, perché
sennò avrebbe gestito diversamente questa stagione. Cazzo, c'ha ragione. Allora sarai tu
superintelligente. Io posso solo dire che di solito, riguardo alla superintelligenza,
poi ne parliamo pure in separata sede. No, dico nella recensione di Berlino. Sì, giusto, giusto.
Quindi tu ti dici che è ok. Secondo me ci sono dei personaggi che sono superintelligenti a
posteriori. Ah beh, grazie. Ma sai che c'avevo proprio pensato a sta cosa. Ma infatti è le
scamoctage che utilizzano. Sì, per forza. Invece la cosa più scandalosa secondo me è il lavoro che
hanno fatto con Yui. Perché per buona parte della stagione è stato semplicemente demansionato. A
ruolo poco più alto di un comprimario. Appare poco, dice poche battute, gli viene dato un po'
di risalto verso il finale. Ma fondamentalmente in questa stagione, che ci sia o che non ci sia,
fa qualche scaramuccia con Butcher, ma che ci sia o che non ci sia, non è che abbia un peso
specifico. Fino alla fine intendo. Ma tra di loro si chiude qualcosa? Ultima e ma non ultima,
la cosa secondo me su cui bisognerebbe anche cercare di capire Cripp che deve aver avuto
qualche problema è che la sceneggiatura è piena di buchi e di logica claudicante. Allora,
l'intera stagione è costruita attorno al virus e poi la soluzione arriva da tutta l'altra parte.
Tu dici, vabbè, ma l'hanno costruita. Però la domanda inevitabile è, ma sta roba non si
poteva fare prima? La sensazione non è quella di una sceneggiatura che è stata lavorata per
darti il colpo di scena, ma sembra lavorata invece cambiata in corsa. Il discorso è,
sono otto episodi, per sei episodi sembra che non si possa fare altro che tirare fuori
sto benedetto virus e far ammalare tutti i super. Il settimo episodio si lavora per fare altro.
E non sembra una roba costruita, sembra proprio un ripiego e questa cosa mi fa
incazzare. Perché secondo me, anche se se ne sai un po', guardando un personaggio in particolare
e quello è il potere che ha uno di questi personaggi, in realtà ci pensi e dici,
ah ma questo potrebbe essere una soluzione. Solo che poi questo personaggio viene fatto sparire.
Rispetto ai problemi che ha avuto Game of Thrones, i problemi che ci sono su questa
sono paragonabili? No, sono di natura diversa. Secondo me è qua... Allora, Game of Thrones
aveva il problema che il nostro caro amico Martin l'aveva finito di scrivere. Avendo
una base solida su cui costruire qualcosa, uno ci si appoggiava agli scritti di Martin,
comunque in ogni caso, al di là delle modifiche. Lì si sono trovati il tappeto sfilato da sotto
i piedi e gli hanno dovuto improvvisare. Abbiamo capito che Binof e Weiss non erano
della stessa pasta. Mi è sembrato di capire, no? Non avevano lo stesso superpotere.
Qua abbiamo un autore che è partito benissimo, che secondo me doveva finire la seda alla terza
stagione. Alla terza stagione era matura per concluderla, magari con lo stesso finale,
ma invece sono stati due stagioni, la quarta e la quinta, che hanno girato su se stesse.
Questo lavoro, alla fine, gira a destra, gira a sinistra, come se... ma c'è il fumetto!
C'è il fumetto! Prendi spunto dal fumetto! Lì avevi una serie fatta finita. Non lo capisco
nemmeno io. Lì, secondo me, hanno voluto tirare la corda fino a un certo punto.
Però fino a un certo punto significa le ultime puntate, mi sembra di capire.
Tutta la stagione non è che funzioni. Tutta la stagione è un continuo.
Non hanno costruito il finale. Mi sembra strano.
Sono d'accordo con te. Puoi finire un po' così,
però almeno prenditi la stagione. Stessa cosa con i certi scontri chiave.
Su tutti, segnatevelo, Starlight e Deep. Finalmente c'è uno scontro. Vi ricordate
cosa succede nella prima stagione? Benissimo. Starlight ha un po' il dente avvelenato con
Abyss. Dove però si vede troppo esplicitamente il desiderio degli autori di portare un personaggio
dove vogliono. Anche lì di nuovo. Perché sì. Senza costruire una strada logica per arrivarci.
È il discorso che dicevamo prima. Continua a essere un perché sì e non perché è successo
questo e allora io faccio questo. Ho capito. Lo scontro finale tra Starlight e Deep è citato
ed è messo su carta dall'inizio del primo episodio della prima stagione. Prima o poi ci
sarà un confronto tra i due. È più chiaro di così. Ma un confronto che deve essere costruito
con delle logiche. Se ti spiego cosa è successo, ti spiego come succede questa cosa qua, anche tu,
se volete scriverlo a Matteo nei commenti, spoileratelo. La mia delusione confluisce
nei giudizi che vorrei darti. Darò una scala tecnica per l'intera serie e una scala tecnica
per la singola stagione, per la quinta. Cominciamo ricordando che il nostro 1 della scala tecnica è
All's Fair mentre il 5 è The Pit e per la singola stagione per la quinta stagione il mio voto
è 2,5 su 5. Pensavo più basso. Perché? Dato il fatto che rimangono le cose importanti che
abbiamo detto su tutta la serie, quei tre punti top che rimangono all'interno della stagione,
siamo di fronte a un tracollo. Se pensiamo che nella nostra recensione della prima stagione
avevamo dato un 5- su 5. Perché avevamo già sentito l'odore. Perché non reinventava la ruota,
insomma. C'erano tutti gli elementi. Tra l'altro la decima stagione di Sono Così Sereme funzionò
davvero poche cose. Abbiamo detto che il quinto episodio, che ti consiglio di arrivarci perché è
veramente molto bello, è un piccolo gioiello ma anche lì per metà è un filler. È un
episodio che costruisce delle cose che rimangono in quell'episodio. Per il resto la stagione gira
su se stessa, come ti dicevo, con pochissime trovate memorabili e un finale scarichissimo,
assolutamente non all'altezza. Non basta un pur gradevole epilogo, che fa leva sulla classica
struttura mitologica del volemosebene, per farci dimenticare che questa serie meritava un uscito
di scena un po' più degna e quindi questo è un gran peccato. Per me è un tracollo. Per quanto
riguarda invece tutta la serie, quindi le cinque stagioni, ho provato a dare partire dal 5- della
prima stagione e poi dare, guardando le stagioni mi sono riletto la sinossi, per tutta la serie,
benché sembri molto positivo, un 4- all'intera serie. Dalla prima alla quinta abbiamo uno scarto
di un punto. Sì però mi sembra chiaro che fa una media abbastanza barzotta. Allora The Boys è stata
per tre stagioni una delle serie più originali e coraggiose del decennio. Satira feroce, personaggi
memorabili, un villain, come abbiamo detto, da manuale. Poi ha sofferto la grandezza del suo
stesso successo, che l'ha costretta ad allungare il brodo oltre il dovuto, senza una vera idea di come
riempirle questo vuoto in modo efficace. Le ultime due stagioni sembrano appartenere a uno show
completamente diverso. La quinta chiude i conti, Bad Butcher, Homelander, i ragazzi, i boys, ma lo fa
col fiato corto e una inspiegabile ansia da prestazione. Questa mi è sembrata proprio
ansia da prestazione. Di tutti i suoi autori, Kripke compreso, che però trattandosi di una
produzione che ha ridefinito un po' il genere dei supereroi, io francamente non ammette scuse
questo tipo di ansia da prestazione, non te la puoi far venire. Tu sei Eric Kripke, hai scritto
zilioni di stagioni di Supernetwork. Poi anche lì su Supernetwork possiamo stare col bilancino
a capire cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato. Però anche lui è un riferimento molto importante
e quindi io questa ansia da prestazione, se mai c'è stata o comunque se mai si intravede,
non l'accetto personalmente. Dovessessi scoraggiato che la realtà ha superato...
Probabilmente sì. Tutto sommato, come capirai, 4- è pur sempre sopra la sufficienza, ma è un
peccato. Come ha detto il buon Fabrizio nella nostra chat, che peccato, che tristezza. Io
continuo ad arrivare a dire che peccato, che tristezza. Se la prima è 5, siamo scesi a 4,
ma abbiamo capito che l'ultima è 2 e mezzo, vuol dire che le ultime sono basso basso,
cioè c'è proprio un gradino importante. Abbiamo fatto 5-, 4, 3, 2 e mezzo, 2 e mezzo. Quindi se
fai poi una media sei sul 3,68. Siamo lì. Ho fatto la densità narrativa di tutte le cinque
stagioni e ovviamente è uscito come valore intenso. Quindi abbiamo la nostra bella massa
narrativa di 43,0 su 60, ritmo narrativo 4 su 5, densità 1 su 3, quindi intensità alta,
e quindi abbiamo questo, si colloca nel quadrante intenso. Cose importanti da segnalare, ovviamente
molti personaggi, la complessità dei protagonisti e i frequenti punti di svolta in uno storyboard
comunque coerente e molto ampio. Anche sulla scimmia ho lavorato su quella che è stata la
media delle televisioni e quindi dal vigoroso orangutan delle prime stagioni al tarsio delle
ultime diamo come media uno scimpanzé abbastanza ingrifeto che può riassumere un'attenzione non
sempre ripagata appieno dalle vicende narrate. Devo dire che questa stagione è stata quella che
mi ha messo più fatica. Già la quarta che cominciava a girare intorno sempre gli stessi
elementi nel libro narrativo mi ha dato meno difficoltà. Io questa stagione l'ho vista con
proprio pochissima voglia di vederla. Devo dire che i primi episodi erano comunque risultati
gradevoli, poi c'è stato qualcosa che non ha funzionato. Consiglio per la fruizione e lo do a
te che è difficile da dare però cerco di essere coraggioso. Io darei comunque una chance a tutta
la serie perché in alcuni momenti merita davvero. Prima, seconda e terza ci sono delle cose davvero
fantastiche ma preparatevi purtroppo alla delusione. Ci sono delle cose proprio che non
funzionano e sarebbe interessante per chi oggi volesse recuperarla tutta capire quanto questa
delusione potrebbe essere coccente in un binge watching. Io sono riuscito a sopportare delle
cose nella quarta perché è passato del tempo. Io ho paura, non so come un neofita, a guardarla
dalla prima alla quinta. Tutta in fila? Potrei sacrificarmi. Io per quanto riguarda questa
stagione recuperatela un episodio al giorno e passerà la paura. Poi però recuperate anche il
fumetto che mi dicono almeno chi l'ha letto fino alla fine che merita insomma. Recupereremo anche
questo però io adesso fuori da come è la chiusura di patriota cioè è comunque visto il disastro
è comunque una chiusura degna del personaggio oppure l'hanno sbagliato? Perché girano voci
contrastanti. Allora è difficilissimo. Secondo me nella logica è riuscita. Nella logica del
patriota è un po' sbrigativa. E' un po' tanto sbrigativa. Nel senso arriva a un certo punto
che patriota è oltre l'invincibile. E' veramente sovrumano. E' onnipotente quasi. E' venir
braccato in un luogo chiuso da due super che lo tengono. E lui c'è esattamente nella scena,
ti faccio uno spoiler, nella scena prima c'è un tizio che è un magnate molto ricco, non è ricco,
è straricco, che si trastulla con i razzi spaziali. Non mi viene in mente di nessuno.
Tanto quel qualcuno di cui ti viene in mente tra l'altro l'avevo fatto un post molto... E questo
cerca di avere... si incazza perché vuole avere un'udienza da Homelander. Io ho bisogno di parlare
con lui perché ho delle idee bellissime su cosa fare, su come utilizzare. Poi io sono ricco,
sono ricco. Io ho i razzi, voglio fare una roba del genere. E c'è un momento in cui Homelander
si avvicina a sto tizio mentre lo vediamo che va, si allontana dal primo piano mentre ci sono
due persone che parlano. Escono dalla stanza, vedi che Homelander prende sto tizio e va in alto,
parte con questo tizio, passano tre secondi e lui scende giù. Senza di lui. Senza di lui.
Il torna dentro la stanza e dicono che è successo? E niente, volevo andare nello spazio,
volevo andare nello spazio e ce l'ho lasciato nello spazio. Quindi lui in tre secondi è andato
nella troposfera e l'ha abbandonato. Quindi possiamo dire che Patriota ha fatto anche così.
No, lui in un secondo può raggiungere lo spazio. Ecco, questa cosa qua, secondo me,
nel momento in cui viene messo alle strette... L'hanno nerfato. L'hanno nerfato, sì. Però,
ok, però diciamo... Tu mi stai chiedendo delle cose che non ti posso dire. Va bene. Però,
cioè, non è... è chiaro che per contenerlo l'hanno nerfato. Nella pratica l'idea è carina.
Quindi la risoluzione effettiva, l'idea è carina. Poi l'ha messa in scena come ci si arriva,
è la solita minchiata alla Marvel. Sì, sì, sì. Quindi c'è del buono e c'è del bello. Io non
vorrei fare quello che dici che è bella ma è brutta, ma teoricamente è figa,
ma come è messa in scena è un po'... Si poteva fare meglio.
questo tirannico algoritmo che vorrebbe cancellare i nostri dialoghi migliori. Un
gesto epocale che ci restituirà la libertà di essere, beh, sfacciati. Che idea! Geniale!
Mettete mi piace. Allora, continuiamo. Io lascio a te in mano. Ci palleggiamo. Ci palleggiamo. Io
ti ho fatto un servizio, ora tu dai pure la schiacciata. Io recupero un'altra. Ah. Recupero
anche questa. Recuperi anche tu? Due stagioni. E là? Davvero? Allora, vado, entro subito con i
miei fogliettini che oggi riempirò e disperderò per tutta la sala. Benissimo. Allora, Berlino,
nella casa di carta, era perfetto per un motivo solo, secondo me. Seguimi. Il motivo era che
moriva presto. Cioè lui entrava, faceva la sua scena memorabile e usciva di scena. Quindi
la mia domanda è, perché, secondo te, Netflix ha pensato che Berlino potesse reggere uno spin-off?
Allora, oggi cerchiamo la risposta e parliamo quindi delle due stagioni dello spin-off in
combinata. I gioiali di Parigi e la dama con l'ermelli. Ah, quindi hai recuperato tutte e due?
Interessante. Tutte e due. C'è una storia su questo. In questo periodo ti sei immolato,
perché un'altra cosa che hai fatto in questi giorni è stata andare al cinema a vedere un film.
Ci sono degli short a riprova del mio sacrificio. Maledetta Kermit la rana sfatta.
Allora, io ho perso un po' la memoria, anche perché sono passati tanti anni,
con La Casa di Carta e i suoi spin-off. Facciamo i soliti accenni tecnici. È creato
da Alex Pigna e Esther Martín Lobato, che sono gli autori della Casa di Carta,
prodotta da Vancouver Media, che è la stessa di La Casa di Carta. Netflix,
dopo le prime due stagioni, ha detto, ah, la farendo io questa. Mi faccio l'EP.
Poi sai che le prime due stagioni erano tagliate apposta per questo. Quindi Netflix l'ha comprata
dagli spagnoli e poi l'ha spremuta finché non ha perso forma. Ricordiamo. Berlino è uno di
questi rami della spremitura. Alla regia di questa serie c'è Albert Pintot, che è già stato tra i
Barrocal e Manuel Cravioto, sempre della stessa scuderia. Quindi mentre la prima l'aveva fatta
tutta, lui qui si alterna, nella seconda stagione. Perché parliamo di seconda stagione? Perché sono
due miniserie, sono state rilasciate quindi come due miniserie da otto episodi, tra i 45 e i 55
minuti l'uno. La prima, che si chiama Berlino e i gioielli di Parigi, è la seconda, che è uscita
nel 2023. Invece recentemente, nel 2026, Berlino e la dama con l'ermellino. Ma quella dama è con
l'ermellino? Esatto, quella di Leonardo da Vinci. E sono state rilasciate tutte in blocco per binge
watching. Quando sono uscite erano tutte insieme. Perché sono miniserie? Sono miniserie perché il
racconto si conclude, ma sono una serie perché c'è continuity tra una stagione e l'altra. Questo è
un elemento ricordato, è abbastanza importante. Alle musiche abbiamo Federico Yussid, che
fondamentalmente fa il solito mestiere, cioè è la solita tassa giù box. Ogni stagione c'è il
karaoke alcolico da Tiamo di Tozzi a Felicità di Albano e Romina, ovviamente cantata in spagnolo.
La Casa di Carta, da quel punto di vista, era avanti con Bella Ciao, ma ora c'è la Bella Ciao.
Diciamo, quel modello lì è rimasto, ma è proprio che tu sai pure a che puntata c'è quel momento
lì. È proprio molto molto rigido il patter. Ma chi ci sta dentro? Ovviamente c'è Pedro Alonso,
che fa Berlino, che prova a reggere tutta la baracca col suo carisma, ma onestamente alla
fine più che una questione di carisma sembra solo che ti stia vendendo l'Alfa Romeo Junior per tutte
e 16 gli episodi. Colpevole il fatto che essendo sponsorizzata la serie, proprio sponsorizzata
dall'Alfa Romeo, a ogni pubblicità, a ogni stacco pubblicitario, c'è la pubblicità con l'Alfa Romeo.
Ma non ci credo. Non ce la facevo più. Allora qui Berlino, come personaggio, non è quello
brutale ed enigmatico della casa di carta, dove lui effettivamente era un po' quello pazzo,
è un tizio fondamentalmente con doppia personalità, una che ragiona con l'uccello per intere puntate
e l'altra che è così, debotto e il genio glaciale inarrestabile. C'è questa roba che... ci saranno
dettagli a riguardo, che diventa la prova che il personaggio non regge uno spin-off, proprio il
personaggio che non regge uno spin-off. La controparte, c'era la sua controparte. Esatto, infatti nello
spin-off, nella seconda stagione, c'è un momento in cui il professore, che è il fratello, interpretato
da Alvaro Morte, torna per un cameo e lì li rivedi di nuovo affiancati l'uno con l'altro e ti viene
maturo proprio perché e a che cosa serviva Berlino. Serviva a delineare l'altro personaggio. Quindi nel
momento che tu gli togli la controparte, accanto a lui c'è una nuova banda. Abbiamo Tristan Ulloa,
dovrebbe essere, che fa Damian, che sulla carta dovrebbe essere l'equivalente del professore,
anche lui insegna all'università. Lo descrivono come una mente fredda e uno talmente intelligente
che ruba perché si annoia, te lo fanno intuire così. Poi però in pratica recita tutto di emotività,
cioè tutto quello che fa è una questione emotiva, zero lucidità. Non ci sono momenti in cui è lucido.
Fondamentalmente ti dicono che i due protagonisti, lui e Berlino, sono due freddi calcolatori ma in
realtà sono proprio due teste calde, proprio bollenti, che è un problema per un East Movie.
E poi abbiamo il resto della banda che sono quattro ragazzi giovani super bellissimi,
abbiamo Kayla che è interpretata da Michelle Jenner, poi abbiamo Cameron che è Begogna Vargas,
con i due maschietti che sono Roy, che è Julio Pegna Fernandez, e Bruce, che è Joel Sanchez.
Questi personaggi sono fatti sponare dal nulla, coppie, con lo scopo precipuo di accoppiarsi.
Ah, ho capito! Ecco perché sono belli e accoppie. Geniale sta roba.
Geniale. Questa roba dell'accoppiarsi sarà un tema importante. Ci sono delle new entry
nella seconda stagione. Abbiamo Marta Nieto che fa Genoveva, che è la duchessa protagonista.
Lei tra l'altro ha rischiato un oscar con un cortometraggio, quindi è un'attrice di una
certa levatura. Un altro attore importante è José Luis García Pérez, che fa Il Duca,
che se lo guardate probabilmente vi ricorderà soprattutto film, sempre spagnoli, e poi Imma
che fa Candela. Anche lei sono tutti bravi attori che sono costretti all'interno di
sagome bidimensionali. Poveracci. Devono pagare anche loro il mutuo, no? Eh già.
Allora, ovviamente ci sono i cameo. C'è Alvaro Morte, no? Alvaro, scusa.
Abbiamo, oltre al professore, abbiamo direttamente nella prima stagione abbiamo
Lisbona, che è ancora una poliziotta, credo. E Alicia Serra, che sarà poi un'altra super poliziotta,
che vengono chiamate come Interpol, no? Quindi arrivano. Ma si incontrano?
Lavorano insieme. Ah, ma pensa un po'. Inizialmente lavoravano insieme, vero?
Arrivano per aiutare i francesi, perché sono a Parigi nella prima stagione, a risolvere questo
caso, perché hanno capito che sono spagnoli, e bellissimo, perché fanno praticamente due scene.
Arrivano tardi sulla scena del crime e si congedono fondamentalmente da tutta la serie,
con una roba che l'abbiamo persa. Non siamo arrivati in tempo, ma l'abbiamo persa. Vabbè,
ci vediamo sulla casa di carta. E spariscono. Entrano come se dovessero essere i grandi
nemici di Berlino e invece entrano e escono proprio perché sono dei cameo, in realtà.
Ma di cosa parla Berlino? Di solito di cosa parla è una trama con un sacco di
dettagli. Dovresti, sì. Adesso io invece… Allora, Berlino è il personaggio che nella
casa di carta moriva per dare una dimensione umana al professore. Quindi questo prequel lo
racconta negli anni d'oro, prima della sua malattia. Nella prima stagione è a Parigi e
organizza un furto di gioielli da 44 milioni in una notte. Nella seconda è a Siviglia,
dove un duca gli propone di rubare la dama del remellino di Leonardo, ma il quadro è solo la
punta dell'iceberg. Queste sono le trame. Dai! Sì, di solito c'è tutta un'articolazione ma di
fatto è una sinossi molto povera, ma va bene. Giusto perché non vuoi fare spoiler, no? Esatto,
ma soprattutto in teoria si parla d'amore e di furti mirabolanti. D'amore e furti mirabolanti.
In pratica si parla di scopare. Tantissimo! Anche troppo. Ma…
Entriamo un po' sulla parte tecnica. Dal punto di vista più puramente tecnico,
siamo a una sufficienza risicata. Cioè si fa il mestiere che si deve fare, no? Da questo
punto di vista? Si tromba il cartellino. Si timbra il cartellino. Questo è freudiano!
Si timbra il cartellino e diciamo siamo a una sufficienza risicata. Quello che vediamo
è questi fotogrammi annegati nella solita fotografia Netflix, dove ogni fotogramma sembra
proprio uscito da un bagno di olio di ricino e poi steso sul televisore. Sa che questa roba del
bagno d'olio di ricino è una nuova… potremmo utilizzarla per tutte quelle smarmellate,
giallognole, giallucicose, plasticose. Esatto, quindi è così. Tutta la parte d'azione tuttavia,
invece, è mal girata. Soprattutto nella prima stagione. La seconda è già girata meglio,
però resta comunque un prodotto tv primi anni dieci. Non c'è una grossa sbatta per
renderla interessante. Allora, il problema vero di tutta questa stagione, di tutta questa serie,
di entrambe le stagioni, è la messa in scena. Facciamo uno zoom su questo tema. Chiariamo
innanzitutto cosa si intende. Allora, la messa in scena è come la regia organizza spazio,
tempo, azioni e logica dentro un'inquadratura e tra un'inquadratura e l'altra. Quindi la
scenografia è solo un pezzo, ma come si muove l'attore, come si muovono gli attori tra di
loro? Che cosa scegli di muovere, di spostare? Quella roba lì. Ovviamente in un next movie è,
diciamo, vive la messa in scena. Sì, sono elementi importanti. Perché è tutta una
questione di precisione, dove stanno i corpi, come si muovono, cosa vede la telecamera e cosa
non vede la telecamera, quanto dura un'azione perché i tempi sono importanti, cosa accade
off screen. Quindi non puoi sbagliare la messa in scena. Quando quel tessuto è confuso,
illogico e casuale, il fondamento del genere crolla. E qui crolla malissimo, non male. La
prima stagione in modo proprio cringe. I primi due episodi sono un livello cringe crescente che tu
dici, dove vorranno andare a finire a questo livello? Se parli di corpi posizionati nello
spazio. Scusa, non vorrei fare quel gesto brutto. Ma anche lì la messa in scena. La regola che
governa tutta la serie è questa. Loro dicono a, poi fanno una roba clamorosa che contraddice a,
e proseguono facendo finta che a non sia mai successo. Ok? Adesso spiego, faccio qualche
esempio per favore. Perché è importante. A differenza di altre serie, visto che questa
è particolarmente brutta, facciamo degli spoiler. Non sono manco degli spoiler,
mi racconto delle situazioni. Degli esempi. Ad esempio, tute asettiche. Ho visto qualche
immagine, sono belle anche. Assolutamente. Allora, qual è la situazione? Loro fanno il tunnel. Ah,
che bella idea, facciamo un tunnel per entrare dentro un cavolo. La famosa banda del buco.
Quindi fanno questo buco, ma il cavolo è all'interno del sotterraneo di questa casa d'aste,
che loro devono entrare prima che ci sia la roba dentro. Quindi non devono lasciare traccia. Giusto.
Allora, per fare questa cosa qui, cosa fanno? Si mettono queste mega tute tipo covid, montano
una struttura, una cabina con l'aria che entri e ti pulisce tutto. E poi cosa dovrebbe succedere?
Queste A, no? Che dovrebbero uscire da questa A e finisci dentro la casa d'aste. Se non che,
loro escono, si fanno un altro pezzo di tunnel, quindi raccogliendo qualsiasi merda che ci sia,
ed entrano nella casa d'aste. Ma nella casa d'aste, magia, non lasciano nessuna traccia.
Ma è un errore di montaggio? No, no, no, no, no, è proprio di messa in scena,
nel senso che tu li vedi uscire e c'è la telecamera che è messa proprio e tu vedi
che loro mettono i piedi ancora nel tunnel e poi c'è il cambio e loro scavalcano l'ultimo
pezzettino. Perché hanno deciso di farlo così? Quindi A, contraddicono A e poi fanno
fin da A. Un altro esempio? Lo vuoi un altro esempio? La vite svitata due volte. Allora,
stacco, loro sono lì, ovviamente devono intercettare le telecamere, tutte queste cose qua,
allora stacco, stanno svitando questo pannello, forse li hanno visti, il tempo scade, devono
rimettere a posto il componente riavvitando tutto, quindi di nuovo stacco e rivedi il
pannello con la stessa identica inquadratura dove loro stanno maneggiando. Ma non è la
stessa identica inquadratura, è esattamente la stessa clip, quindi li rivedi svitare invece
che avvitare. Non c'è nulla, ha registrato tutto, non l'hanno registrato, l'hanno registrato
e quindi l'hanno rimontato. Ma potevano montarla al contrario? Ma no! E questo succede mentre
Keila, che è la super hacker, ha l'ansia di prestazione e vicino c'è Damian, che è il
secondo di Berlino, che improvvisamente solo per la durata di quella scena è un esperto
di sicurezza incredibile che gli dice no tocca lì, sembra lui l'hacker ed è esperto di sicurezza
solo in quelle 30 secondi, ma poi non lo è più per due stagioni. E poi vi dico questa,
questa è l'ultima, stanza segreta. Allora loro a un certo punto, in queste due stagioni così non
vi facciano spaventare, scoprono l'ingresso di una stanza segreta e spiano chi entra per
capire come passare. Quindi vediamo insieme a loro gente entrare e non vediamo mai nessuno
uscire da qui. Anche se poi dalle telecamere di sorveglianza loro vedono questi tizi ricomparsi
in varie stanze della villa. E lì io mi sono messo, ho detto ci sono due posizioni, o uno
Stargate oppure la trama cosa mi sta dicendo? Mi sta dicendo che c'è un'altra uscita e quindi loro
magari devono trovare quest'altra uscita per poter entrare e superare tutti gli ostacoli.
Se non che tipo una puntata dopo si scopre che questo posto è un piccolo cieco, cioè è chiusa,
non c'è una seconda uscita. E' uno Stargate. Sono dimenticato anche di registrare la gente che esce.
Sarà stata una questione di montaggio, di soluzione, perché loro poi montano alcuni
momenti con momenti che succedono fuori e quindi lì tu potresti pensare, se non ascoltassi cosa
dicono, potresti pensare che quelli siano usciti in un altro momento. Però fatto sta che secondo me
è uno Stargate. Ma questa è la parte tecnica. Andiamo alla narrativa. La narrativa ha solo due
problemi, per il resto va benissimo. Sono un po' intrecciati, un po' grossi, però sono due.
Abbiamo detto che è una serie che parla di amore e di colpi. Il primo problema è la parte dell'amore.
Cioè tutto l'amore come side quest è un grosso problema, perché la serie vorrebbe esplorare le
mille versioni dell'amore usando la cornice della rapina. Idea tipo allo Sea and the Eleven,
che è finissima, dove il colpo alla fine, quando tu finisci il film, scopri che invece è una storia
d'amore di sentimenti. Molto bella questa idea qua. Solo che qui non c'è un gioco di specchi
da cui emerge una storia d'amore, ma c'è un plotone di personaggi sagomati che dichiarano
la propria tipologia amorosa prima dell'azione, come gli orientamenti in una partita di D&D.
Buonasera, ciss, lei cosa fa? Piacere, poliamore, amore folle, amore travolgente,
amore spento dal matrimonio, mi dica lei chi è? Ti ritardi, aspetta che ti ritardi. Esatto.
E la caratteristica è che tutte le tipologie di amore sono raccontate e rese tutti con lo
stesso meccanismo, che è... ho una gran voglia di scopare. Sembra un omaggio a Maccio Capotonda,
ti giuro. Esatto. Lo fanno con dei dialoghi bellissimi. Ah, scritti da chi? Da Baci Perugino,
ovviamente. Da signor Baci Perugino in persona. Ma con l'ambizione shakespeariana,
no? Che aggiunge quel livello di cringe più unico per me. Questo è un campione raccolto
sul campo, facciamo partire una musichetta triste e il testo è questo, l'ho trascritto,
quindi è proprio così. Il sesso è molto divertente, l'amore non tanto. L'amore è una
malattia con varie fasi, ansia per trovarlo, paura di perdere, depressione quando ti abbandoni.
Shakespeare, mi dispiace, ma spostati. Ma scansati proprio. Esatto, cioè nel senso metti tanta
distanza da te e loro per l'amore di Dio. Gli archi amorosi restano del tutto avulsi dalla
trama, tra l'altro, che si ferma ogni episodio, episodio e mezzo circa, per lasciarli accoppiare
a caso. Oh, molto bene. Si ferma tutto il piano, loro vanno a dormire e decidono che durante la
notte devono fare una minchiata. Quindi parte la quest secondaria e quella minchiata serve per
spiegarci quanto quell'amore è amoroso e doloroso. Non ci credo. E con questo sistema, in un modo che
a me risulta estremamente oscuro, dovrebbe rappresentare tutte le sfumature dell'amore.
Quindi il risultato alla fine è una collezione di side quest disorganiche, personaggi che si
contraddicono, mini drammi che ammazzano il ritmo e aprono nei grossi buchi di trama. Il
secondo problema, viceversa, è la parte della rapina. Cioè, due cose deve raccontare questa
cosa. Le sbaglio tutte e due. Ma mi dicevi che a livello di heist proprio non c'eravamo.
Parliamo di heist. Allora, l'intreccio è inutilmente complicato. È come a nascondere
l'ansia di risultati intelligentissimi, complicando le cose. Mi ricorda qualcosa. Esatto, se ne parlava
in The Voice. Gli ace movie che funzionano fanno di solito una cosa, hanno un piano semplice e un
twist unico, importante. Anch'esso molto semplice, che però ti ribalta la percezione della realtà.
Che ne so. I soliti gnoti? Quello è tanta roba. Quello è tantissimo. Cambia tutto. Ocean Eleven,
la stangata. Quell'altro film con Spike Lee dove c'è Clive Owen. Inside Man. Mamma mia,
ragazzi. Qui, invece, accumulano complicazioni per nascondere le carte e spacciano per genialità
quella che è, in realtà, plot armor. Con il meccanismo classico che è sempre lo stesso. Scena
preparatoria del colpo che svela il piano. Ma non mette i passaggi chiave. Così, quando le cose vanno
male, zac! Ma noi ci avevamo pensato. La risolviamo così. È una specie di Deus Ex macchina che scatta
con una regolarità disarmante, ti giuro. Ma la cosa peggiore è che ci sono altre serie dove succede
questo, ma questa è l'unica serie dove i personaggi stessi fingono di non conoscere il piano per
ingannare lo spettatore. Piano per il culo. Loro lasciano Parigi. Dentro un camper. Durante questo
camper, a un certo punto, c'è il panico. Perché la polizia ha fatto un posto di blocco e li stanno
fermando. Aia! Mentre si avvicinano, cominciano a litigare. No, tu, testa di cazzo, non dovevi fare
quello. Cioè c'è proprio un panico totale con scaricabarine della responsabilità. Perché adesso
sono pleccati. Se non che, quando la situazione ovviamente si risolve, si riparte questo camper,
loro si fanno i complidenti dicendo che li abbiamo fregati e scopriamo noi, i spettatori,
che era tutto previsto e avevano un piano per riuscire a passare il blocco. Ma scusami,
ma il colpo di scena? Il panico a favore di telecamera per farmi credere che adesso erano
in un terribile tradimento pazzesco. Il culmine è il finale della seconda stagione, senza fare
uno spoiler vero. Il culmine è centrato su Berlino, che tra l'altro, non lo so tu,
ma essendo un prequel, noi sappiamo benissimo che non può morire. Mi risulta sì. Quindi
ci entrano tutto sul fatto che lui rischia. Cosa rischia? Per macchie rischia. E c'è una
macchina mortale che sta mietendo vittime, che smette improvvisamente di mietere vittime nel
momento in cui loro toccano i soldi. Cioè entrano al capo, toccano i soldi e questa
cosa è come quando finisci Super Mario. Una scena tipo treni di capodanno e ti giuro gente
che si piangeva la morte sicura cerca gente che si rialza e si attacca al trenino. Così de botto
senza senso. Scala tecnica. Allora, uno Allsphere, cinque The Pit. Dove posizioniamo questa?
La posizioniamo sull'uno. Spaccato. Noiosa, mal scritta e mal realizzata. Esiste solo per
tenere in vita il tentativo di franchise che Netflix, in seguito a quando, ha comprato la
serie dagli spagnoli. Che gli hanno fatto un bel mattone, grandi gli spagnoli. Non regge nulla,
e, attenzione, fallisce pure nel fallire. Perché si becca uno, ma non apre il sottosopra
delle serie brutte che sono cose serie. Porte chiuse. È solo un uno.
Bellissimo. Riguardo alla densità, si colloca nel quadrante del leggero,
quindi poca sostanza, inspiegata in tempi distesi. Tipo un peto silenzioso in un ascensore.
Diciamo che la serie, ovviamente questo è un giudizio tecnico, la densità narrativa,
la serie fa compagnia fondamentalmente, senza chiedere attenzione. È proprio da inattenti
watching. È un sottofondo. Certo che fare un inattenti watching di un heist deve essere un
genio del male. Porca miseria. Il ritmo è, tra l'altro, irregolare, cioè oscilla senza direzione.
Nei momenti distesi scivola verso il leggero, appunto, e in quelli serrati va verso il frizzante.
Quindi anche lì è un po' di confine. Esatto. Per chi ama i numeri, la massa narrativa è 22
su 60, il ritmo narrativo è preeminentemente sul 2, ma varia da 1 a 4 a seconda di questo.
Scala della scimmia. Allora, è vivo! Possiamo dire che è l'ustiti pigmeo, quindi uno sulla
nostra scala della scimmia, ma sopravvive. E come potremmo riassumerla? Se ci fosse qui
il nostro caro Fabrizio direbbe... Che palle! Il ritmo è rotto dall'alternanza d'età. Chi
vuole scopare è la trama vera. Le tecniche per agganciarci, quindi ribaltamenti, cliffhanger,
sono applicati male e con sciatterie. E i personaggi non ti convincono, perché i loro
background non sono nient'altro che una lista asettica di disgrazie. Un tanto al culo. Quindi
non hai nemmeno l'affezione. Pensa a te. Però arriviamo al consiglio per la fruizione. Attenzione.
Questo sono curioso. Vuoi consigliare questa roba? C'è un modo che si chiama il twisted
binge watching. Questa è la tecnica da usare. Twisted binge watching? Cosa significa?
Allora, storia vera. Io parto con la seconda stagione e guardo i primi 10-15 minuti della
prima puntata. Poi a un certo punto, non ho capito bene come mai, ma mi ritrovo a guardare la prima,
non me ne accorgo che è la prima stagione. Io inizio con la seconda, arrivo verso 10-15
minuti. Lì io vedo il riassunto della stagione precedente e vedo l'inizio dove il duca dice
che vuole commissionare la rapina. Il duca dicendolo ricatta Berlino facendo vedere delle
cose della prima stagione. Quel momento lì io mi sposto dalla tv a un altro device e riparto. Ma è
la prima stagione. Quindi che succede? Che mi sembra di vedere un flashback. Cioè per me era
partito un lungo flashback. Solo quando sono arrivato alla quinta puntata ho cominciato a
chiedermi quanto cazzo è lungo questo flashback. E allora, senza capire che era la prima stagione,
perché sono visivamente completamente uguali, i personaggi sono gli stessi,
ho cominciato a pensare ma vuol dire che la dama sull'armellino è un McGuffin alla Hitchcock?
Ma pensa te che cosa è geniale! Quindi finisco tutta la prima stagione e mi parte il trailer
della seconda e solo allora io capisco che avevo guardato la prima stagione. Quindi,
grazie all'interfaccia sopraffina di Netflix, che voglio ringraziare, che ti piazza davanti la
stagione nuova e poi ti risucchia nella vecchia, continuo a guardare e sei dall'altra stagione e
al fatto che è tutto monotonamente identico, scopro questo nuovo modo di fruire le serie,
il twisted binge-watching, in cui tu fai binge-watching mischiando le due stagioni,
migliorando la qualità dell'esperienza però. Perché che cosa succede? Che la promessa del
colpo con l'armellino ti tiene l'attenzione su adesso come si arriverà lì, ma come andremo,
ma come si collega questa cosa e quindi la prima stagione è meno noiosa perché hai una
promessa che poi non viene mantenuta, ma tu lì per lì non lo sai. Quindi il mio consiglio è fare
così. Voi partite i primi 10-15 minuti della prima puntata della seconda, poi boom tutta la prima e
poi ricominciate. E poi ve la finite. E così quella scimmia da uno diventa quasi due. Quasi
d'accordo con noi oppure no? Anche voi siete rimasti male con The Boys? Anche voi vi state
chiedendo come mai il protagonista si faccia chiamare Berlino quando quello è il nome in
codice della casa di carta, cioè l'ha beccato dove? E' vero? Mannaggia la miseria! Quello è
il colpo della zecca spagnola, è lì che si fa chiamare Berlino. Ma no, no, no! Fatecelo sapere
con un like, un commento oppure un dito medio! Ci sentiamo la prossima settimana e ricordate,
chi non lancia raggi cosmici dalle tette, ma soprattutto chi non ci ascolta, è un berlino!
Giulia, non ho ancora capito come è successo. Probabilmente lei mi ha proposto la prima,
scomenzio con la seconda, mi ha proposto la prima, quando ho cambiato device c'era scritto
Berlino, la fotografia era uguale, avevo appena finito di vedere questo cazzo di calice che me lo
ritrovo nel lato e io premo e parte tutta la pioggia. Ma è figo! Ma hai fatto una cazzata? No,
dovete guardarla così perché è meglio. Non la guardo.