Sono Cose Serie - Serie tv, fumetti e oltre.

Il finale di The Boys su Prime Video e lo spin-off Berlino su Netflix: due recensioni, due delusioni. Michelangelo si prende la quinta e ultima stagione di The Boys, Matteo le due stagioni di Berlino.
Due buone idee sepolte sotto una montagna di sterco, con somma soddisfazione di piattaforme e produttori. È il filo che lega le due serie di questa puntata.

The Boys chiude dopo cinque stagioni. La satira di Eric Kripke nata dal fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson è stata, per tre stagioni, una delle cose più feroci del decennio: Homelander di Antony Starr come villain da manuale, Butcher di Karl Urban come sua faccia speculare, una capacità quasi profetica di anticipare la realtà. Poi il brodo si è allungato, e la quinta stagione arriva col fiato corto: personaggi sprecati, i ragazzi di Gen V ridotti a comparsate, un finale al chiuso e visivamente povero, buchi di logica su un'intera stagione di virus. Tre motivi top per la serie, tre motivi flop per come finisce.

Berlino è l'altro lato della spremitura. Lo spin-off de La casa di carta prende il personaggio che funzionava perché moriva presto e lo allunga per due stagioni e sedici episodi. Pedro Alonso prova a reggere col carisma, ma il vero tema è la messa in scena, e lì la serie crolla: tute anti-COVID inutili, viti svitate due volte con la stessa clip, una stanza segreta che è di fatto uno Stargate. Sulla carta si parla d'amore, in pratica si parla di scopare, troppo, con dialoghi da Baci Perugina dalle ambizioni shakespeariane.
 Voti agli antipodi sulla nostra Scala Tecnica, dove oggi il 5 è The Pitt e l'1 è All's Fair (perché abbiamo scelto proprio loro come estremi l'abbiamo spiegato nelle puntate 16x11 e 16x15; il metodo della scala è nell'Angolo Maledetto della 16x32). Dove finiscono le due serie sulla Densità Narrativa e sulla Scala della Scimmia, e che Consiglio per la Fruizione ne tiriamo fuori? Una delle due ci ha fatto scoprire il twisted binge-watching: per sapere quale, premete play.

E ricordate: chi non lancia raggi cosmici dalle tette, ma soprattutto chi non ci ascolta, è un birimbino!
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What is Sono Cose Serie - Serie tv, fumetti e oltre.?

Approfondimento settimanale in salsa nerd (ma non troppo) su tutte le forme del racconto a puntate partendo dalle Serie tv del momento fino ai fumetti, cinema e letteratura.

Il finale di The Boys e lo spin-off Berlino sono due esempi di come delle buone idee possono

essere seppellite sotto una montagna di sterco, con grande soddisfazione però delle piattaforme

e dei produttori stessi.

Sigla.

Serie TV.

Fumetti.

E oltre.

Sono cose serie.

A questo microfono c'è Matteo, a quell'altro microfono c'è Michelangelo e abbiamo un

non pervenuto.

Non pervenuto.

Non pervenuto.

Il buon Paolo oggi è in giro per l'Italia a insegnare ai piccoli virgulti come si fa

un podcast e quindi non sarà con noi, ma noi andiamo avanti o se ce ne portiamola allegramente.

Ciao Paolino, passa, passa a trovarci.

Allora il primo argomento che vorrei analizzare con te è che ho visto, ho visto il finale

di The Boys e ti confesso che non ho provato nulla.

Cosa brutta.

Cosa veramente brutta.

Non so se sono io che da qualche stagione ho smesso di credere a questa serie o è la

serie che da un bel po' di tempo ha smesso di credere in sé stessa.

In te pensavo.

No, in me no.

Ma forse con il pubblico, questa è anche una cosa che potremmo analizzare.

Cercherò di farla molto breve.

Allora io confesso che ho visto la prima stagione, mi era piaciuto un botto, quindi ho comprato

i fumetti, ho detto adesso leggo i fumetti e poi mi metto in pari.

Devo finire di leggere i fumetti, quindi non sono in pari, ma so tutto delle ultime tre

puntate perché me l'hanno fatta a fette.

Allora facciamo così, io ti racconto come è andata a finire senza farti spoiler.

Ok, vai.

Tu mi dai, o perlomeno ti do il riflesso di quello che è successo dagli occhi tuoi della

tua prima stagione e poi come ricompensa mi giri il fumetto che io purtroppo non ho,

nemmeno io ho finito di leggere, perché anche a me l'avevano prestato e invece tu te lo sei

comprato.

Allora diamo due informazioni giuste di base, sviluppata e scritta in parte da Eric Kripke

che è famosissimo.

Nazista?

No, Kripke.

Ah.

Ok.

Non so che c'era un nazista.

Comunque di questa cosa mi suona un po' strano, comunque Eric Kripke è un famosissimo autore

televisivo americano, noto per una serie piuttosto longeva, Supernatural, e basata come dicevi

tu da questa serie a fumetti, che ha coperto un arco.

No, è bellissimo perché poi...

Questa cosa del nazista Supernatural, c'è anche un collegamento.

Ma potrebbe essere...

Oddio, mi svegliamo.

E' il fumetto creato da Garth Ennis e disegnato da Darik Robertson che ha coperto un anno

importante dal 2006 al 2012.

Sei anni.

Parliamo comunque di un periodo molto importante, non solo per questo fumetto, ma per cosa era

rappresentato nel periodo storico in cui in quel periodo sono esplosi i cinecomics.

Tra i produttori, volevo segnalarti, Seth Rogen, che noi abbiamo amato tantissimo in

The Studio, una serie che abbiamo recensito con una serie...

Ma lui è nei produttori di questa roba qua?

Sì, sì.

Ma lui è nei produttori della roba...

Eh, Furby, bravo, bravo al nostro amico.

Che compare nel ruolo di se stesso, nel quinto episodio di quest'ultima stagione ti dirò

che è forse anche uno tra i migliori episodi di questa stagione, insieme ad altre star,

come ricorderai anche un altro attore che è stato supereroe, Kumail Nanjiani, l'abbiamo

visto in quella monnezza allucinante, nell'altro dei supereroi non famosi.

E come i non famosi?

I non famosi della Marvel.

Gli Avengers, quelli sfigati?

No, gli altri ancora, adesso non mi ricordo, perché li ho rimossi.

Gli Eternals.

Gli Eternals, bravo, bravo.

E anche Jared Padalecki, compagno, uno dei due interpreti di Supernatural, ma ti spiegherò

anche nello specifico.

In questo momento non ho capito niente.

Ah, gli Eternals?

Non ho capito niente.

Quinta e ultima stagione, composta sempre da 8 episodi, da 62 e 70 minuti, quindi piuttosto

corposi, andati in onda dall'8 aprile al 20 maggio del 2026.

Come ti dicevo, non vorrei fare spoiler, per cui se volete sapere di più, ci sono tantissimi

che hanno già fatto la disamina di ogni...

Basta!

Non sono qua per fare la disamina al microscopio, però chiaramente raccontando quello che succede

o quello che sta per succedere nell'ultima stagione dovrò fare dei piccoli spoiler nella

sinossi.

Ora, il mondo ormai è piombato nel caos e si ritrova totalmente alla merce dei super,

guidati da un patriota, ovvero Homelander, interpretato da un sempre immenso Anthony Starr,

la sua qualità, la sua cifra stilistica non è diminuita come attore, anche se forse il

suo personaggio è diventato un po' troppo, però...

Cioè, ma hanno rovinato...

No, non l'hanno rovinato!

Non l'hanno rovinato!

Confesso, uno dei motivi per cui ho interrotto la prima, non sono andato alla seconda, è

perché l'ansia di quel personaggio.

Affronteremo anche l'ansia che provoca Homelander.

Comunque, un patriota sempre più instabile, egocentrico e ormai acceccato dal delirio

di onnipotenza.

Questa è forse la chiave di lettura di quest'ultima stagione.

Con la squadra dei Boys, divisa, non quelli, è in gravissimo pericolo, Starlight, interpretata

da Erin Moriarty, tenta disperiattamente di organizzare una resistenza contro un potere

che ormai è diventato schiacciante e assoluto.

L'ago della bilancia, però, diventa l'instabile, altrettanto instabile, Billy Butcher, interpretato

dall'immenso Carl Urban.

Ogni volta che arriva, illumina lui.

È diventato sempre più antipatico, quindi, nell'Uber.

L'uomo, infatti, è pronto a ricorrere a un'arma biologica totale, questa è una cosa che arriva

dalla fine della quarta stagione, pur di estirpare definitivamente tutti i super dalla faccia

della terra, anche quelli buoni, trascinando ovviamente tutti verso una drammatica inevitabile

resa dei conti finale in cui nessuno sarà davvero al sicuro.

L'incipit è questo, e devo dire che nei primi due episodi la cosa si fa molto interessante

e molto spessa.

Prima di darti qualche dritta su quello che è stato e quello che è diventata questa

serie, volevo ricordarti, abbiamo citato tre interpreti importanti, ritornano chiaramente

tutti i boys, ovvero Jack Quaid, il figlio di Dennis, che interpreta Yugi Campbell, e

poi Laz Alonso, nel ruolo di Mother Milk, latte materno, Tomer Capone, nel francese

Frenchy, e Karen Fukuhara, nel ruolo di Kimiko, o Kimiko, come la chiama Frenchy.

Ma tra i sups ci sono dei ritorni eccellenti, ma anche delle novità.

C'è sempre il buon Deep, ovvero Abysso, interpretato da Chase Crawford, Jensen Hackles, un altro

attore famosissimo perché insieme a Padelecchi era in Supernatural, l'altro attore, l'altro

protagonista, che ritorna, arriva dalla stagione 3, che tu non hai visto, ma lo rivediamo,

nel ruolo di Soldier Boy, soldatino, che è comunque un vecchio collaboratore di Creep,

che è qui insomma.

Poi abbiamo Daven Diggs, te lo ricordi, uno degli interpreti, ma tu no perché i musical

non li guardi.

Hai presente Hamilton, grandissimo musical che negli ultimi anni è uno degli interpreti

di Hamilton, ma noi l'abbiamo visto soprattutto nella serie TNT Snowpiercer.

Hai presente il protagonista, Daven Diggs, che qui interpreta un personaggio che arriva

dal fumetto e vediamo per la prima volta che è Hallfather, cioè una specie di super predicatore

che usa la sua potente voce come arma.

E devo dire, per come è conciato e per come viene interpretato da Diggs, io l'ho guardata

in originale, quindi con la sua voce piuttosto baritonale, l'attore è giusto perché il personaggio

è giusto.

Ritorna dalla quarta stagione sempre Valory Curry nel ruolo di Firecracker, si, Firecracker

interpretata da Susan Hayward, tu non sai che esiste Sage forse, lei è, l'abbiamo vista

in Powers, l'abbiamo vista in Delilah, ma l'abbiamo vista nell'ultima stagione di Gen

V.

Lei è l'essere umano più intelligente del mondo, che non imbrocca una nemmeno con l'alternino.

A me questa cosa mi fa un po' incazzare, tra l'altro vorrei citare uno dei nostri colleghi

che ha detto una cosa molto ficcante.

E ritorna, come ti avevo accennato nel famoso quinto episodio, che secondo me è il migliore

di questa stagione, Jared Padalecki, qui arriva in un cameo, interpreta uno dei super

Mr. Marathon e in qualche modo sancisce la reunion del cast di Supernatural.

Fa una piccola parte nel quinto episodio, dove lo dico, faccio uno spoiler, dove muore

malissimo.

Ci sono tolti le soddisfazioni da questa mucchiata.

Ma in questa mucchiata c'è un sacco di altri attori che non ho citato, che si ritrovano

tutti quanti a giocare a poker, mentre il personaggio di Padalecki spiega al personaggio

di Soldier Boy dove trovare un terzo supereroe e finisce malissimo.

Quindi loro si divertivano mentre andava tutto a puttane.

Cioè la serie proprio.

Allora, durante questa recensione vorrei fare una cosa che non abbiamo ancora sperimentato,

ma secondo me è sintomatica di una serie che è stata così importante in questi ultimi

anni, ovvero vorrei darti tre motivi top, tre motivi che ti spiegano per i quali questa

serie è ancora una grande serie, nonostante tutto, e quindi tre motivi che ti spiegano

perché questa serie va comunque guardata.

E poi ti darò tre motivi flop per spiegarti perché è andata a rovinarsi ed è fallita

miseramente proprio in questa ultima stagione.

Tutto succede in quest'ultima stagione.

Allora, i primi tre motivi top, il primo è lo stile visivo e il tono dissacrante.

Cioè la serie ha inventato un linguaggio visivo riconoscibile.

I supereroi che esplodono, le scene di sesso assurde, gore volontariamente eccessivo e

ridicolo fin dalla prima stagione.

Tanto che dopo anni c'è una sorta di assuflazione, cioè se rivedo con gli occhi quello che succedeva

nella prima stagione dici cavolo io non l'ho mai vista una cosa del genere in una serie

tv.

Arrivato alla quinta stagione all'ennesima persona squartata, all'ennesima testa esplosa

dici vabbè è purtroppo così, però per cinque stagioni, quindi compresa questa, The Boys

è sempre riuscita a piazzare il guizzo.

L'idea vincente, la scena è indimenticabile, anche in questa stagione la vera rottura è

stata di tutte e di tutta la serie nella sua netta contrapposizione con gli eroi positivi

ed epici a tutti i costi, a volte anche stucchevoli, dell'MCU e del DCU.

Diciamolo, perché la vera rottura è stata lì, ma non solo.

Perché nello stesso periodo effettivamente tu avevi proprio gli altri di confronto.

Tu considera che questa serie è del 19 e eravamo in piena superhero fatiga, se ci pensi.

Però questa serie fa un passo più avanti del fumetto, mentre il fumetto è dissacrante al

100% con i supereroi.

Qua la serie TV è anche una satira al vetriolo sull'industria dell'entertainment, ma non solo

supereroistico.

In questa stagione c'è una cosa meravigliosa, c'è l'ennesimo metaracconto, per cui i supereroi

oltre a fare supereroi sono a loro volta degli attori che interpretano loro stessi nelle serie

o nei film.

E c'è un Chuck che viene interrotto sull'ultimo episodio di una serie che è stata cancellata,

purtroppo, dove c'è il supereroe di turno che si lamenta con il regista.

E il regista dice, guarda, le cose stanno così.

E dice, ma stiamo scherzando, questa è l'ultima stagione ed è scritta con il culo, è una

montagna di merda sta roba, scusate il linguaggio.

E lui gli risponde, guarda, sta roba è stata scritta dalla E di Taylor Sheridan e non accetta

modifichi di nessun tipo.

Io l'ho trovata geniale, anche perché Taylor Sheridan oggi è considerato uno che non ne

sbaglia una.

Poi ho pensato anche al fatto, per chiudere questo primo momento top, che non è forse

la prima serie che affronta i supereroi in maniera diversa, ma non è la prima nell'audiovisivo,

perché ho pensato al cinema e a serie come Kick-Ass, iperviolenta, oppure ho pensato

Super, attento al crimine, un piccolo film con degli attori che noi conosciamo dove lì

invece è anche lì iperviolenta, anche molto di satira, ma lo stesso Hancock, che non ricordi?

Un film non bellissimo, che però c'era un supereroe un po' fuori dagli schemi, se non

consideriamo lo stesso Watchmen, però racconta un'altra storia.

Sì, racconta l'incidente di un regista, di uno shooter con un capolavoro.

Secondo punto top, a mio giudizio, e che conferma quello che è la tua impressione della prima

stagione è Homelander, il villain televisivo del decennio.

Anthony Starr ha costruito uno dei personaggi più complessi e inquietanti della recente

serialità.

Narcisista, psicopatico, bisognoso d'amore, capace di passare in poche seconde dalle lacrime

ai massacri più totali, si vede molto nella seconda e nella terza quello che riesce a

fare quando gli gira l'e, molti critici, e io mi sento d'accordo con loro, l'hanno definito

una delle migliori performance televisive in assoluto per quanto riguarda ovviamente

il genere.

Allora, finché l'ho vista io mi sembrava anche il modo più intelligente per gestire

il fatto che tu hai dei supereroi con dei poteri troppo fuori scala, tipo i superman,

che tu devi nerfarli per forza, invece lì il fatto che non lo potevi nerfare creava

quella tensione per cui lui si autocontrollava secondo una logica patologica e quindi c'era

una tensione veramente… e io nella seconda non l'ho iniziata e ho detto adesso leggo

il fumetto ma in realtà per questo motivo, non lo reggevo per vinci.

Ma il problema, il grande pregio di questo ma anche il grande difetto che tornerà anche

nel racconto è il fatto che la realtà ha superato la fantasia tanto che il modo di

fare di Homelander è diventato un parallelo con certi leader reali e questa cosa non è

mai stata così disturbante secondo me.

Cioè il fatto che la fantasia a un certo punto è stata superata da certi personaggi ma ci

arriviamo, vorrei fare una piccola postilla e insieme a uno dei villain televisivi più

iconici di questa serie, aggiungere anche la sua controparte perché Karl Urban nel

ruolo di Butcher che è un antieroe più che eroe e a guardar bene la stessa faccia della

medaglia più che una reale controparte di Homelander, di Patriota perché poi si scopre

alla fine che pur mosso da anche delle idee, dei pensieri positivi, cioè il fatto di non

sopportare il fatto che lui cerca vendetta, ricordiamolo, cerca una vendetta terribile

però poi alla fine questa intransigenza di Butcher comincia a diventare insopportabile.

Ma è vero che acquista i poteri?

Sì.

Ah che cosa brutta.

Vabbè ma è una cosa che comunque c'è anche nel fumetto eh.

Eh lo so però adesso io non l'ho vista, questa cosa mi dispiace un po'.

Sì però tra l'altro sono dei poteri molto strani per cui c'è di mezzo la malattia cioè

quindi è una roba strana.

Terzo punto top che secondo me è rimasto invariato ma purtroppo è stato superato dalla realtà,

la satira politica che anticipava la realtà, The Boys ha avuto l'incredibile e scomoda

capacità di essere profetica nelle cose che scriveva, cioè Kripke stesso spesso ha ammesso

di essere stato più volte turbato dalle somiglianze tra la serie e il mondo reale, dai miliardari

che manipolano la Corte Suprema, ai movimenti di estrema destra in costume, da supereroe

fino alle massime autorità che si ritraggano come Gesù Cristo e nessun, cioè qui ogni

ovviamente riferimento a cose persone, animali o vegetali impuremente causano.

La serie ovviamente ha esplorato il razzismo, il nazionalismo bianco, la corruzione corporativa,

la violenza poliziesca, qualcosa però si è rotto nell'esatto momento in cui la realtà

ha eguagliato se non superato la fantasia degli autori, questo secondo me è il grosso

dramma di questa serie. Finché riusciva a stare almeno a una spanna, il fatto è che

la realtà è riuscita a essere talmente più grottesca, talmente eccessiva e inspiegabile

che riguardando quello che noi abbiamo visto finora ti vien da pensare che cosa c'è di

così estremo. Questa cosa secondo me ha fatto male alla serie, credo. Detto questo,

io passerei subito ai tre motivi flop per i quali la stagione 5 non doveva essere prodotta.

Allora, fino adesso mi hai convinto a riprendere la visione, devo essere sincero.

Cosa abbiamo di questa stagione? Innanzitutto il primo motivo abbiamo una stagione frettolosa

e visivamente povera. Si dice che amazon abbia investito tutto il budget di questa stagione per

il finale esplosivo. L'ultimo episodio è il risultato contenuto, primo della grandiosità

e certe locandine roboanti che c'erano state propinate e anche parecchio fraudolente rendono

ancora più evidente dove probabilmente siano andati a finire davvero i soldi. Molte scene

si svolgono al chiuso, in ambienti spogli e senza troppe comparse. Se tu ci pensi che una

delle immagini promozionali faceva vedere Homelander che vola sopra la casa bianca con

dietro alle sue spalle tutta una serie di supereroi volanti e nel prato della casa bianca

Butcher da solo con il suo piede di porco, immagine epica. Tutto quello che tu vedi in

quell'immagine non c'è. Io capisco che devi lavorare un po' di fantasia, però questa cosa

già ti sega le gambe. Ma secondo me uno dei grandi errori che sono stati fatti è personaggi

sprecati o malgestiti. Questa è un'altra cosa, sono tanti, alcuni molto interessanti e alcuni

vengono falcidiati non dal loro destino ma da una scrittura che non è vera. Perché devono chiudere?

Perché devono chiudere, bravissimo. Faccio un esempio. Nessuno se l'aspettava forse. Non era

previsto da 5 anni. Allora i protagonisti di GMV, te la ricordi la serie dei ragazzini? Non l'hai

visto? No, ma l'abbiamo recensita. Recuperatela. Spin-off cancellato, la cui partecipazione era

stata annunciata come determinante, cioè i ragazzi confluiranno nell'ultima stagione di GMV.

Quindi mi stai dicendo che se recupero questa roba mi devo recuperare pure GMV,

se no non capisco niente della quinta stagione. Forse no, perché succede questo. Quelli che

sembravano appunto super rilevanti per lei si sono rivelati poco più che comparsate di pochi

secondi. Quindi l'hanno salvata così? Menomale. Marimorò, che è una delle protagoniste di GMV,

interpretata da Judd Sinclair, da super più potente di patriota, si sentono le virgolette,

perché queste sono una citazione, è più potente di patriota. È una di GMV? Sì, è diventata

responsabile di un'agenzia di viaggi. Non ti dico nient'altro, perché chiaramente se la vedrai.

Questo è il suo ruolo alla fine del... Soldier Boy, ti avevo raccontato di questo personaggio,

soldatino, benissimo, grande rilevanza per tutta la stagione. Lui viene scongelato

praticamente all'inizio della stagione, poi viene sfilato dalla narrazione prima del finale,

è diventato un cavallo insieme a D'Artagnan. Questa è una citazione altissima. Si vede da

lontano un miglio, secondo me, che è stato scongelato soprattutto come testimonial,

qualcuno l'ha chiamato la bandierina, dello spin-off Vogue Rising, che è in uscita nel

2027. Questa, secondo me, è una delle gestioni più eccellenti, più visibili, che dici è

incomprensibile questa cosa, proprio non si capisce. Avranno capito che andava a fini male

e hanno spostato subito il budget. Penso che sia successo questo, ma nessuno lo confermerà,

credo. No, no. La superintelligenza di Sister Sage, ti avevo accennato, riesce a prevedere

tutto, tutto, tutto, tranne le cose che fanno andare avanti la trama. Questa cosa mi sorprende,

perché era una cosa che aveva già detto Synergo in un video prima del finale, che dice, e io sono

d'accordo con lui, i personaggi superforti, lo diciamo spesso anche con Paolino, i personaggi

superforti alla Superman sono difficili da scrivere. Insieme a questi anche quelli

superintelligenti, perché i superintelligenti in teoria sanno già tutto. Ma soprattutto devi

essere superintelligente per scrivere un superintelligente, che è un problema. E' la stessa

cosa che dice Synergo. Quindi vorresti dirmi che Creep, che non era abbastanza intelligente per

scrivere un personaggio superintelligente? Penso che non sia superintelligente, perché

sennò avrebbe gestito diversamente questa stagione. Cazzo, c'ha ragione. Allora sarai tu

superintelligente. Io posso solo dire che di solito, riguardo alla superintelligenza,

poi ne parliamo pure in separata sede. No, dico nella recensione di Berlino. Sì, giusto, giusto.

Quindi tu ti dici che è ok. Secondo me ci sono dei personaggi che sono superintelligenti a

posteriori. Ah beh, grazie. Ma sai che c'avevo proprio pensato a sta cosa. Ma infatti è le

scamoctage che utilizzano. Sì, per forza. Invece la cosa più scandalosa secondo me è il lavoro che

hanno fatto con Yui. Perché per buona parte della stagione è stato semplicemente demansionato. A

ruolo poco più alto di un comprimario. Appare poco, dice poche battute, gli viene dato un po'

di risalto verso il finale. Ma fondamentalmente in questa stagione, che ci sia o che non ci sia,

fa qualche scaramuccia con Butcher, ma che ci sia o che non ci sia, non è che abbia un peso

specifico. Fino alla fine intendo. Ma tra di loro si chiude qualcosa? Ultima e ma non ultima,

la cosa secondo me su cui bisognerebbe anche cercare di capire Cripp che deve aver avuto

qualche problema è che la sceneggiatura è piena di buchi e di logica claudicante. Allora,

l'intera stagione è costruita attorno al virus e poi la soluzione arriva da tutta l'altra parte.

Tu dici, vabbè, ma l'hanno costruita. Però la domanda inevitabile è, ma sta roba non si

poteva fare prima? La sensazione non è quella di una sceneggiatura che è stata lavorata per

darti il colpo di scena, ma sembra lavorata invece cambiata in corsa. Il discorso è,

sono otto episodi, per sei episodi sembra che non si possa fare altro che tirare fuori

sto benedetto virus e far ammalare tutti i super. Il settimo episodio si lavora per fare altro.

E non sembra una roba costruita, sembra proprio un ripiego e questa cosa mi fa

incazzare. Perché secondo me, anche se se ne sai un po', guardando un personaggio in particolare

e quello è il potere che ha uno di questi personaggi, in realtà ci pensi e dici,

ah ma questo potrebbe essere una soluzione. Solo che poi questo personaggio viene fatto sparire.

Rispetto ai problemi che ha avuto Game of Thrones, i problemi che ci sono su questa

sono paragonabili? No, sono di natura diversa. Secondo me è qua... Allora, Game of Thrones

aveva il problema che il nostro caro amico Martin l'aveva finito di scrivere. Avendo

una base solida su cui costruire qualcosa, uno ci si appoggiava agli scritti di Martin,

comunque in ogni caso, al di là delle modifiche. Lì si sono trovati il tappeto sfilato da sotto

i piedi e gli hanno dovuto improvvisare. Abbiamo capito che Binof e Weiss non erano

della stessa pasta. Mi è sembrato di capire, no? Non avevano lo stesso superpotere.

Qua abbiamo un autore che è partito benissimo, che secondo me doveva finire la seda alla terza

stagione. Alla terza stagione era matura per concluderla, magari con lo stesso finale,

ma invece sono stati due stagioni, la quarta e la quinta, che hanno girato su se stesse.

Questo lavoro, alla fine, gira a destra, gira a sinistra, come se... ma c'è il fumetto!

C'è il fumetto! Prendi spunto dal fumetto! Lì avevi una serie fatta finita. Non lo capisco

nemmeno io. Lì, secondo me, hanno voluto tirare la corda fino a un certo punto.

Però fino a un certo punto significa le ultime puntate, mi sembra di capire.

Tutta la stagione non è che funzioni. Tutta la stagione è un continuo.

Non hanno costruito il finale. Mi sembra strano.

Sono d'accordo con te. Puoi finire un po' così,

però almeno prenditi la stagione. Stessa cosa con i certi scontri chiave.

Su tutti, segnatevelo, Starlight e Deep. Finalmente c'è uno scontro. Vi ricordate

cosa succede nella prima stagione? Benissimo. Starlight ha un po' il dente avvelenato con

Abyss. Dove però si vede troppo esplicitamente il desiderio degli autori di portare un personaggio

dove vogliono. Anche lì di nuovo. Perché sì. Senza costruire una strada logica per arrivarci.

È il discorso che dicevamo prima. Continua a essere un perché sì e non perché è successo

questo e allora io faccio questo. Ho capito. Lo scontro finale tra Starlight e Deep è citato

ed è messo su carta dall'inizio del primo episodio della prima stagione. Prima o poi ci

sarà un confronto tra i due. È più chiaro di così. Ma un confronto che deve essere costruito

con delle logiche. Se ti spiego cosa è successo, ti spiego come succede questa cosa qua, anche tu,

se volete scriverlo a Matteo nei commenti, spoileratelo. La mia delusione confluisce

nei giudizi che vorrei darti. Darò una scala tecnica per l'intera serie e una scala tecnica

per la singola stagione, per la quinta. Cominciamo ricordando che il nostro 1 della scala tecnica è

All's Fair mentre il 5 è The Pit e per la singola stagione per la quinta stagione il mio voto

è 2,5 su 5. Pensavo più basso. Perché? Dato il fatto che rimangono le cose importanti che

abbiamo detto su tutta la serie, quei tre punti top che rimangono all'interno della stagione,

siamo di fronte a un tracollo. Se pensiamo che nella nostra recensione della prima stagione

avevamo dato un 5- su 5. Perché avevamo già sentito l'odore. Perché non reinventava la ruota,

insomma. C'erano tutti gli elementi. Tra l'altro la decima stagione di Sono Così Sereme funzionò

davvero poche cose. Abbiamo detto che il quinto episodio, che ti consiglio di arrivarci perché è

veramente molto bello, è un piccolo gioiello ma anche lì per metà è un filler. È un

episodio che costruisce delle cose che rimangono in quell'episodio. Per il resto la stagione gira

su se stessa, come ti dicevo, con pochissime trovate memorabili e un finale scarichissimo,

assolutamente non all'altezza. Non basta un pur gradevole epilogo, che fa leva sulla classica

struttura mitologica del volemosebene, per farci dimenticare che questa serie meritava un uscito

di scena un po' più degna e quindi questo è un gran peccato. Per me è un tracollo. Per quanto

riguarda invece tutta la serie, quindi le cinque stagioni, ho provato a dare partire dal 5- della

prima stagione e poi dare, guardando le stagioni mi sono riletto la sinossi, per tutta la serie,

benché sembri molto positivo, un 4- all'intera serie. Dalla prima alla quinta abbiamo uno scarto

di un punto. Sì però mi sembra chiaro che fa una media abbastanza barzotta. Allora The Boys è stata

per tre stagioni una delle serie più originali e coraggiose del decennio. Satira feroce, personaggi

memorabili, un villain, come abbiamo detto, da manuale. Poi ha sofferto la grandezza del suo

stesso successo, che l'ha costretta ad allungare il brodo oltre il dovuto, senza una vera idea di come

riempirle questo vuoto in modo efficace. Le ultime due stagioni sembrano appartenere a uno show

completamente diverso. La quinta chiude i conti, Bad Butcher, Homelander, i ragazzi, i boys, ma lo fa

col fiato corto e una inspiegabile ansia da prestazione. Questa mi è sembrata proprio

ansia da prestazione. Di tutti i suoi autori, Kripke compreso, che però trattandosi di una

produzione che ha ridefinito un po' il genere dei supereroi, io francamente non ammette scuse

questo tipo di ansia da prestazione, non te la puoi far venire. Tu sei Eric Kripke, hai scritto

zilioni di stagioni di Supernetwork. Poi anche lì su Supernetwork possiamo stare col bilancino

a capire cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato. Però anche lui è un riferimento molto importante

e quindi io questa ansia da prestazione, se mai c'è stata o comunque se mai si intravede,

non l'accetto personalmente. Dovessessi scoraggiato che la realtà ha superato...

Probabilmente sì. Tutto sommato, come capirai, 4- è pur sempre sopra la sufficienza, ma è un

peccato. Come ha detto il buon Fabrizio nella nostra chat, che peccato, che tristezza. Io

continuo ad arrivare a dire che peccato, che tristezza. Se la prima è 5, siamo scesi a 4,

ma abbiamo capito che l'ultima è 2 e mezzo, vuol dire che le ultime sono basso basso,

cioè c'è proprio un gradino importante. Abbiamo fatto 5-, 4, 3, 2 e mezzo, 2 e mezzo. Quindi se

fai poi una media sei sul 3,68. Siamo lì. Ho fatto la densità narrativa di tutte le cinque

stagioni e ovviamente è uscito come valore intenso. Quindi abbiamo la nostra bella massa

narrativa di 43,0 su 60, ritmo narrativo 4 su 5, densità 1 su 3, quindi intensità alta,

e quindi abbiamo questo, si colloca nel quadrante intenso. Cose importanti da segnalare, ovviamente

molti personaggi, la complessità dei protagonisti e i frequenti punti di svolta in uno storyboard

comunque coerente e molto ampio. Anche sulla scimmia ho lavorato su quella che è stata la

media delle televisioni e quindi dal vigoroso orangutan delle prime stagioni al tarsio delle

ultime diamo come media uno scimpanzé abbastanza ingrifeto che può riassumere un'attenzione non

sempre ripagata appieno dalle vicende narrate. Devo dire che questa stagione è stata quella che

mi ha messo più fatica. Già la quarta che cominciava a girare intorno sempre gli stessi

elementi nel libro narrativo mi ha dato meno difficoltà. Io questa stagione l'ho vista con

proprio pochissima voglia di vederla. Devo dire che i primi episodi erano comunque risultati

gradevoli, poi c'è stato qualcosa che non ha funzionato. Consiglio per la fruizione e lo do a

te che è difficile da dare però cerco di essere coraggioso. Io darei comunque una chance a tutta

la serie perché in alcuni momenti merita davvero. Prima, seconda e terza ci sono delle cose davvero

fantastiche ma preparatevi purtroppo alla delusione. Ci sono delle cose proprio che non

funzionano e sarebbe interessante per chi oggi volesse recuperarla tutta capire quanto questa

delusione potrebbe essere coccente in un binge watching. Io sono riuscito a sopportare delle

cose nella quarta perché è passato del tempo. Io ho paura, non so come un neofita, a guardarla

dalla prima alla quinta. Tutta in fila? Potrei sacrificarmi. Io per quanto riguarda questa

stagione recuperatela un episodio al giorno e passerà la paura. Poi però recuperate anche il

fumetto che mi dicono almeno chi l'ha letto fino alla fine che merita insomma. Recupereremo anche

questo però io adesso fuori da come è la chiusura di patriota cioè è comunque visto il disastro

è comunque una chiusura degna del personaggio oppure l'hanno sbagliato? Perché girano voci

contrastanti. Allora è difficilissimo. Secondo me nella logica è riuscita. Nella logica del

patriota è un po' sbrigativa. E' un po' tanto sbrigativa. Nel senso arriva a un certo punto

che patriota è oltre l'invincibile. E' veramente sovrumano. E' onnipotente quasi. E' venir

braccato in un luogo chiuso da due super che lo tengono. E lui c'è esattamente nella scena,

ti faccio uno spoiler, nella scena prima c'è un tizio che è un magnate molto ricco, non è ricco,

è straricco, che si trastulla con i razzi spaziali. Non mi viene in mente di nessuno.

Tanto quel qualcuno di cui ti viene in mente tra l'altro l'avevo fatto un post molto... E questo

cerca di avere... si incazza perché vuole avere un'udienza da Homelander. Io ho bisogno di parlare

con lui perché ho delle idee bellissime su cosa fare, su come utilizzare. Poi io sono ricco,

sono ricco. Io ho i razzi, voglio fare una roba del genere. E c'è un momento in cui Homelander

si avvicina a sto tizio mentre lo vediamo che va, si allontana dal primo piano mentre ci sono

due persone che parlano. Escono dalla stanza, vedi che Homelander prende sto tizio e va in alto,

parte con questo tizio, passano tre secondi e lui scende giù. Senza di lui. Senza di lui.

Il torna dentro la stanza e dicono che è successo? E niente, volevo andare nello spazio,

volevo andare nello spazio e ce l'ho lasciato nello spazio. Quindi lui in tre secondi è andato

nella troposfera e l'ha abbandonato. Quindi possiamo dire che Patriota ha fatto anche così.

No, lui in un secondo può raggiungere lo spazio. Ecco, questa cosa qua, secondo me,

nel momento in cui viene messo alle strette... L'hanno nerfato. L'hanno nerfato, sì. Però,

ok, però diciamo... Tu mi stai chiedendo delle cose che non ti posso dire. Va bene. Però,

cioè, non è... è chiaro che per contenerlo l'hanno nerfato. Nella pratica l'idea è carina.

Quindi la risoluzione effettiva, l'idea è carina. Poi l'ha messa in scena come ci si arriva,

è la solita minchiata alla Marvel. Sì, sì, sì. Quindi c'è del buono e c'è del bello. Io non

vorrei fare quello che dici che è bella ma è brutta, ma teoricamente è figa,

ma come è messa in scena è un po'... Si poteva fare meglio.

questo tirannico algoritmo che vorrebbe cancellare i nostri dialoghi migliori. Un

gesto epocale che ci restituirà la libertà di essere, beh, sfacciati. Che idea! Geniale!

Mettete mi piace. Allora, continuiamo. Io lascio a te in mano. Ci palleggiamo. Ci palleggiamo. Io

ti ho fatto un servizio, ora tu dai pure la schiacciata. Io recupero un'altra. Ah. Recupero

anche questa. Recuperi anche tu? Due stagioni. E là? Davvero? Allora, vado, entro subito con i

miei fogliettini che oggi riempirò e disperderò per tutta la sala. Benissimo. Allora, Berlino,

nella casa di carta, era perfetto per un motivo solo, secondo me. Seguimi. Il motivo era che

moriva presto. Cioè lui entrava, faceva la sua scena memorabile e usciva di scena. Quindi

la mia domanda è, perché, secondo te, Netflix ha pensato che Berlino potesse reggere uno spin-off?

Allora, oggi cerchiamo la risposta e parliamo quindi delle due stagioni dello spin-off in

combinata. I gioiali di Parigi e la dama con l'ermelli. Ah, quindi hai recuperato tutte e due?

Interessante. Tutte e due. C'è una storia su questo. In questo periodo ti sei immolato,

perché un'altra cosa che hai fatto in questi giorni è stata andare al cinema a vedere un film.

Ci sono degli short a riprova del mio sacrificio. Maledetta Kermit la rana sfatta.

Allora, io ho perso un po' la memoria, anche perché sono passati tanti anni,

con La Casa di Carta e i suoi spin-off. Facciamo i soliti accenni tecnici. È creato

da Alex Pigna e Esther Martín Lobato, che sono gli autori della Casa di Carta,

prodotta da Vancouver Media, che è la stessa di La Casa di Carta. Netflix,

dopo le prime due stagioni, ha detto, ah, la farendo io questa. Mi faccio l'EP.

Poi sai che le prime due stagioni erano tagliate apposta per questo. Quindi Netflix l'ha comprata

dagli spagnoli e poi l'ha spremuta finché non ha perso forma. Ricordiamo. Berlino è uno di

questi rami della spremitura. Alla regia di questa serie c'è Albert Pintot, che è già stato tra i

Barrocal e Manuel Cravioto, sempre della stessa scuderia. Quindi mentre la prima l'aveva fatta

tutta, lui qui si alterna, nella seconda stagione. Perché parliamo di seconda stagione? Perché sono

due miniserie, sono state rilasciate quindi come due miniserie da otto episodi, tra i 45 e i 55

minuti l'uno. La prima, che si chiama Berlino e i gioielli di Parigi, è la seconda, che è uscita

nel 2023. Invece recentemente, nel 2026, Berlino e la dama con l'ermellino. Ma quella dama è con

l'ermellino? Esatto, quella di Leonardo da Vinci. E sono state rilasciate tutte in blocco per binge

watching. Quando sono uscite erano tutte insieme. Perché sono miniserie? Sono miniserie perché il

racconto si conclude, ma sono una serie perché c'è continuity tra una stagione e l'altra. Questo è

un elemento ricordato, è abbastanza importante. Alle musiche abbiamo Federico Yussid, che

fondamentalmente fa il solito mestiere, cioè è la solita tassa giù box. Ogni stagione c'è il

karaoke alcolico da Tiamo di Tozzi a Felicità di Albano e Romina, ovviamente cantata in spagnolo.

La Casa di Carta, da quel punto di vista, era avanti con Bella Ciao, ma ora c'è la Bella Ciao.

Diciamo, quel modello lì è rimasto, ma è proprio che tu sai pure a che puntata c'è quel momento

lì. È proprio molto molto rigido il patter. Ma chi ci sta dentro? Ovviamente c'è Pedro Alonso,

che fa Berlino, che prova a reggere tutta la baracca col suo carisma, ma onestamente alla

fine più che una questione di carisma sembra solo che ti stia vendendo l'Alfa Romeo Junior per tutte

e 16 gli episodi. Colpevole il fatto che essendo sponsorizzata la serie, proprio sponsorizzata

dall'Alfa Romeo, a ogni pubblicità, a ogni stacco pubblicitario, c'è la pubblicità con l'Alfa Romeo.

Ma non ci credo. Non ce la facevo più. Allora qui Berlino, come personaggio, non è quello

brutale ed enigmatico della casa di carta, dove lui effettivamente era un po' quello pazzo,

è un tizio fondamentalmente con doppia personalità, una che ragiona con l'uccello per intere puntate

e l'altra che è così, debotto e il genio glaciale inarrestabile. C'è questa roba che... ci saranno

dettagli a riguardo, che diventa la prova che il personaggio non regge uno spin-off, proprio il

personaggio che non regge uno spin-off. La controparte, c'era la sua controparte. Esatto, infatti nello

spin-off, nella seconda stagione, c'è un momento in cui il professore, che è il fratello, interpretato

da Alvaro Morte, torna per un cameo e lì li rivedi di nuovo affiancati l'uno con l'altro e ti viene

maturo proprio perché e a che cosa serviva Berlino. Serviva a delineare l'altro personaggio. Quindi nel

momento che tu gli togli la controparte, accanto a lui c'è una nuova banda. Abbiamo Tristan Ulloa,

dovrebbe essere, che fa Damian, che sulla carta dovrebbe essere l'equivalente del professore,

anche lui insegna all'università. Lo descrivono come una mente fredda e uno talmente intelligente

che ruba perché si annoia, te lo fanno intuire così. Poi però in pratica recita tutto di emotività,

cioè tutto quello che fa è una questione emotiva, zero lucidità. Non ci sono momenti in cui è lucido.

Fondamentalmente ti dicono che i due protagonisti, lui e Berlino, sono due freddi calcolatori ma in

realtà sono proprio due teste calde, proprio bollenti, che è un problema per un East Movie.

E poi abbiamo il resto della banda che sono quattro ragazzi giovani super bellissimi,

abbiamo Kayla che è interpretata da Michelle Jenner, poi abbiamo Cameron che è Begogna Vargas,

con i due maschietti che sono Roy, che è Julio Pegna Fernandez, e Bruce, che è Joel Sanchez.

Questi personaggi sono fatti sponare dal nulla, coppie, con lo scopo precipuo di accoppiarsi.

Ah, ho capito! Ecco perché sono belli e accoppie. Geniale sta roba.

Geniale. Questa roba dell'accoppiarsi sarà un tema importante. Ci sono delle new entry

nella seconda stagione. Abbiamo Marta Nieto che fa Genoveva, che è la duchessa protagonista.

Lei tra l'altro ha rischiato un oscar con un cortometraggio, quindi è un'attrice di una

certa levatura. Un altro attore importante è José Luis García Pérez, che fa Il Duca,

che se lo guardate probabilmente vi ricorderà soprattutto film, sempre spagnoli, e poi Imma

che fa Candela. Anche lei sono tutti bravi attori che sono costretti all'interno di

sagome bidimensionali. Poveracci. Devono pagare anche loro il mutuo, no? Eh già.

Allora, ovviamente ci sono i cameo. C'è Alvaro Morte, no? Alvaro, scusa.

Abbiamo, oltre al professore, abbiamo direttamente nella prima stagione abbiamo

Lisbona, che è ancora una poliziotta, credo. E Alicia Serra, che sarà poi un'altra super poliziotta,

che vengono chiamate come Interpol, no? Quindi arrivano. Ma si incontrano?

Lavorano insieme. Ah, ma pensa un po'. Inizialmente lavoravano insieme, vero?

Arrivano per aiutare i francesi, perché sono a Parigi nella prima stagione, a risolvere questo

caso, perché hanno capito che sono spagnoli, e bellissimo, perché fanno praticamente due scene.

Arrivano tardi sulla scena del crime e si congedono fondamentalmente da tutta la serie,

con una roba che l'abbiamo persa. Non siamo arrivati in tempo, ma l'abbiamo persa. Vabbè,

ci vediamo sulla casa di carta. E spariscono. Entrano come se dovessero essere i grandi

nemici di Berlino e invece entrano e escono proprio perché sono dei cameo, in realtà.

Ma di cosa parla Berlino? Di solito di cosa parla è una trama con un sacco di

dettagli. Dovresti, sì. Adesso io invece… Allora, Berlino è il personaggio che nella

casa di carta moriva per dare una dimensione umana al professore. Quindi questo prequel lo

racconta negli anni d'oro, prima della sua malattia. Nella prima stagione è a Parigi e

organizza un furto di gioielli da 44 milioni in una notte. Nella seconda è a Siviglia,

dove un duca gli propone di rubare la dama del remellino di Leonardo, ma il quadro è solo la

punta dell'iceberg. Queste sono le trame. Dai! Sì, di solito c'è tutta un'articolazione ma di

fatto è una sinossi molto povera, ma va bene. Giusto perché non vuoi fare spoiler, no? Esatto,

ma soprattutto in teoria si parla d'amore e di furti mirabolanti. D'amore e furti mirabolanti.

In pratica si parla di scopare. Tantissimo! Anche troppo. Ma…

Entriamo un po' sulla parte tecnica. Dal punto di vista più puramente tecnico,

siamo a una sufficienza risicata. Cioè si fa il mestiere che si deve fare, no? Da questo

punto di vista? Si tromba il cartellino. Si timbra il cartellino. Questo è freudiano!

Si timbra il cartellino e diciamo siamo a una sufficienza risicata. Quello che vediamo

è questi fotogrammi annegati nella solita fotografia Netflix, dove ogni fotogramma sembra

proprio uscito da un bagno di olio di ricino e poi steso sul televisore. Sa che questa roba del

bagno d'olio di ricino è una nuova… potremmo utilizzarla per tutte quelle smarmellate,

giallognole, giallucicose, plasticose. Esatto, quindi è così. Tutta la parte d'azione tuttavia,

invece, è mal girata. Soprattutto nella prima stagione. La seconda è già girata meglio,

però resta comunque un prodotto tv primi anni dieci. Non c'è una grossa sbatta per

renderla interessante. Allora, il problema vero di tutta questa stagione, di tutta questa serie,

di entrambe le stagioni, è la messa in scena. Facciamo uno zoom su questo tema. Chiariamo

innanzitutto cosa si intende. Allora, la messa in scena è come la regia organizza spazio,

tempo, azioni e logica dentro un'inquadratura e tra un'inquadratura e l'altra. Quindi la

scenografia è solo un pezzo, ma come si muove l'attore, come si muovono gli attori tra di

loro? Che cosa scegli di muovere, di spostare? Quella roba lì. Ovviamente in un next movie è,

diciamo, vive la messa in scena. Sì, sono elementi importanti. Perché è tutta una

questione di precisione, dove stanno i corpi, come si muovono, cosa vede la telecamera e cosa

non vede la telecamera, quanto dura un'azione perché i tempi sono importanti, cosa accade

off screen. Quindi non puoi sbagliare la messa in scena. Quando quel tessuto è confuso,

illogico e casuale, il fondamento del genere crolla. E qui crolla malissimo, non male. La

prima stagione in modo proprio cringe. I primi due episodi sono un livello cringe crescente che tu

dici, dove vorranno andare a finire a questo livello? Se parli di corpi posizionati nello

spazio. Scusa, non vorrei fare quel gesto brutto. Ma anche lì la messa in scena. La regola che

governa tutta la serie è questa. Loro dicono a, poi fanno una roba clamorosa che contraddice a,

e proseguono facendo finta che a non sia mai successo. Ok? Adesso spiego, faccio qualche

esempio per favore. Perché è importante. A differenza di altre serie, visto che questa

è particolarmente brutta, facciamo degli spoiler. Non sono manco degli spoiler,

mi racconto delle situazioni. Degli esempi. Ad esempio, tute asettiche. Ho visto qualche

immagine, sono belle anche. Assolutamente. Allora, qual è la situazione? Loro fanno il tunnel. Ah,

che bella idea, facciamo un tunnel per entrare dentro un cavolo. La famosa banda del buco.

Quindi fanno questo buco, ma il cavolo è all'interno del sotterraneo di questa casa d'aste,

che loro devono entrare prima che ci sia la roba dentro. Quindi non devono lasciare traccia. Giusto.

Allora, per fare questa cosa qui, cosa fanno? Si mettono queste mega tute tipo covid, montano

una struttura, una cabina con l'aria che entri e ti pulisce tutto. E poi cosa dovrebbe succedere?

Queste A, no? Che dovrebbero uscire da questa A e finisci dentro la casa d'aste. Se non che,

loro escono, si fanno un altro pezzo di tunnel, quindi raccogliendo qualsiasi merda che ci sia,

ed entrano nella casa d'aste. Ma nella casa d'aste, magia, non lasciano nessuna traccia.

Ma è un errore di montaggio? No, no, no, no, no, è proprio di messa in scena,

nel senso che tu li vedi uscire e c'è la telecamera che è messa proprio e tu vedi

che loro mettono i piedi ancora nel tunnel e poi c'è il cambio e loro scavalcano l'ultimo

pezzettino. Perché hanno deciso di farlo così? Quindi A, contraddicono A e poi fanno

fin da A. Un altro esempio? Lo vuoi un altro esempio? La vite svitata due volte. Allora,

stacco, loro sono lì, ovviamente devono intercettare le telecamere, tutte queste cose qua,

allora stacco, stanno svitando questo pannello, forse li hanno visti, il tempo scade, devono

rimettere a posto il componente riavvitando tutto, quindi di nuovo stacco e rivedi il

pannello con la stessa identica inquadratura dove loro stanno maneggiando. Ma non è la

stessa identica inquadratura, è esattamente la stessa clip, quindi li rivedi svitare invece

che avvitare. Non c'è nulla, ha registrato tutto, non l'hanno registrato, l'hanno registrato

e quindi l'hanno rimontato. Ma potevano montarla al contrario? Ma no! E questo succede mentre

Keila, che è la super hacker, ha l'ansia di prestazione e vicino c'è Damian, che è il

secondo di Berlino, che improvvisamente solo per la durata di quella scena è un esperto

di sicurezza incredibile che gli dice no tocca lì, sembra lui l'hacker ed è esperto di sicurezza

solo in quelle 30 secondi, ma poi non lo è più per due stagioni. E poi vi dico questa,

questa è l'ultima, stanza segreta. Allora loro a un certo punto, in queste due stagioni così non

vi facciano spaventare, scoprono l'ingresso di una stanza segreta e spiano chi entra per

capire come passare. Quindi vediamo insieme a loro gente entrare e non vediamo mai nessuno

uscire da qui. Anche se poi dalle telecamere di sorveglianza loro vedono questi tizi ricomparsi

in varie stanze della villa. E lì io mi sono messo, ho detto ci sono due posizioni, o uno

Stargate oppure la trama cosa mi sta dicendo? Mi sta dicendo che c'è un'altra uscita e quindi loro

magari devono trovare quest'altra uscita per poter entrare e superare tutti gli ostacoli.

Se non che tipo una puntata dopo si scopre che questo posto è un piccolo cieco, cioè è chiusa,

non c'è una seconda uscita. E' uno Stargate. Sono dimenticato anche di registrare la gente che esce.

Sarà stata una questione di montaggio, di soluzione, perché loro poi montano alcuni

momenti con momenti che succedono fuori e quindi lì tu potresti pensare, se non ascoltassi cosa

dicono, potresti pensare che quelli siano usciti in un altro momento. Però fatto sta che secondo me

è uno Stargate. Ma questa è la parte tecnica. Andiamo alla narrativa. La narrativa ha solo due

problemi, per il resto va benissimo. Sono un po' intrecciati, un po' grossi, però sono due.

Abbiamo detto che è una serie che parla di amore e di colpi. Il primo problema è la parte dell'amore.

Cioè tutto l'amore come side quest è un grosso problema, perché la serie vorrebbe esplorare le

mille versioni dell'amore usando la cornice della rapina. Idea tipo allo Sea and the Eleven,

che è finissima, dove il colpo alla fine, quando tu finisci il film, scopri che invece è una storia

d'amore di sentimenti. Molto bella questa idea qua. Solo che qui non c'è un gioco di specchi

da cui emerge una storia d'amore, ma c'è un plotone di personaggi sagomati che dichiarano

la propria tipologia amorosa prima dell'azione, come gli orientamenti in una partita di D&D.

Buonasera, ciss, lei cosa fa? Piacere, poliamore, amore folle, amore travolgente,

amore spento dal matrimonio, mi dica lei chi è? Ti ritardi, aspetta che ti ritardi. Esatto.

E la caratteristica è che tutte le tipologie di amore sono raccontate e rese tutti con lo

stesso meccanismo, che è... ho una gran voglia di scopare. Sembra un omaggio a Maccio Capotonda,

ti giuro. Esatto. Lo fanno con dei dialoghi bellissimi. Ah, scritti da chi? Da Baci Perugino,

ovviamente. Da signor Baci Perugino in persona. Ma con l'ambizione shakespeariana,

no? Che aggiunge quel livello di cringe più unico per me. Questo è un campione raccolto

sul campo, facciamo partire una musichetta triste e il testo è questo, l'ho trascritto,

quindi è proprio così. Il sesso è molto divertente, l'amore non tanto. L'amore è una

malattia con varie fasi, ansia per trovarlo, paura di perdere, depressione quando ti abbandoni.

Shakespeare, mi dispiace, ma spostati. Ma scansati proprio. Esatto, cioè nel senso metti tanta

distanza da te e loro per l'amore di Dio. Gli archi amorosi restano del tutto avulsi dalla

trama, tra l'altro, che si ferma ogni episodio, episodio e mezzo circa, per lasciarli accoppiare

a caso. Oh, molto bene. Si ferma tutto il piano, loro vanno a dormire e decidono che durante la

notte devono fare una minchiata. Quindi parte la quest secondaria e quella minchiata serve per

spiegarci quanto quell'amore è amoroso e doloroso. Non ci credo. E con questo sistema, in un modo che

a me risulta estremamente oscuro, dovrebbe rappresentare tutte le sfumature dell'amore.

Quindi il risultato alla fine è una collezione di side quest disorganiche, personaggi che si

contraddicono, mini drammi che ammazzano il ritmo e aprono nei grossi buchi di trama. Il

secondo problema, viceversa, è la parte della rapina. Cioè, due cose deve raccontare questa

cosa. Le sbaglio tutte e due. Ma mi dicevi che a livello di heist proprio non c'eravamo.

Parliamo di heist. Allora, l'intreccio è inutilmente complicato. È come a nascondere

l'ansia di risultati intelligentissimi, complicando le cose. Mi ricorda qualcosa. Esatto, se ne parlava

in The Voice. Gli ace movie che funzionano fanno di solito una cosa, hanno un piano semplice e un

twist unico, importante. Anch'esso molto semplice, che però ti ribalta la percezione della realtà.

Che ne so. I soliti gnoti? Quello è tanta roba. Quello è tantissimo. Cambia tutto. Ocean Eleven,

la stangata. Quell'altro film con Spike Lee dove c'è Clive Owen. Inside Man. Mamma mia,

ragazzi. Qui, invece, accumulano complicazioni per nascondere le carte e spacciano per genialità

quella che è, in realtà, plot armor. Con il meccanismo classico che è sempre lo stesso. Scena

preparatoria del colpo che svela il piano. Ma non mette i passaggi chiave. Così, quando le cose vanno

male, zac! Ma noi ci avevamo pensato. La risolviamo così. È una specie di Deus Ex macchina che scatta

con una regolarità disarmante, ti giuro. Ma la cosa peggiore è che ci sono altre serie dove succede

questo, ma questa è l'unica serie dove i personaggi stessi fingono di non conoscere il piano per

ingannare lo spettatore. Piano per il culo. Loro lasciano Parigi. Dentro un camper. Durante questo

camper, a un certo punto, c'è il panico. Perché la polizia ha fatto un posto di blocco e li stanno

fermando. Aia! Mentre si avvicinano, cominciano a litigare. No, tu, testa di cazzo, non dovevi fare

quello. Cioè c'è proprio un panico totale con scaricabarine della responsabilità. Perché adesso

sono pleccati. Se non che, quando la situazione ovviamente si risolve, si riparte questo camper,

loro si fanno i complidenti dicendo che li abbiamo fregati e scopriamo noi, i spettatori,

che era tutto previsto e avevano un piano per riuscire a passare il blocco. Ma scusami,

ma il colpo di scena? Il panico a favore di telecamera per farmi credere che adesso erano

in un terribile tradimento pazzesco. Il culmine è il finale della seconda stagione, senza fare

uno spoiler vero. Il culmine è centrato su Berlino, che tra l'altro, non lo so tu,

ma essendo un prequel, noi sappiamo benissimo che non può morire. Mi risulta sì. Quindi

ci entrano tutto sul fatto che lui rischia. Cosa rischia? Per macchie rischia. E c'è una

macchina mortale che sta mietendo vittime, che smette improvvisamente di mietere vittime nel

momento in cui loro toccano i soldi. Cioè entrano al capo, toccano i soldi e questa

cosa è come quando finisci Super Mario. Una scena tipo treni di capodanno e ti giuro gente

che si piangeva la morte sicura cerca gente che si rialza e si attacca al trenino. Così de botto

senza senso. Scala tecnica. Allora, uno Allsphere, cinque The Pit. Dove posizioniamo questa?

La posizioniamo sull'uno. Spaccato. Noiosa, mal scritta e mal realizzata. Esiste solo per

tenere in vita il tentativo di franchise che Netflix, in seguito a quando, ha comprato la

serie dagli spagnoli. Che gli hanno fatto un bel mattone, grandi gli spagnoli. Non regge nulla,

e, attenzione, fallisce pure nel fallire. Perché si becca uno, ma non apre il sottosopra

delle serie brutte che sono cose serie. Porte chiuse. È solo un uno.

Bellissimo. Riguardo alla densità, si colloca nel quadrante del leggero,

quindi poca sostanza, inspiegata in tempi distesi. Tipo un peto silenzioso in un ascensore.

Diciamo che la serie, ovviamente questo è un giudizio tecnico, la densità narrativa,

la serie fa compagnia fondamentalmente, senza chiedere attenzione. È proprio da inattenti

watching. È un sottofondo. Certo che fare un inattenti watching di un heist deve essere un

genio del male. Porca miseria. Il ritmo è, tra l'altro, irregolare, cioè oscilla senza direzione.

Nei momenti distesi scivola verso il leggero, appunto, e in quelli serrati va verso il frizzante.

Quindi anche lì è un po' di confine. Esatto. Per chi ama i numeri, la massa narrativa è 22

su 60, il ritmo narrativo è preeminentemente sul 2, ma varia da 1 a 4 a seconda di questo.

Scala della scimmia. Allora, è vivo! Possiamo dire che è l'ustiti pigmeo, quindi uno sulla

nostra scala della scimmia, ma sopravvive. E come potremmo riassumerla? Se ci fosse qui

il nostro caro Fabrizio direbbe... Che palle! Il ritmo è rotto dall'alternanza d'età. Chi

vuole scopare è la trama vera. Le tecniche per agganciarci, quindi ribaltamenti, cliffhanger,

sono applicati male e con sciatterie. E i personaggi non ti convincono, perché i loro

background non sono nient'altro che una lista asettica di disgrazie. Un tanto al culo. Quindi

non hai nemmeno l'affezione. Pensa a te. Però arriviamo al consiglio per la fruizione. Attenzione.

Questo sono curioso. Vuoi consigliare questa roba? C'è un modo che si chiama il twisted

binge watching. Questa è la tecnica da usare. Twisted binge watching? Cosa significa?

Allora, storia vera. Io parto con la seconda stagione e guardo i primi 10-15 minuti della

prima puntata. Poi a un certo punto, non ho capito bene come mai, ma mi ritrovo a guardare la prima,

non me ne accorgo che è la prima stagione. Io inizio con la seconda, arrivo verso 10-15

minuti. Lì io vedo il riassunto della stagione precedente e vedo l'inizio dove il duca dice

che vuole commissionare la rapina. Il duca dicendolo ricatta Berlino facendo vedere delle

cose della prima stagione. Quel momento lì io mi sposto dalla tv a un altro device e riparto. Ma è

la prima stagione. Quindi che succede? Che mi sembra di vedere un flashback. Cioè per me era

partito un lungo flashback. Solo quando sono arrivato alla quinta puntata ho cominciato a

chiedermi quanto cazzo è lungo questo flashback. E allora, senza capire che era la prima stagione,

perché sono visivamente completamente uguali, i personaggi sono gli stessi,

ho cominciato a pensare ma vuol dire che la dama sull'armellino è un McGuffin alla Hitchcock?

Ma pensa te che cosa è geniale! Quindi finisco tutta la prima stagione e mi parte il trailer

della seconda e solo allora io capisco che avevo guardato la prima stagione. Quindi,

grazie all'interfaccia sopraffina di Netflix, che voglio ringraziare, che ti piazza davanti la

stagione nuova e poi ti risucchia nella vecchia, continuo a guardare e sei dall'altra stagione e

al fatto che è tutto monotonamente identico, scopro questo nuovo modo di fruire le serie,

il twisted binge-watching, in cui tu fai binge-watching mischiando le due stagioni,

migliorando la qualità dell'esperienza però. Perché che cosa succede? Che la promessa del

colpo con l'armellino ti tiene l'attenzione su adesso come si arriverà lì, ma come andremo,

ma come si collega questa cosa e quindi la prima stagione è meno noiosa perché hai una

promessa che poi non viene mantenuta, ma tu lì per lì non lo sai. Quindi il mio consiglio è fare

così. Voi partite i primi 10-15 minuti della prima puntata della seconda, poi boom tutta la prima e

poi ricominciate. E poi ve la finite. E così quella scimmia da uno diventa quasi due. Quasi

d'accordo con noi oppure no? Anche voi siete rimasti male con The Boys? Anche voi vi state

chiedendo come mai il protagonista si faccia chiamare Berlino quando quello è il nome in

codice della casa di carta, cioè l'ha beccato dove? E' vero? Mannaggia la miseria! Quello è

il colpo della zecca spagnola, è lì che si fa chiamare Berlino. Ma no, no, no! Fatecelo sapere

con un like, un commento oppure un dito medio! Ci sentiamo la prossima settimana e ricordate,

chi non lancia raggi cosmici dalle tette, ma soprattutto chi non ci ascolta, è un berlino!

Giulia, non ho ancora capito come è successo. Probabilmente lei mi ha proposto la prima,

scomenzio con la seconda, mi ha proposto la prima, quando ho cambiato device c'era scritto

Berlino, la fotografia era uguale, avevo appena finito di vedere questo cazzo di calice che me lo

ritrovo nel lato e io premo e parte tutta la pioggia. Ma è figo! Ma hai fatto una cazzata? No,

dovete guardarla così perché è meglio. Non la guardo.